Odissea in ospedale:7 ore di attesa per una radiografia.

Il racconto amaro di una giornata al pronto soccorso nella lettera di un cittadino

A cura di Redazione Redazione
31 luglio 2026 09:54
Odissea in ospedale:7 ore di attesa per una radiografia. -
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Pubblichiamo la lettera aperta di un cittadino che tsstimonia ciò che vive l'utente del pronto soccorso.
Un quadro raccapricvante

Egregio Sindaco Di Stefano,
egregi responsabili,mi chiamo Beppe Quattrocchi sono un cittadino di questa terra.Ieri sera alle 18:00 ho accompagnato mia moglie al pronto soccorso.
Sospetta frattura al piede. Alle 1:30 di notte le hanno fatto la radiografia.
Alle 3:00 di notte eravamo ancora lì, ad aspettare il referto, seduti su sedie rotte, con il dolore che saliva....

Adesso io sono rincasato assieme a mio figlio di 4 anni ...Mia moglie è ancora al pronto soccorso ad aspettare l esito della radiografia Sette ore per una lastra. Due ore per un foglio. Nel frattempo ho guardato.

Ho visto una donna con la mano aperta, il sangue che le colava sul braccio, in fila per dei punti di sutura. Un lavoro che farebbe anche un tirocinante al primo giorno, e invece aspettava. Ho visto un vecchietto.
Ragliava. Sì, ragliava come un asino dal dolore, piegato in due, perché aspettava da ore che qualcuno gli mettesse un catetere.

Nessuno si fermava. Passavano, guardavano altrove, correvano dietro a carte.In turno oggi un solo medico ( gentilissimo e giovanissimo )
A differenza di alcuni medici di Casalpusterlengo.ll Giovane medico visibilmente combattuto senza possibilità di sceltaa badare prima alle carte .... burocrazia e poi molto poi al paziente ( spazientito) ;ho visto gli anziani.
Avvolti in quelle coperte termiche dorate, lucide, che frusciano.Sembravano uova di Pasqua dimenticate sopra una barella.
Gente di 80 anni, di 90 anni, incellofanata come merce.Senza un lenzuolo per coprire l imbarazzo , senza una mano che li stringesse, solo il freddo e la vergogna....
La vergogna che di certo non appartiene all ammalato al malcapitato .

Sindaco Di Stefano, questo è il biglietto da visita della nostra città. Questo è quello che offriamo a chi sta male: attese, dolore, umiliazione.Non vi chiedo favori.
Vi chiedo giustizia.

1. *Basta code di 7 ore* per una radiografia. Se mancano i tecnici, assumeteli.

2. *Basta far soffrire la gente* per un catetere o per 3 punti di sutura

Organizzate i turni, fate qualcosa. ...

L ospedale di Gela non deve essere piu grande ma all altezza.

3. *Ridate dignità*.

Togliete quelle coperte da supermercato e ridate agli anziani il rispetto che meritano.
Gela non è una città da dimenticare.
Noi non siamo cittadini di serie B.

Ieri notte al pronto soccorso ho capito una cosa: ci si ammala due volte a Gela.
Una per la malattia, e una per come ti curano.Attendo una risposta.
Non per me. Per la donna con la mano tagliata. Per il vecchietto che ragliava dal dolore. Per mia moglie e per tutti quelli che quella notte hanno imparato a odiare l’idea di aver bisogno di aiuto.

Con rabbia, con dolore, e con la speranza che qualcuno ancora abbia vergogna,

*Beppe Quattrocchi*
Cittadino di Gela

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