Si torna a parlare di Utin all'ospedale di Gela
I vertici dell'Asp nissena hanno autorizzato una convenzione con l'Asp di Siracusa.
Si torna a parlare di Utin a Gela. Una delle incompiute più discusse dell'ospedale Vittorio Emanuele di Caposoprano, l'Unità di terapia intensiva neonatale annunciata da anni, autorizzata, addirittura allestita ma lasciata chiusa, con tutte le conseguenze per le famiglie e per i trasferimenti fuori provincia.
Negli scorsi giorni, il management dell'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta ha deciso di mettere mano al dossier.
I vertici dell'Asp nissena hanno autorizzato una convenzione con l'Asp di Siracusa. Di fatto, i manager locali chiedono una consulenza a quelli aretusei, aprendo una collaborazione con il dottor Massimo Tirantello, direttore dell'Utin e di Neonatologia dell'ospedale Umberto I di Siracusa.
La consulenza, della durata di sei mesi e a spese dell'Asp di Caltanissetta, servirà a una valutazione complessiva sull'attuale idoneità dell'Utin del nosocomio di Caposoprano.
Sarà lo specialista siracusano a dare un giudizio sui locali dell'Utin gelese, sulla strumentazione presente, sugli spazi disponibili e a fornire una sorta di formazione per il personale da destinare a una struttura che l'amministrazione comunale di Gela chiede a gran voce, non da oggi.
Il tema era stato affrontato anche nel corso del tavolo tecnico svolto la scorsa settimana a Caltanissetta sul futuro della sanità gelese, ma quel confronto ha sortito ben pochi passi in avanti.
Ora con la convenzione si prova a riavviare l'iter. Resta da capire se questa valutazione esterna sarà finalmente il passo che sblocca l'apertura di un reparto considerato strategico per l'intero comprensorio. Anche se servono almeno 750 mila euro per acquistare le attrezzature
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