Sindacati contrari a trasferimento del centro impiego

A Caltanissetta chiesto un tavolo tecnico per trovare una soluzione condivisa

A cura di Redazione Redazione
16 aprile 2026 10:30
Sindacati contrari a trasferimento del centro impiego  -
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Riguardo al trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori del Centro per l’Impiego nei locali della Banca Tonioli e San Michele di Corso Umberto I a Caltanissetta, le organizzazioni sindacali FP CGIL e COBAS CODIS chiariscono con fermezza la propria posizione.

"Siamo pienamente favorevoli alla rivitalizzazione del centro storico del capoluogo nisseno. Tuttavia, riteniamo che l’operazione prospettata non sia in grado di produrre alcun reale impatto economico e sociale. Si tratta, infatti, di un trasferimento che riguarderebbe al massimo circa 60 unità, considerando entrambe le sedi di via D’Acquisto e via Sallemi. Un numero esiguo che, peraltro, si inserisce in un contesto di utenza caratterizzata da una limitata capacità economica, trattandosi prevalentemente di persone in cerca di occupazione.

"Ci chiediamo - dicono i sindacati- pertanto: può davvero questa operazione rappresentare lo slancio annunciato per il rilancio del centro storico? A nostro avviso, il risultato sarebbe opposto: maggiori disagi per utenti e lavoratori, senza alcun beneficio concreto per il territorio. Riteniamo necessario affrontare la questione con serietà e trasparenza, ponendo interrogativi fondamentali. In particolare, rispetto alle risorse del PNRR (Missione M5 – Inclusione e coesione, Componente C1 – Politiche del lavoro, Intervento 1.1), ci chiediamo se e in che misura i Comuni possano orientare gli avvisi pubblici con scelte di natura politica, come la delimitazione di specifiche aree urbane. Quanti Comuni, tra quelli interessati a livello nazionale, hanno adottato criteri così restrittivi? È previsto il trasferimento anche della sede di via Sallemi, con conseguente cessazione dei contratti di locazione in essere? Quanti immobili, nella sola zona A1, possiedono realmente i requisiti richiesti? È possibile emanare un bando “esclusivo”, cioè che escluda, anziché creare la più ampia concorrenza, quindi “inclusivo”? Sono alcune delle domande legittime, che meritano risposte chiare, al fine di evitare letture superficiali e polemiche sterili".

La richiesta è di aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti economici interessati, comprese lle organizzazioni sindacali con l’obiettivo di contribuire concretamente a un progetto serio e strutturato di rilancio del centro storico, che riguardi in modo organico sia la zona A1 sia la zona A2, nel pieno rispetto delle norme vigenti.

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