Spazio Civico interviene sul caso Timpazzo
«L'ennesima violenza ambientale su un territorio già martoriato. Rispetto per il nostro territorio»
i rappresentanti del gruppo di Gela di Spazio civico Giovanni Scicolone, Mazzarino Damiano Arena, Sommatino Olimpia Armonia e Delia Martino Di Gregorio intervengono sul caso scoppiato alla discarica di Timpazzo.
«Le notizie dei rifiuti interrati illegalmente a Timpazzo, senza controlli e nel silenzio assordante della governance regionale- sostengono i rappresentanti civici- non sono solo l’istantanea di un presunto reato: sono lo schiaffo definitivo a un territorio che ha già pagato un tributo altissimo in termini di devastazione ambientale e salute pubblica.
Siamo di fronte all'ennesima violenza consumata alle spalle dei cittadini. Per decenni questo pezzo di Sicilia è stato trattato come il tappeto sotto cui nascondere i veleni della Sicilia, un’area di sacrificio sull'altare del profitto illecito e dell'inefficienza politica. Oggi scopriamo che persino la gestione pubblica, che avrebbe dovuto garantire riscatto e trasparenza, è sprofondata nel fango di un’inchiesta per traffico illecito di rifiuti.
Questo non è un caso isolato, è un sistema. Un sistema che continua a considerare la nostra terra come una discarica a cielo aperto, abusando della resilienza di una comunità già ampiamente martoriata dall'inquinamento industriale, da bonifiche mai realmente completate e da rischi idrogeologici completamente ignorati. Versare frazione umida non stabilizzata, provocando autocombustioni e fumi tossici, significa attentare deliberatamente alla qualità dell'aria e alla vita di chi abita questi luoghi"
Spazio Civico dice "basta":non accetteremo che il nostro futuro venga ancora una volta ipotecato da chi gestisce il ciclo dei rifiuti con la logica del far west. Esigiamo che la Regione Siciliana smetta di fare spallucce e che si avvii un monitoraggio ambientale immediato, una task force indipendente su tutta l'area di Timpazzo: per questo chiederemo un incontro urgente al ministero dell'ambiente. Il tempo delle scuse e dei silenzi complici è scaduto: la nostra terra ha già dato, ora pretende giustizia e rispetto.
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