Territorio fragile: si diano ai sindaci strumenti di azione
L'appello del referente provinciale di Spazio Civico Giovanni Scicolone dopo i casi di Gela, Agrigento e Favara*
Quanto accaduto a Gela, Agrigento e Favara e in altri comuni siciliani non è un problema isolato, ma un nuovo campanello d’allarme per tutta la Sicilia. Bastano poche ore di pioggia intensa per mettere in ginocchio interi territori, provocando allagamenti, danni e pericoli per i cittadini.
A sottolinearlo è Giovanni Scicolone, referente provinciale di Spazio Civico, che lancia un appello alla Regione Siciliana.
"I sindaci sono il primo presidio dello Stato nelle emergenze, ma troppo spesso devono affrontarle con poche risorse, personale insufficiente e una burocrazia che rallenta anche gli interventi più urgenti", afferma Scicolone.
Per questo, come Spazio Civico, la richiesta è chiara: serve un cambio di passo immediato.
"Chiediamo alla Regione Siciliana un piano straordinario per la sicurezza del territorio, un fondo permanente per la prevenzione e procedure più rapide per consentire ai Comuni di intervenire su canali, caditoie, strade e reti di raccolta delle acque. Semplificare non significa eliminare i controlli, ma permettere ai sindaci di agire prima che sia troppo tardi."
Un messaggio che parte dal territorio e che riguarda tutta l'Isola, sempre più esposta a fenomeni meteorologici estremi.
"La Sicilia non può continuare a rincorrere le emergenze e contare i danni. La prevenzione deve diventare una priorità regionale: perché lasciare soli i sindaci significa lasciare soli i cittadini", conclude Scicolone.
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