Un convegno sulla rete oncologica e l'importanza degli stili di vita

La prevenzione del tumore al colon-retto

A cura di Redazione Redazione
14 settembre 2026 08:15
Un convegno sulla rete oncologica e l'importanza degli stili di vita -
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Non solo indicazioni dirette, ma un approccio globale che metta al centro il pattern alimentare e lo stile di vita come vero strumento di prevenzione. È il messaggio lanciato durante l'incontro organizzato dall'ordine dei medici di Caltanissettadedicato al carcinoma del colon-retto dal biologo nutrizionista Antonio Sedita, focalizzandoci non solamente su delle indicazioni dirette, ma per fare capire che il pattern globale è quello che realmente conta e quindi è quello che poi ha effetto nella reale prevenzione al tumore".

Un concetto ribadito anche dal moderatore dell'incontro, Giovanni Ciaccio, che ha sottolineato come senza una prevenzione adeguata sia impossibile istituire un vero trattamento: "Ben vengano questi progetti, non saranno mai abbastanza. Oggi il progetto di prevenzione è molto più esteso, devo dire, è molto più attenzionato sia dalle nostre Asp, dai nostri ospedali, ma anche dai cittadini e anche dalla comunità stessa".

Al centro del dibattito il ruolo della rete oncologica e in particolare del medico di medicina generale, figura che accompagna e orienta quotidianamente il paziente. Un ruolo definito "essenziale perché rientra in tutte quelle che sono le fasi del percorso del paziente con carcinoma del colon-retto: dall'operazione agli screening, al post intervento chirurgico, ma anche nel follow-up", come ha spiegato il Segretario Provinciale FIMMG Salvatore Pasqualetto.

Ampio spazio anche all'impatto sociale e psicologico delle conseguenze di un intervento chirurgico, tema analizzato dalla dirigente Marinella Faletra: "Colmare la distanza tra ciò che sappiamo e ciò che accade è la consapevolezza che non si può curare un referto, ignorando una biografia. Il Medico di Medicina Generale deve muoversi all'interno di una cornice fondamentale: legittimare una progettualità di vita che il cancro ha prepotentemente interrotto".

Nel corso dei lavori si è parlato anche di terapie chirurgiche, chemioterapia, immunoterapia, diagnosi e accessi venosi. "Il risparmio del patrimonio endovenoso consente al paziente di avere meno disagi e anche una maggiore facilitazione nell'utilizzo delle terapie specifiche che deve fare", ha sottolineato il direttore Giancarlo Foresta.

A chiudere i lavori il presidente dell'OMCeO provinciale Giovanni D'Ippolito: "Questo Convegno, molto partecipato, ha visto la presenza di illustri relatori, che desidero ringraziare per la esaustiva chiarezza negli argomenti trattati. A conclusione, ci portiamo a casa un messaggio chiaro: l'importanza della promozione della salute, attraverso una rete che preveda un lavoro sinergico, multidisciplinare e multiprofessionale, che finalizzi al meglio le strategie di prevenzione, l'evoluzione scientifica ed i più recenti approcci terapeutici, per migliorare quantitativamente e qualitativamente la risposta sanitaria. Ai cittadini chiediamo un'evoluzione culturale con una sempre maggiore adesione alle campagne di screening, perché ricordiamoci che prevenire è vita".

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