Cena di San Giuseppe dedicata all’autismo

La famiglia Tuccio in via Amendola racconta una storia fatta di coraggio, devozione e amore, ricordando che “Gli ultimi saranno i primi”

A cura di Redazione Redazione
19 marzo 2026 10:27
Cena di San Giuseppe dedicata all’autismo -
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I quadri realizzati dagli alunni della 5º Arti figurative del Liceo artistico “Majorana”. Corredini e alimenti per la prima infanzia che saranno consegnati al Cav. Prodotti di ogni tipo che verranno consegnati alle famiglie bisognose del territorio, ma anche le attrezzature sportive che saranno donate alla comunità Led di Niscemi.

È la solidarietà, da sempre, uno dei simboli delle Cene di San Giuseppe. Poi, in ogni famiglia, in ogni casa, c’è una storia. Quella della famiglia Tuccio, in via Amendola, s’incrocia con l’esperienza dell’autismo: i nomi di Simon e Gaetano accompagnano tutti, dai vicini di casa ai familiari ai semplici passanti. Mamma Luisa con papà Achille e la sorella maggiore Sophie hanno voluto condividere proprio questo messaggio, rappresentando tante altre famiglie che vivono ogni giorno questa realtà.

È l’amore che permette di affrontare le avversità della vita: «Perché gli ultimi saranno i primi», ricorda la signora Luisa citando il Vangelo di Matteo. Un sogno diventato realtà quello della Cena di San Giuseppe della famiglia Tuccio, perché «il vero miracolo è quello di non esserci mai arresi. Non abbiamo mai perso la speranza».

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