Cgil su Cefpas: notizie che suscitano sgomento

Pagaria:"La dignità delle donne non si tocca”

A cura di Redazione Redazione
07 giugno 2026 19:53
Cgil su Cefpas: notizie che suscitano sgomento  -
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“Le notizie emerse suscitano sgomento e profonda indignazione. La dignità delle donne non può mai essere messa in discussione”. Con queste parole Sandro Pagaria, segretario generale FP CGIL Caltanissetta, commenta le rivelazioni della cronaca giudiziaria che coinvolgono il Cefpas.

Nel comunicato il sindacato, pur ribadendo rispetto per il lavoro della magistratura e per la presunzione di innocenza, definisce “incompatibile con i valori di rispetto, uguaglianza e dignità” l’immagine della donna che emergerebbe dalle intercettazioni e testimonianze riportate dalla stampa.

“Le donne non sono strumenti, non sono oggetti di valutazione estetica, non sono persone da giudicare sulla base di criteri che nulla hanno a che vedere con la professionalità, le competenze e il merito. Le donne sono lavoratrici, professioniste, cittadine che hanno il diritto di vedere riconosciuto esclusivamente il proprio valore umano e professionale”, scrive Pagaria.

La FP CGIL esprime “forte preoccupazione” per un contesto in cui il confine tra relazioni di potere, opportunità lavorative e rispetto della persona “sarebbe stato pericolosamente indebolito”. Allarmanti, secondo il sindacato, anche le testimonianze su “presunti episodi di pressioni, comportamenti discriminatori e situazioni vissute come lesive della propria serenità e dignità personale”.

Il Cefpas è definito “ente strategico per la formazione sanitaria della Sicilia e patrimonio pubblico da tutelare”. Per questo FP CGIL chiede che “venga fatta piena luce sui fatti e che ogni eventuale responsabilità venga accertata con rigore e trasparenza”.

Il sindacato conferma il proprio impegno: “Come ha sempre fatto, anche quando è stata lasciata sola nel denunciare criticità, continuerà a schierarsi senza esitazioni dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, della legalità, del merito e della dignità della persona. Nessun ruolo, nessun incarico e nessuna posizione di potere possono legittimare comportamenti che mortifichino libertà, rispetto e parità”.

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