Crisi del grano duro: parte la proposta all'Ars
Catania:"il mondo agricolo non può più attendere"
Con la ripresa dei lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana prevista per la prossima settimana, dal territorio arriva un appello forte e diretto: affrontare subito la crisi della cerealicoltura siciliana. A lanciarlo è l’Assessore alle Attività Produttive e all’Agricoltura del Comune di Mussomeli, Giuseppe Catania, che ha inviato una nota ai vertici della Regione Siciliana, chiedendo che la questione del grano duro venga inserita tra le priorità politiche e finanziarie dell’agenda regionale.
Secondo Catania, la ripresa dell’attività parlamentare rappresenta un passaggio decisivo: il mondo agricolo siciliano non può più attendere e la prossima variazione di bilancio deve contenere una risposta concreta per migliaia di aziende che stanno affrontando una situazione ormai insostenibile.
La crisi del comparto cerealicolo, infatti, non è più una semplice difficoltà congiunturale, ma una vera emergenza economica che minaccia la sopravvivenza di numerose imprese e la tenuta delle aree interne. Il nodo centrale è il divario tra costi di produzione e prezzi di mercato: produrre un chilogrammo di grano costa 0,31 euro, mentre ai cerealicoltori vengono riconosciuti tra 0,18 e 0,20 euro. Una forbice che rischia di spingere molti produttori a ridurre le superfici coltivate o ad abbandonare del tutto la cerealicoltura.
Per questo l’Assessore chiede che la variazione di bilancio prevista per settembre preveda un pacchetto straordinario di interventi: ristori immediati per le aziende più colpite, sostegni al reddito, misure per ridurre i costi di produzione, azioni per rafforzare la filiera regionale, incentivi alla contrattazione di filiera e alla tracciabilità, strumenti per favorire aggregazione e cooperazione e un piano pluriennale di rilancio della cerealicoltura con particolare attenzione alle aree interne. L’iniziativa del Comune di Mussomeli non è isolata: l’Amministrazione ha infatti promosso una mozione rivolta ai Consigli comunali di tutta la Sicilia, chiedendo loro di sostenere la cerealicoltura e sollecitare interventi urgenti da parte della Regione. Numerosi Consigli hanno già approvato il documento, dando vita a una mobilitazione diffusa che, secondo Catania, non può essere ignorata dal Parlamento siciliano. Alla vigilia della ripresa dei lavori dell’ARS, l’Assessore ribadisce che difendere il grano duro siciliano significa difendere il futuro delle aree interne e dell’intera Sicilia. La nostra agricoltura, conclude, non chiede assistenzialismo ma condizioni adeguate per continuare a produrre, competere e creare valore.
La prossima settimana può e deve segnare l’inizio di una risposta concreta da parte delle istituzioni regionali
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