Dalla mostra sul viaggio di Ulisse al museo dei relitti
La visione e la scelta del presidente Musumeci hanno trovato ora una piena realizzazione
L’inaugurazione del 24 febbraio del Museo dei relitti greci non arriva dal nulla: è il punto di approdo di un percorso che ha preso slancio proprio durante il governo Musumeci, quando il progetto del Museo dei Relitti Greci uscì finalmente dalla lunga stagione delle carte e delle attese per trasformarsi in un cantiere reale. In quegli anni, la Regione scelse di puntare con decisione sulla nave arcaica di Gela e sul futuro museo, considerandoli un tassello strategico per ridisegnare l’identità culturale della città e aprire una nuova prospettiva economica legata al turismo archeologico.
Nel 2021 sono partiti i lavori di costruzione del museo e del padiglione espositivo provvisorio destinato alla celebre nave greca recuperata nei fondali gelesi. L’apertura del cantiere è stata resa possibile da finanziamenti attivati dall’Assessorato regionale ai Beni culturali,risorse provenienti dai fondi POR Sicilia, una precisa scelta politica dell’esecutivo Musumeci di sbloccare l’opera e inserirla tra gli interventi strategici di valorizzazione del patrimonio archeologico.Quando nel 2021 partirono i lavori, il presidente Musumeci parlò di un impegno mantenuto con Gela e di un’opera capace di generare una stagione diversa, più ambiziosa, più aperta al mondo. Nel 2023 poiché la conclusione dei lavori tardava, Musumeci volle anticipare il piano di rilancio di Gela dando un’anticipazione con la mostra “Ulisse in Sicilia” creata in un padiglione appositamente costruito a Bosco Littorio. Furono mesi frenetici per il direttore del parco Luigi Maria Gattuso e la Soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo per quella mostra che aveva come fulcro alcuni pezzi della nave e che portò a Gela 45 mila visitatori in pochi mesi. Oggi, con il museo che apre finalmente le sue porte, quella visione trova una forma concreta: la nave e il suo spazio espositivo tornano al centro della scena come simboli di una rinascita possibile, la stessa che allora veniva evocata e che oggi prova a diventare realtà.
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