Due Università conducono ricerche a Bosco Littorio ed emergono ambienti dell’emporio

L’Università degli studi di Catania e l’Università degli studi di Napoli hanno ripreso le ricerche scientifiche a Gela nel sito di Bosco Littorio, dove ha sede l’emporio arcaico dell’antica colonia gr...

A cura di Redazione Redazione
31 maggio 2023 09:12
Due Università conducono ricerche a Bosco Littorio ed emergono ambienti dell’emporio -
Condividi

L’Università degli studi di Catania e l’Università degli studi di Napoli hanno ripreso le ricerche scientifiche a Gela nel sito di Bosco Littorio, dove ha sede l’emporio arcaico dell’antica colonia greca.
I rispettivi dipartimenti DISUM, diretto dalla Prof.ssa Marina Paino, e DSU, diretto dal Prof. Andrea Mazzucchi, hanno sostenuto la stipula delle Convenzioni con il Parco Archeologico di Gela.

Con queste ultime si torna ad esplorare l’area grazie alle autorizzazioni del Parco Archeologico di Gela, diretto dall’Arch. Luigi Gattuso, della Soprintendenza di Caltanissetta, diretta dall’Arch. Daniela Vullo, al Dott. Filippo Spagnolo, Dirigente dell’Unità Archeologia, ad Antonio Catalano, Ispettore onorario della Soprintendenza di Caltanissetta e all’archeologo Gianluca Calà.

L’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha sempre agevolato queste forme di collaborazione scientifiche con le Università che consentono di proseguire le esplorazioni dei siti archeologici. In tal senso anche l’Assessore al ramo, Dott. Francesco Scarpinato, ha espresso la sua soddisfazione per questo tipo di esperienze che vede la collaborazione di tutti gli Enti.

La direzione scientifica è delle Prof.sse Rosalba Panvini e Bianca Ferrara, con la collaborazione delle Dott.sse Simona Passaro e Elena Russo, dottorande di ricerca dell’Università degli studi di Napoli Federico II.

Allo scavo didattico, che è parte integrante dell’esperienza formativa universitaria, partecipano dodici studenti e laureandi delle Università.
Nel corso delle ricerche sono state individuate strutture in mattoni crudi che delimitano ambienti rettangolari simili a quelli già ritrovati nelle precedenti campagne di scavo.
In base ai rinvenimenti si conferma la datazione della frequentazione del sito tra le fine del VI e il primo venticinquennio del V secolo a.C.

Segui Il Gazzettino di Gela