Entra nel vivo il progetto “Fast heroes”

Per educare i più piccoli a riconoscere i primi segni dell’ictus: primo incontro alla “Capuana” tenuto dai medici Pulvirenti e Incardona

A cura di Redazione Redazione
01 marzo 2026 12:57
Entra nel vivo il progetto “Fast heroes” -
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Si è tenuto il primo dei cinque incontri che caratterizzano la campagna di sensibilizzazione “Fast heroes”, progetto internazionale che ha già interessato oltre venti nazioni e coinvolto un milione di bambini. L’iniziativa è approdata anche in città con l’obiettivo di educare i più piccoli a riconoscere i primi segni dell’ictus, contattando così in maniera precoce il numero di emergenza 112.

L’idea progettuale nasce dalla collaborazione tra “Angel initiative” e università della Macedonia, gli incontri si tengono al plesso scolastico “Luigi Capuana” del comprendevo “San Francesco-Capuana”. Il programma “Fast heroes” è rivolto ai bambini di età compresa tra i 5-9 anni.

L’incontro di presentazione è stato tenuto dai neurologi Alessandro Pulvirenti e Simonetta Incardona, dirigenti medici della Uoc di Caltagirone: in maniera giocosa, hanno trasmesso ai bambini quali sono i sintomi a cui devono prestare attenzione e, conseguentemente, il metodo con cui allertare il servizio di emergenza.

«Si stima che durante un’ischemia cerebrale muoiano circa due milioni di neuroni al minuto – ha spiegato il dott. Pulvirenti –. Ben si comprende allora la necessità di intervenire nel primo breve tempo possibile nei pazienti colpiti. Solo un intervento tempestivo, effettuato nelle prime ore dall’esordio, può permettere di salvare la vita dei pazienti o di impedire verificarsi di disabilità che potrebbero anche essere permanenti».

A livello locale, il progetto è sostenuto anche dal Rotary club. Per la dirigente del comprensivo “San Francesco-Capuana”, Maria Lina La China, l’iniziativa è importante «perché crediamo che i bambini debbano essere resi consapevoli e vivere nel mondo senza paura. Capita sempre più spesso che accadano questi episodi, informarli è fondamentale così come abituarli ad agire bene».

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