Greco: "Inchiesta su Timpazzo non è fulmine a ciel sereno"

L'ex primo cittadino: "Ho denunciato per anni il rischio che Gela venisse trasformata nel terminale di un sistema dai costi insostenibili"

A cura di Redazione Redazione
22 giugno 2026 18:21
Greco: "Inchiesta su Timpazzo non è fulmine a ciel sereno" -
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"L’inchiesta che ha investito la gestione della discarica di Timpazzo, culminata con l’arresto del manager ing. Picone e di altre figure di rilievo all’interno della SRR Impianti, non rappresenta un fulmine a ciel sereno. Per anni ho denunciato il rischio che Gela venisse trasformata nel terminale di un sistema che continuava a scaricare sul nostro territorio costi ambientali, sociali e sanitari insostenibili. L’ho fatto spesso in assoluta solitudine, mentre troppi sceglievano il silenzio, l’acquiescenza o la convenienza politica". Lo dichiara l'avv. Lucio Greco, ex sindaco di Gela, in una nota diffusa in merito ai fatti riguardanti la discarica di Timpazzo ed i manager della SRR Impianti.

"Avevo manifestato la mia netta contrarietà a decisioni e comportamenti dell’ingegnere Picone - dice Greco -, in quanto non mi convincevano affatto. Manifestavo pubblicamente e nelle apposite assemblee della SRR la mia ferma distanza dal management e l’ho fatto con tale fermezza e convinzione da diventare bersaglio politico da parte dell’ingegnere, che poteva contare su una vasta rete di complicità, anche ad alti livelli, e su un controllo del territorio, derivante da un enorme potere economico e politico.

"La gravità e l’eccezionalità del momento richiedono decisioni coraggiose - aggiunge l'ex primo cittadino -, perché a nessuno può sfuggire che, su due questioni cruciali della vita della nostra città, come la sanità e il sistema rifiuti, si è registrato un palese fallimento. Tutti i partiti a qualsiasi livello devono quindi sapere ben affrontare e rispondere a questo terremoto, che mina la credibilità della politica e di tutte le istituzioni. Non si può più far finta di niente perché, con questa azione meritevole della magistratura, si è toccato il fondo e fa diventate Gela un caso nazionale, non dissimile dalla terra dei fuochi.

"Spero vivamente - conclude l'avv. Greco - che certe anticipazioni riportate da vari organi di stampa, secondo le quali il territorio di Gela sarebbe stato sacrificato per gli interessi politici dell’onorevole Schifani, non reggano nelle successive fasi processuali, perché, diversamente, la posizione del presidente della Regione diventerebbe politicamente non sostenibile".

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