I mal di pancia nella maggioranza
Il sindaco Di Stefano non cambia linea
La patata bollente dello scontro tra i componenti della commissione bilancio Vincenzo Tomasi del M5S ( che ne è il presidente) e Lorena Alabiso del PD è sul tavolo del sindaco. Vano il tentativo di far passare la cosa come uno scontro interno alla commissione stessa. Dalle dichiarazioni che si sono susseguite nelle fila di M5s e Pd si evince che il problema sotto il tappeto è di tipo politico. La coesione della maggioranza è stata finora tenuta in piedi con uno steccato che ora è saltato. Il sindaco lo sa bene che tenere insieme forze così eterogenee non è semplice. Sa bene che nel PD c'è chi come il capogruppo consiliare Gaetano Orlando non accetta una Giunta dive ci sono soggetti di centrodestra e non eletti.
Il PD invece per essere il primo partito della coalizione non ha le presenze nel governo adeguate al suo peso elettorale mentre i Cinquestelle hanno avuto molto di più del dovuto. Questo incide nel rapporti tra i due alleati maggiori. Alleati che hanno al loro interno altri motivi di spaccatura.
Il sindaco Terenziano Di Stefano non cambia linea di fronte alla brutta immagine esportata dalla sua maggioranza. È disponibile ad intervenire a mettere pace tra Tomasi e Alabiso ma nulla di più. Non ammette che nella sua maggioranza ci siano crepe. E riguardo alla Giunta dice: "non devo fare azzeramenti della Giunta - dice - le segreterie dei partiti non mi hanno chiesto incontri, azzeramento o altro. Io tratto queste questioni solo con le segreterie". Insomma per Di Stefano la Giunta può rimanere così com'è fino a che le segreterie politiche non presenteranno richieste diverse. Il sindaco anzi loda l'operato dei suoi assessori e difende Romina Morselli.
L'assessore allo spettacolo e beni culturali è bersaglio di malumori di M5s e Pd per ragioni diverse. Ma per il sindaco " non si tocca chi lavora bene giorno e notte". La maggioranza andrà avanti così con il tira e molla nei rapporti e punte acuminate di scontri.
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