"Il Centro Sicilia non deve dimenticare e non farà finta di niente"

Frana di Niscemi e ciclone Harry, nota della Confcommercio Caltanissetta - Enna

A cura di Redazione Redazione
25 gennaio 2026 20:59
"Il Centro Sicilia non deve dimenticare e non farà finta di niente" -
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"La frana che ha colpito Niscemi e i gravi danni causati dal ciclone “Harry” non sono eventi isolati né semplici emergenze da archiviare con il passare dei giorni. Sono l’ennesima prova di una verità che il Centro Sicilia conosce da troppo tempo: questo territorio è stato lasciato solo". Lo dice Gianluca Speranza, Direttore della Confcommercio Caltanissetta - Enna.

"Qui non siamo di fronte alla sfortuna. Siamo di fronte a anni di mancata programmazione, assenza di manutenzione, infrastrutture fragili e collegamenti indegni di un Paese civile. Basta una pioggia più intensa o un movimento del terreno per spezzare strade, isolare comunità, bloccare economie intere. Il Centro Sicilia non può più permettersi di “resistere”. Ha il diritto di muoversi, lavorare, produrre e competere. E invece assistiamo a una mobilità che si sgretola insieme alle strade, mentre imprese, cittadini e lavoratori pagano un prezzo altissimo in termini di sicurezza, costi e perdita di opportunità.

I danni del ciclone “Harry” hanno colpito duramente attività commerciali, aziende, campagne e infrastrutture già fragili. La frana di Niscemi ha completato un quadro drammatico: territori isolati, collegamenti interrotti, imprese ferme. Tutto questo non può essere considerato “normale” o “inevitabile”.

Confcommercio Caltanissetta Enna lo dice con chiarezza: non dobbiamo dimenticare, non possiamo dimenticare, non vogliamo dimenticare. Queste emergenze devono diventare memoria politica e amministrativa, non l’ennesimo dossier destinato a finire in un cassetto. Servono interventi immediati sulla viabilità e sulla sicurezza; risorse straordinarie per il ripristino delle infrastrutture danneggiate; una strategia seria e duratura per il Centro Sicilia, che rompa definitivamente la logica dell’abbandono e dell’emergenza continua.

Le imprese non chiedono assistenza, chiedono condizioni minime per poter lavorare. Senza strade sicure, senza collegamenti efficienti, senza attenzione al territorio, non c’è sviluppo possibile. Il Centro Sicilia non è periferia dimenticabile. È cuore produttivo, sociale ed economico dell’Isola. E da qui, oggi, parte una richiesta che non si spegnerà con il finire dell’emergenza".

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