Il giocatore d'azzardo: Storia di Enzo Paroli, l'antifascista che salvò il giornalista di Mussolini

Una full immersion nella storia e nel giornalismo del periodo fascista. Si muove in questo ambito 'Il Giocatore d'azzardo' di Virman Cusenza . Il libro è stato presentato ieri nella prestigiosa corni...

A cura di Redazione
21 giugno 2022 14:40
Il giocatore d'azzardo: Storia di Enzo Paroli, l'antifascista che salvò il giornalista di Mussolini -
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Una full immersion nella storia e nel giornalismo del periodo fascista. Si muove in questo ambito 'Il Giocatore d'azzardo' di Virman Cusenza . Il libro è stato presentato ieri nella prestigiosa cornice del Castello Ursino di Catania dalla docente di lettere Sara Zappulla Muscarà e dal giovane studioso Andrea Cerra che ha condotto una disamina socio-politica del tempo accurata e specialistica. I personaggi si muovono nella Brescia del novembre 1945. La storia prende le mosse dall'incontro dell'avvocato Enzo Paroli, socialista e antifascista, nell'affollato carcere di Canton Mombello col detenuto Telesio Interlandi, accusato di «collaborazionismo» con l'invasore nazista. Interlandi non è un giornalista qualunque, per l'intero Ventennio è stato il ventriloquo di Mussolini. E lo ha seguito anche a Salò. Stanco, provato, è terrorizzato all'idea di affrontare in un'aula di tribunale la responsabilità di essere stato uno dei simboli del regime: il direttore del quotidiano oltranzista «Il Tevere» e della «Difesa della razza», la rivista fondata nel 1938 allo scopo di condurre la campagna antisemita e spianare la strada alle leggi razziali.

"Il libro si può definire non un romanzo storico ma un racconto storico - ha detto la Prof.ssa Muscarà - che si presta non solo alla lettura ma soprattutto, come disse Calvino, alla rilettura. E la rilettura fornisce ogni volta nuovi spunti di riflessione e di scoperta dei personaggi di quel tempo. Siamo nel mondo del giornalismo degli anni 40 e sfilano moltissimi intellettuali in erba assurti successivamente al ragno di letterati come Vitaliano Brancati che pure rinnegò di avere mai collaborato col giornale 'schierato". Uno spicchio di storia che non si vede e che offre al lettore un punto di vista alternativo verso un personaggio che, a posteriori, è stato definito discutibile in quanto difensore di un potere 'fuori moda'. Paroli sembra incerto nell'affrontare questa 'avventura', consapevole del rischio e dell'azzardo che comporta assumere la difesa di un fascista per nulla pentito, di un giornalista che sul razzismo ha costruito la propria fortuna non soltanto economica, di un intellettuale «scomodo», spesso inviso ai gerarchi del partito ma sempre protetto e generosamente finanziato da Mussolini. Eppure, alla fine, Paroli accetta la missione. Anzi, approfittando dell'inspiegabile quanto rocambolesca scarcerazione del prigioniero, decide di nasconderlo insieme alla sua famiglia nella propria abitazione per oltre otto mesi, fino all'archiviazione del caso. Che cosa spinge uno stimato avvocato a mettere a repentaglio la propria carriera per sottrarre un latitante alla giustizia? Che cosa vede in quell'uomo braccato dalle sue stesse colpe? Uno sconfitto, certo, un vinto che si è ritrovato dalla parte sbagliata della Storia, ma che proprio per questo merita di essere difeso, e magari salvato dalle raffiche di mitra di qualche improvvisato giustiziere. Ispirato da un sentimento di 'pietas', il gesto di Paroli è un atto di umanità, di solidarietà che scardina le linee divisorie, le cortine di ferro e i muri, anche se nulla ha a che fare con il perdono. Molti anni dopo, la vicenda finirà per catturare l'interesse di Leonardo Sciascia che alla «fraternità umana» di Paroli e al suo gesto «eroico» voleva dedicare un libro. Ancora oggi, in un Paese che non ha fatto fino in fondo i conti con la propria storia, la figura di questo avvocato merita di essere sottratta all'oblio. L'incontro è stato moderato dal direttore de 'La Sicilia' Antonello Piraneo ed è avvenuto alla presenza dell'autore.

Virman Cusenza, 58 anni è un giornalista italiano, dal 2009 è stato direttore de Il Mattino per poi nel 2012 passare a Il Messaggero. Oggi è consulente di Fremantle per l’attualità.

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