"Lascia un grande vuoto e noi ci stringiamo, tristi e solidali, attorno alla sua famiglia"

Il ricordo di Franco Infurna dell'amico e collega Franco Gallo

A cura di Redazione Redazione
25 aprile 2026 12:32
"Lascia un grande vuoto e noi ci stringiamo, tristi e solidali, attorno alla sua famiglia" -
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Sono tanti gli attestati di vicinanza alla famiglia, per l'improvvisa scomparsa del giornalista Franco Gallo. Tra questi, pubblichiamo il toccante messaggio scritto dal giornalista Franco Infurna, ex direttore di Tele Gela Color e di Canale 10 e corrispondente Ansa e Rai.


Marina me lo aveva già comunicato alcuni giorni prima. Ma la sua gioia era così tanta che aveva bisogno di dividerla con altri. E domenica scorsa, a margine della magistrale presentazione che Franco Gallo ha fatto del libro di Barbara Serra, davanti al bar La Capannina, me lo ha detto di nuovo: "Franco, lo sai che io e mio marito diventeremo presto nonni?" Roberta, la loro prima figlia, fra qualche mese diventerà mamma. Un'emozione e dei sentimenti di grande intensità che ho sempre augurato a tutti i papà e a tutte le mamme di poter provare un giorno perchè completano il percorso della nostra vita e dei nostri affetti. Ma il destino a Franco ha negato anche questa gioia dopo averlo privato da ragazzino dell'affetto e della vicinanza di suo padre, scomparso in giovane età.

Franco Gallo, assistente amministrativo alla "Romagnoli", aveva trovato nel giornalismo (specialmente in quello sportivo) e nella splendida famiglia costruita amorevolmente con Marina La Boria, avvocato, i valori, gli stimoli e le motivazioni per cui spendersi da coniuge, padre, da intellettuale, da professionista, da cittadino, protagonista nella società in cui ha vissuto.

Lo ha fatto talmente bene che oggi un'intera città ne piange la scomparsa dopo aver pregato a lungo e ovunque perchè superasse la fase critica e si salvasse. L'amministrazione comunale ha allestito la camera ardente in municipio, prevedendo il grande afflusso di gente, e proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di domani, 26 aprile, che saranno celebrati alle ore 16 nella parrocchia San Giovanni Evangelista, a Macchitella. Lascia un grande vuoto e noi ci stringiamo, tristi e solidali, attorno alla sua famiglia.

Io ho conosciuto Franco quando lui aveva una ventina d'anni o poco più e venne a Tele Gela Color per collaborare con noi nella redazione sportiva. Con Fabrizio Parisi erano già inseparabili allora e caratterizzati da comportamenti di spensieratezza e goliardia. Ho creduto in lui e ho contribuito in maniera determinante perchè Franco facesse parte della grande famiglia de "La Sicilia", il quotidiano per il quale scrivevo negli anni di piombo della Gela delle stragi e dei morti ammazzati.

A Tele Gela, poi Canale 10, ha ideato e condotto per molti anni il talk show "Agorà" che sembrava cucito addosso a lui. Era un punto di riferimento per tutti. La voce critica della città.

Non amava presentare libri. Ha accettato di farlo domenica scorsa con "Fascismo in Famiglia" della giornalista di Sky, ex di Al Jazeera, di origini gelesi, Barbara Serra, per il grande spessore dell'autrice, perchè gliel'avevano chiesto gli amici dell'associazione Brainstorming e perchè il suo smisurato amore per Gela lo aveva portato a chiedere alla stessa Serra di scrivere un altro libro che parlasse questa volta dei nonni gelesi, dopo avere parlato di quello sardo. La sua presentazione, caratterizzata da un intelligente dialogo, una brillante interlocuzione con la Serra, è stata un capolavoro. L'ultima grande perla della sua attività professionale, senza nulla togliere alla trasmissione sportiva dell'indomani sera, prima che accadesse la terribile emorragia che lo ha portato alla morte.

Gela era al centro delle sue attenzioni e dei suoi amori. Nello sport, nell'economia, nella politica. E quando un gelese si affermava in giro per il mondo, lui ne gioiva, ne era fiero orgoglioso, lo cercava e lo proponeva, raccontandolo, alla città perchè tutti emulassero i riferimenti positivi che ci davano lustro. Così ha fatto col gelese, sindaco di Certosa di Pavia, Marcello Infurna, mio figlio, ambasciatore di Gela nel mondo. Lo invitava spesso telefonicamente ai suoi dibattiti. Franco me ne parlava e gli si illuminavano gli occhi, destando in me, padre, un pizzico di temporanea gelosia. Poi capivo che Franco Gallo era così, con Gela nel DNA, e lo accettavo, con ammirazione. Ciao Franco, anzi... ciao Nonno Franco. Riposa in pace.

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