L'ingrediente segreto dello chef Totò Catania
Un pic-nic romantico tra tartare di scamone, maionese agli agrumi e una cascata di caviale. Peccato solo per quel finale con l'oroscopo.
Storie d'amore e di panini.
Una tipa mi chiede di fare un pic-nic in mezzo alla natura. Poiché il pranzo a sacco spetta al sottoscritto che deve mantenere una certa aspettativa in fatto di cibo, le chiedo di rinviare di dieci giorni l'appuntamento, giusto il tempo di farmi arrivare una chicca gastronomica ma anche per tenerla un pochino sulle spine.
Arriva il giorno fatidico. Vado a selezionare il pane, prendo due ciabatte. Non farciró il panino prima altrimenti si ammollerebbe, lo voglio scrocchiarello, dunque mi preparo gli ingredienti che poi sfoggeró al pic-nic. Passo dal mio macellaio di fiducia e mi faccio dare un bel pezzo di scamone di manzo. Arrivato a casa, armato di coltello, batto la carne per realizzare una tartare che condiró con olio evo, sale, pepe nero, pochissima senape antica, due gocce di tabasco, una manciata di capperi ben dissalati, due cetriolini sott'aceto ben tritati, erba cipollina e prezzemolo. Ci starebbe da Dio della cipollina fresca, ma trattandosi di un appuntamento che potrebbe sfociare nel romantico non gliela metto. Preparo poi un po' di maionese che aromatizzo con scorza di lime e arancia ed un non-nulla di dragoncello tritato e preparo la borsa frigo con del ghiaccio per mantenere la tartare e la maionese ben fredde.
Vado a prendere la fanciulla a casa e ci dirigiamo verso la meta. Nel tragitto mi tira fuori come argomento l'oroscopo. Partiamo malissimo. Cerco di deviare il tema ma lei si impunta sul mio ascendente, cosa che ignoro abbondantemente. Arriviamo, stendiamo il telo, ci sediamo e per fortuna l'appetito ci porta al momento del panino.
Sfodero le ciabatte e le apro con un coltellino baggiano da chef. Spalmo la maionese con fare suadente, poi adagio la tartare nei panini. Lei chiede com'è fatta ma io la sfido a provare a indovinare gli ingredienti dopo averli assaggiati. E qui entra in gioco la chicca. Tiro fuori un barattolino di caviale. Lo apro e lo smisto nei panini. I primi morsi ce li godiamo in religioso silenzio, poi lei mi inizia a riempire di complimenti e prova a indovinare a casaccio i sapori che sente. Ma a rompere la magia è un suo "tipico dei capricorno sfoggiare con orgoglio le proprie abilità". E niente... era meglio che ci mettevo la cipolla.
Chef Totò Catania
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