Lo scontro tra Pd e M5s
La versione fornita dalla consigliera Pd Lorena Alabiso
Lo scontro tra Pd e Ciinquestelle che ha portato il gruppo Pd a uscire dall'aula nasce dal chi doveva presentare la delibera sull definizione agevolata dei tributi.Voleva farlo la Dem Lorena Alabiso che ha lavorato in commissione bilancio a quell'atto, il presidente della commissione Vincenzo Tomasi del M5s si è opposto. Voleva farlo lui come si è sempre fatto. I Dem lo hanno accusato di delirio di onnipotenza e visibilita. Lui ha reagito ed ha anche accusato la Alabiso di aver anche indicato per quell'atto una scadenza inesistente al 28 febbraio. Questa la versione della consigliera Alabiso sui fatti:
"Il 29 gennaio sono stata io a portare formalmente all’attenzione della commissione il regolamento sulla definizione agevolata dei tributi. Da quella data, per settimane, non si è registrato alcun seguito concreto da parte della presidenza. L’iter ha subito una sostanziale inerzia.L’incontro con il sindaco Terenziano Di Stefano e con la dirigente è stato accelerato da me e dalla consigliera Di Benedetto, proprio perché il presidente della commissione non stava dando seguito operativo alla proposta. Se oggi si è arrivati a un confronto istituzionale, è perché abbiamo ritenuto necessario sbloccare una situazione ferma.Quanto al cosiddetto “termine perentorio”, è bene chiarire definitivamente, ho spiegato – più volte – che vi era una precisa volontà politica e organizzativa: far coincidere le scadenze della definizione agevolata comunale con quelle della rottamazione quinques nazionale, per evitare confusione ai contribuenti e garantire coerenza nel calendario degli adempimenti.Il regolamento prevede all’articolo 3 parte I che l’adesione alle agevolazione debba presentarsi entro il 30 aprile. La normativa impone che l’atto approvato venga pubblicato sul sito istituzionale almeno 60 giorni prima della scadenza per la presentazione delle domande. È un dato tecnico, non un’opinione. E il presidente della commissione bilancio dovrebbe saperlo.Se si voleva mantenere la scadenza del 30 aprile, l’approvazione doveva necessariamente intervenire entro fine febbraio. In alternativa, si può certamente modificare la data di presentazione delle domande, ma allora lo si dica con chiarezza e si spieghi ai cittadini perché si cambia impostazione.C’è poi un ulteriore elemento che non può essere ignorato: i pagamenti, in linea con la rottamazione quinques, sarebbero dovuti avvenire entro il 31 luglio. Questo avrebbe dato respiro alle casse comunali consentendo una programmazione più efficiente delle entrate. Anche questo è buon senso amministrativo.Trasformare una scelta di programmazione e di coordinamento in un presunto errore tecnico significa spostare il problema. Il punto non è il protagonismo, né tantomeno un “delirio di onnipotenza”. Il punto è la tempestività, la chiarezza verso i contribuenti e la responsabilità verso le finanze dell’ente.Rivendico con serenità il lavoro svolto e il diritto-dovere di sollecitare atti che ritengo utili alla città. Il rispetto dei ruoli vale per tutti. Ma vale anche il rispetto del lavoro e dell’iniziativa di chi, fin dal 29 gennaio, ha messo sul tavolo una proposta concreta e ne ha chiesto l’attuazione senza ulteriori perdite di tempo"
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