Vigilanza Ospedale Gela,guardie al caldo e senza stipendio
Denuncia della Filcams Cgil: ritardi sui pagamenti e postazioni di lavoro indecorose. Chiesto l’intervento di Prefettura e Procura
Non è più solo una vertenza di cantiere. È la denuncia della Filcams Cgil di Caltanissetta sulla gestione del servizio di vigilanza armata e fiduciaria al Presidio Ospedaliero di Gela. Al centro delle contestazioni ci sono ritardi nei pagamenti e condizioni di lavoro ritenute inaccettabili.
Secondo il sindacato l’azienda affidataria, New Guard S.r.l., non ha ancora erogato lo stipendio di giugno 2026. "Trasformare il ritardo salariale in una metodologia di gestione è un affronto alla dignità di chi lavora", attacca il segretario generale Nuccio Corallo. "Parliamo di padri e madri di famiglia messi in ginocchio. Garantire la presenza quotidiana al lavoro senza la certezza di poter fare la spesa a fine mese non è flessibilità: è una vera e propria porcheria sociale".
La seconda criticità riguarda la sicurezza. Nonostante le segnalazioni del sindacato e l’intervento dello SPRESAL, le guardie giurate del Pronto Soccorso presterebbero ancora servizio senza una guardiola o un locale idoneo. "Sono abbandonate per interi turni nei corridoi o in postazioni di fortuna. Con le temperature roventi di queste settimane il servizio si è trasformato in un percorso a ostacoli per la sopravvivenza fisica", si legge nel comunicato. Una situazione che, secondo la Cgil, viola le norme base del D.Lgs. 81/2008. Lo stesso disagio riguarderebbe gli addetti ai servizi fiduciari agli ingressi.
Nel mirino del sindacato finisce anche l’ASP di Caltanissetta, in qualità di stazione appaltante. "Sembra preferire il ruolo di spettatrice pagante piuttosto che esercitare il proprio dovere istituzionale di vigilanza", incalza Corallo. "Chi gestisce la cosa pubblica ha il dovere morale e legale di pretendere che i propri appaltatori rispettino la legge e i lavoratori. Se la New Guard non è in grado di garantire stipendi e sicurezza, l’ASP intervenga direttamente o revochi l’affidamento".
Di fronte all’assenza di risposte, la Filcams ha proclamato lo stato di agitazione. Il sindacato ha chiesto a S.E. il Prefetto di Caltanissetta la convocazione urgente del tavolo di raffreddamento e conciliazione e ha trasmesso una nota alla Procura della Repubblica di Gela "per le opportune valutazioni sui profili di eventuale rilevanza penale o amministrativa".
Se non arriveranno risposte immediate, avverte il sindacato, la protesta si inasprirà: "Siamo pronti a bloccare i servizi, proclamare lo sciopero generale del cantiere e portare la protesta in piazza. La salute, la sicurezza e la dignità del lavoro non si barattano".
28.2°