Franco Gallo: la lungimiranza della politica
Adesso è là. Nella sua seconda casa. Al Comune di Gela che gli era entrato nel sangue e non ne era uscito più. Nell'androne antistante l'aula consiliare dove ha condotto tante battaglie. Lì è la sua...

Adesso è là. Nella sua seconda casa. Al Comune di Gela che gli era entrato nel sangue e non ne era uscito più. Nell'androne antistante l'aula consiliare dove ha condotto tante battaglie. Lì è la sua camera ardente come si conviene a chi ha lasciato una traccia nel suo percorso di vita. Con un pellegrinaggio continuo di amici e cittadini che lo salutano. La sua seconda casa, perché dopo due mandati da sindaco ed un’assenza quasi forzata dalla vita amministrativa, era tornato al Comune di Gela e si era appassionato al nuovo incarico di presidente dell’Organismo indipendente di valutazione a cui l’ha chiamato il sindaco Greco.
Un impegno continuo che ha coperto quasi trent’anni, sostituendo la carriera forense anzi, mettendo al servizio della comunità le conoscenze giuridiche. Erano tempi diversi quelli del 1994, quando è stato eletto appena 37enne a guidare la città con la bandiera del Partito democratico. Erano i tempi in cui al Comune di Gela arrivavano dalla Regione trasferimenti economici importanti, rispetto alle ristrettezze dell’oggi. In più c’era la lungimiranza che oggi ha lasciato il posto alle emergenze del quotidiano. La stessa lungimiranza che ha permesso al Governo Gallo di programmare opere importanti come il Tribunale, all’indomani del periodo buio degli anni ’90 e che hanno visto la luce dieci anni dopo. Erano i tempi dell’emergente Rosario Crocetta, nominato assessore al turismo e spettacolo che, con la disponibilità dell’epoca, ha ridato a Gela, l’immagine che meritava con presenze di spessore alle Mura Timoleontee. I tempi della Fiera del Golfo con tante speranze e prospettive: non esiste più da oltre 20 anni. Eccolo in un momento dell'inaugurazione, in una foto di Cerniglia.

Ha avuto tanti fortunali nella vita personale e li ha superati. Oggi, a 67 anni, non ce l’ha fatta ad accogliere una vecchiaia ancora lontana con la moglie Giovanna presenza ineludibile ed oggi inconsolabile. Non ce l’ha fatta a vedere sposa la figlia. Ma ce l’ha fatta a restare nel cuore di un’intera città. Nonostante i contrasti, nonostante i muri alzati delle opposizioni che oggi crollano miseramente di fronte la morte. Franco Gallo è tornato nella sua casa di adozione e ci resterà fino a domani pomeriggio quando la salma verrà trasferita in chiesa madre dove, alle 16 si terranno le esequie. Con lui si chiude una pagina della storia di Gela.
Questo è parte del nostro ricordo che con lui abbiamo lavorato, discusso, informato.