Sequestrati beni per oltre un milione di euro
La Guardia di finanza accende i fari su due stiddari di Mazzarino
La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha sequestrato tre imprese, due unità immobiliari, 59 terreni, 13 veicoli - macchine agricole e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre un milione di euro, riconducibili a soggetti legati al clan Sanfilippo di Mazzarino, appartenente al sodalizio mafioso della Stidda. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale nisseno - Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione.
L’attività investigativa di aggressione patrimoniale è stata avviata su input della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Caltanissetta, a seguito delle risultanze emerse nel corso dell’operazione denominata “Chimera”, effettuata dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela, da cui è emerso il ruolo di due mazzarinesi, rispettivamente reggente e partecipe della “stidda”, condannati con sentenza definitiva per reati connessi ad attività mafiose.
Il profilo criminale risultante a carico dei due ha permesso di inquadrarli a livello di gravità indiziaria quali soggetti “pericolosi” e i finanzieri del Gruppo di Gela hanno effettuato nei loro confronti mirati approfondimenti diretti a verificare il sussistere delle condizioni previste dal codice antimafia per l’applicazione delle misure di prevenzione a carattere patrimoniale.
Nel corso delle attività, le Fiamme Gialle hanno effettuato accertamenti finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale dei proposti e dei relativi nuclei familiari, individuando beni e disponibilità, direttamente o indirettamente riconducili ai due mazarinesi non compatibili con le fonti reddituali lecite prodotte e come tali chiaramente sintomatici di una chiara sproporzione tra le ricchezze concretamente accumulate e le fonti reddituali formalmente a disposizione.
Per la ricostruzione degli asset patrimoniali, i Finanzieri si avvalgono di evoluti strumenti informatici e di analisi, quale l’applicativo Molecola, strumento che garantisce una gestione organica, tracciabile e centralizzata dei dati.
Il patrimonio riconducile ai soggetti è stato - come prevede la legge - ricondotto a proventi di attività delittuose, essenzialmente derivanti dall’operatività criminale dell’associazione a delinquere di tipo mafioso e dalla forte capacità del sodalizio di inserirsi nel tessuto economico-sociale.
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