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Alla Verga, il mese della sicurezza in rete

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Anche quest’anno l’istituto “ G. Verga” partecipa  alla campagna informativa “Il mese della sicurezza in rete”, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea

L’iniziativa  che ha avuto inizio giorno 8 febbraio, giornata  in cui si celebra, il Safer Internet Day (SID), la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, coinvolge   tutti gli studenti dell’Istituto, in un programma di azioni educative formative ed informative  volte a stimolare le riflessioni delle ragazze e dei ragazzi non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di internet come luogo positivo e sicuro.

L’istituto, da anni, in linea con le indicazioni del Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD,  è impegnata sul fronte della prevenzione del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, e più in generale, di ogni forma di violenza, attraverso strategie d’intervento utili ad arginare comportamenti a rischio.

“Better Internet for Kids Policies” è stato il tema centrale del webinar al quale gli studenti hanno partecipato giorno 8,  in collegamento con tutte le scuole italiane che hanno aderito alla campagna, alla presenza del Ministro Ministro Patrizio Bianchi,  di altri rappresentanti Istituzionali, organi politici ed esperti animatori digitali e giovani “attivisti”, che hanno illustrato  esempi di best practices italiane relative l’uso delle nuove tecnologie digitali. 

Nel calendario degli appuntamenti che avranno luogo durante il mese di Febbraio,  sono inseriti gli incontri  del  Giovedì 17 febbraio e Martedì 22 febbraio, con il Dott. Giuseppe Raffa, Pedagogista e coordinatore ambulatorio antibullismo dell’Asp Ragusa. La scuola si pregia di aver già realizzato  diverse attività di collaborazione con il dott. G. Raffa .

“Work in progress” affermano i ragazzi dell’istituto.   “Saremo impegnati durante il corso del mese per  la creazione di materiali digitali che condivideremo sul sito della Scuola e sui Social per dire la nostra sull’opportunità che la  tecnologia digitale ci offre. L’uso  della rete è entrato nella nostra vita quotidiana e vogliamo  rinnovare l’impegno a farlo nel migliore dei modi possibile, per trarne il meglio, nel rispetto della nostra identità digitale e di quella degli altri.” “Siamo ,  attivi protagonisti,  di una grande Community”.

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Attualità

La ProCivis con Christian Manzi ha insegnato il Bls a studenti di Eschilo e Sturzo

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Dato il tema importante e l’esperienza molto positiva del corso BLS nelle scuole, la Pubblica Assistenza Procivis odv Protezione Civile ha voluto promuovere un’ iniziativa analoga per gli studenti degli istituto Eschilo e Sturzo che seguono le lezioni del P.C.T.O. attraverso un proprio formatore Christian Manzi che è stato testimonial in diverse occasioni sia in ambito televisivo che nell ambito sanitario dove opera come infermiere di aria critica.
Il lavoro svolto da Christian Manzi (infermiere professionale e formatore Procivis), nelle scuole superiori è parte di un’iniziativa più ampia che mira a creare consapevolezza e competenze nel primo soccorso fin da giovani età. Il corso BLS , o Basic Life Support, è progettato per insegnare ai giovani studenti le fondamentali tecniche di rianimazione cardiopolmonare.

Luca Cattuti responsabile e istruttore Procivis commenta: “l’esperienza nelle scuole è importante, vi è la necessità di iniziare l’educazione sul primo soccorso il prima possibile e questo è per me un concetto fondamentale. L’insegnamento delle azioni del primo soccorso e del BLS è importante per preparare i giovani ad affrontare situazioni di emergenza. La capacità di gestire il panico e la paura in queste situazioni, può fare la differenza tra la vita e la morte. La conoscenza è quindi la chiave per rendere le persone libere e capaci di aiutare gli altri.L a conoscenza è l’unica ragione che conosco, che ci renderà liberi e ci renderà capaci di essere di aiuto alla persona che potrebbe trovarsi nella necessità di essere soccorsa”

Il corso è stato pensato dai Volontari della Procivis, ed è incentrato sull’apprendimento pratico che ben si sposa con il modo di formare, facendo dell’esperienza diretta il fulcro di tutto il percorso. Gli studenti, infatti, imparano mettendo veramente in pratica le tecniche di rianimazione cardiopolmonare.

“Questo metodo – continua Cattuti’ ci permette di coinvolgere maggiormente i discenti, consentendo loro di assimilare attraverso la musica le conoscenze in modo più efficace, rendendole una parte naturale del loro comportamento.Mostrare e dimostrare sono più efficaci della semplice istruzione verbale.Parto sempre dall’idea che se una cosa la spiego, la dimentichi. Se te la faccio vedere, la capisci. Ma se la provi la impari”

Quale è stata la risposta degli studenti al corso BLS?
Gli studenti hanno dimostrato un entusiasmo incredibile verso il corso BLS. A differenza degli adulti, che talvolta possono mettere ostacoli mentali, i giovani sono aperti e desiderosi di apprendere. Questo entusiasmo è incoraggiante e ci suggerisce che la formazione sul primo soccorso dovrebbe essere parte integrante dell’educazione dei giovani. L’apprendimento di tecniche come la disostruzione delle vie aeree e il massaggio cardiaco può migliorare la sicurezza di ciascun individuo.

Christian Manzi ha dichiarato: “Per me, l’importanza di insegnare il BLS risiede nella capacità di fare la differenza nella vita delle persone. Le azioni di primo soccorso possono essere cruciali in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. La mia esperienza personale ha dimostrato che la preparazione e la prontezza salvano vite, e questa è la mia motivazione principale.
La differenza la fanno le persone che sono al nostro fianco e se queste persone sanno mettere in essere azioni semplici, ma nel nostro caso veramente significative che onorano e difendono la vita, possono fare veramente la differenza”

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Polizia e legalità, campagna sicurezza per gli anziani

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Ragusa – Continua la mission della Polizia di Statoattraverso la diffusione dei principi di legalità al fine di garantire la realizzazione di una sicurezza partecipata.

La Polizia da sempre è in prima linea nell’attività di contrasto al fenomeno delle truffe nei confronti delle cosiddette “fasce deboli”. Si tratta di reati che provocano, per chi li subisce, non solo un danno economico ma anche e soprattutto psicologico.

In tale ottica di prevenzione e sicurezza, si è svolto nei giorni scorsi, presso il Centro Diurno Anziani di Ragusa, la campagna di prevenzione rivolta agli anziani – a seguito di approfondimenti della tematica di settore in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – voluta fortemente dal Questore della Provincia di Ragusa Dr. Vincenzo Trombadore, che ha come obiettivo principale quello di sensibilizzare la cittadinanza sul tema della sicurezza e fornire i consigli giusti per difendersi dai “malintenzionati”.

È stato il Commissario Capo della Polizia di Stato Rosalba Capaccio, Vice Dirigente della Squadra Mobile, funzionario delegato dal Questore, unitamente al Vice Ispettore Giovanni Criscione, specializzato nella trattazione di questo tipo di reati, a spiegare alle 100 persone presenti, i pericoli in cui ci si può imbattere e ha fornito le giuste informazioni per scongiurare questa tipologia di reati.

Durante l’incontro è stato anche rappresentato che le vittime di truffa provano sentimenti di paura e vergogna che scaturiscono dagli episodi di cui sono state tristemente protagoniste ma tutto questo però non deve essere motivo di emarginazione.

Sono stati poi i partecipanti stessi a raccontare vicende personali di truffe e raggiri, occasione questa che ha permesso di fornire più informazioni possibili per prevenire tale fenomeno. L’importanza della campagna appena cominciata, che continuerà nei prossimi giorni, sarà proprio quella di far accrescere la consapevolezza del fenomeno e della sua gravità, condizione indispensabile per garantire un percorso di prevenzione e di sicurezza partecipata

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Ospedale in lutto: morta una colonna del reparto di medicina

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L’ ospedale Vittorio Emanuele in lutto. E non solo l’ospedale. Anche il mondo del teatro locale. Una miriade di amici ed il mondo di Facebook.

La caposala del reparto di medicina non ce l’ ha fatta e dopo mesi di lotta, coma, ripresa, ha ceduto le armi. Era solare, allegra, bella e lo voleva essere ancora di più.

Ma qualcosa non è andata per il verso giusto e da quel momento non si è più ripresa lasciando il vuoto attorno a sé.

Forse è stato solo il compimento del destino.

Competente, dinamica, volitiva, sapeva cambiare personaggio e per questo amava il teatro. Anche quello da oggi farà a meno di lei

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