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Area di crisi: risoluzione depositata al governo Draghi

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Si favorisca la localizzazione del Centto nazionale dell’idrogeno a Gela, che peraltro ha avanzato la sua candidatura : è uno dei passaggi della risoluzione sull’area di crisi di Gela che è stata depositata dalla Commissione industria del Senato al governo Draghi al termine dell’indagine avviata sui motivi del mancato decollo dell’area di crisi complessa di Gela.

Presente a tutte le sedute ed audizioni sul tema, il senatore Pietro Lorefice del Movimento Cinquestelle che ora ha reso noti i contenuti della risoluzione cioè delle indicazioni  fornite al governo per correggere il tiro e aiutare l’area di crisi con fatti concreti.

Tra le indicazioni c’è l’attenzione sul fronte mare e quindi la portualità, così come la necessità che si investa sulle infrastrutture viarie e le dighe.Insufficienti i 25 milioni di euro stanziati per nuove attività.

Un budget da impiegare con fondi europei così come va prorogato l’accordo di programma che scade ad ottobre.È passata la linea del senatore Lorefice secondo cui l’ intero piano di riconversione va rivisto , va attivato il Cis e bisogna insistere sulle bonifiche.Dalle parole ora si deve comprendere come e  se il governo Draghi vuole passare ai fatti.

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Attualità

La Regione interviene a Niscemi sull’area del santuario Maria SS del Bosco

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L’area dove si trova il Santuario di Maria SS. del Bosco, a Niscemi sarà interamente riqualificata sia sotto il profilo urbanistico che architettonico grazie ad un finanziamento dell’assessorato regionale dei Beni culturali.
L’intervento, dell’importo di 3.800 mila euro con fondi POC da realizzare nel biennio 2021-22 prevede la riorganizzazione e la riqualificazione di un intero contesto del centro storico cittadino che coincide con la via Madonna, il lungo asse viario che va dall’ingresso cittadino della via Noto fino alla chiesa di Maria SS. del Bosco coinvolgendo l’area che porta al convento di San Francesco d’Assisi, al Museo Civico della Civiltà contadina e all’abbeveratoio di Maria SS del Bosco, nei pressi dell’ingresso al Santuario.
“Si tratta di un’area molto cara alla comunità niscemese – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che oggi non è adeguatamente valorizzata perdendo quell’importanza, centralità e spiritualità che merita di avere. Grazie all’intervento voluto dal governo regionale, si potrà restituire una nuova identità e decoro urbano ai luoghi, realizzando anche un’operazione di valorizzazione delle strutture che lí si trovano: il Santuario con la sua lunga storia e la Chiesa con l’ex Convento dei Francescani”.
Le opere da realizzare riguardano il rifacimento della pavimentazione con interventi relativi anche alla risistemazione delle pendenze, la pavimentazione che sarà realizzata in basolato in Nerello intervallata da basole bianche in Perlato che raffigureranno 12 rose bianche dall’alto valore simbolico.
“La rosa che si andrà a realizzare – spiega il progettista, ing. Paolo Cantaro – indica l’amore terreno e mistico, se bianca indica la purezza virginale, pertanto, le 12 rose bianche indicano la purezza virginale di Maria SS del Bosco associata alla pienezza umana raggiungendo la perfezione spirituale”.
Il progetto, presentato dal Comune, prevede anche il completo rifacimento dell’impianto fognario, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione dell’impianto di illuminazione con utilizzazione delle tecniche del risparmio energetico.
Grande risalto verrà dato all’arredo urbano e alla realizzazione degli interventi destinati a verde con piantumazione di piante aromatiche e arboree presenti nel territorio.

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I legali della famiglia della prof Guzzo: ” Si sa dal 2007 che l’adenovirus provoca trombosi”

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La manifestazione silenziosa “Giustizia per Zelia” organizzata per stamattina dalle 9.30, davanti al Tribunale dal marito Andrea Nicosia , è stata preceduta da dichiarazioni all”Adkronos dell’avv.Valerio Messina e del collega Antonio Cozza, i due legali della famiglia della sfortunata prof gelese deceduta  a 37 anni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino Astrazeneca.

Dichiarazioni che puntano l’indice sulla ditta produttrice del vaccino per aver  colposamente omesso nelle note informative dello stesso farmaco gli effetti collaterali, quali le trombosi polidistrettuale e trombocitopenia.Quello che ha provocato la morte della prof gelese.

Nei giorni scorsi la Procura di Gela ha chiuso l’indagine a carico dei medici e degli infermieri che avevano in carico la donna.

Per i pm “non ci sono correlazioni di rilievo penale” tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e la morte dell’insegnante “imputabili a medici o sanitari che hanno avuto in cura la donna”. L’inchiesta nei confronti di ignoti era per omicidio colposo.

Ma i legali della famiglia della prof sostengono che , la “omissione di alcuni rischi di trombosi nelle note informative del vaccino non ha permesso alla insegnante di auto determinarsi in maniera libera e consapevole in ordine alla vaccinazione, che ricordiamo è frutto di un atto di amore verso se stessa e verso gli altri”.

L’avv.Cozza  ricorda: “E’ stato riscontrato scientificamente il nesso eziologico tra l’inoculazione del vaccino Vaxzevria Anti-covid 19 ed il decesso della signora Zelia Guzzo, in assenza, frattanto, di alcuna concausa”. E ricorda: “La consulenza tecnica a firma dei c.t.p.m., capeggiati dal professor Cristoforo Pomara, nominati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela, invero, mettono nero su bianco che la causa della morte della signora Guzzo è avvenuta per trombosi polidistrettuale e trombocitopenia, quali reazioni avverse da vaccino Astrazeneca“.

“A quel punto la Procura di Gela nelle persone dei sostituti procuratori Ubaldo Leo e Gaetano Scuderi coordinati dal Procuratore Fernando Asaro, chiedevano l’archiviazione del caso, poiché se da un lato veniva accertata una responsabilità oggettiva , dall’altro non emergono- a parere dei pubblici ministeri- indizi di reità su determinati soggetti”, proseguono i legali nelle dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos .

Dagli elementi raccolti unitamente all’ausilio dei consulenti tecnici di parte, Mauro Bacci e Carmine Gallo, ci risultano degli importantissimi studi condotti da una equipe di scienziati americani, risalenti ad oltre un decennio fa e segnatamente nell’anno 2007, che dimostrano come l’adenovirus (vettore virale utilizzato dal vaccino astrazeneca) provocasse trombosi diffusa e trombocitopenia, una volta entrato a contatto con gli organismi umani”, spiegano ancora.

“Tali studi , ignorati colposamente, sono stati pubblicati nella rivista blood, quale fonte medico scientifica di autorevolezza mondiale, citata tra l’altro quale fonte di approfondimento dai C.T.P.M. firmatari della consulenza tecnica de qua”, aggiunge l’avvocato Messina. 

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“Everybody hurts – Artisti riuniti”, giovani cantanti nisseni e gelesi raccontano in musica la voglia di ripartire

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È online sulle piattaforme digitali “Everybody hurts – Artisti riuniti”, rivisitazione del famoso brano dei R.E.M. appartenente al progetto musicale sull’asse Caltanissetta-Gela ideato da Tiziana Gravina, pedagogista clinico, e diretto da Manuel Scarano, presidente dell’associazione culturale Fm.wave. Obiettivo quello di valorizzare giovani cantanti e musicisti del panorama nisseno e gelese: il brano è caratterizzato da tredici voci e due batterie unite per “fare rumore” e ridestare la voglia di cambiamento dopo un lungo periodo di silenzio.

Un messaggio di speranza sognando la ripartenza della socialità e, soprattutto, del mondo dell’arte a pieno regime. Il videoclip del pezzo è già disponibile su YouTube. Protagonisti del progetto gli artisti Pietro Amico (batteria), Emanuele Maniscalco (batteria), Manuel Scarano (voce e chitarra), Michele Scarano (voce e chitarra), Christian Sciascia (associazione Harmonious, Gela), Alan Marotta (Dream makers studio, Caltanissetta), Orazio Di Giacomo, Luisa Di Vita, Mattia Giglio (barra finale), Elysea Maira, Giulia Sorce, Luciano Giambra, Carola Cummo, Pasquale Trubia, Raffaella Di Dio.

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