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Cronaca

Covid-19: in cinque giorni elevate 22 multe ai trasgressori

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Ventidue multe sono state elevate da quant’è che Gela è stata dichiarata “zona rossa”.

Le verifiche sul rispetto delle norme anticontagio sono state scattate qualche ora dopo l’inizio dell’ordinanza presidenziale. In campo sono quindi scese pattuglie della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale e dei militari dell’Esercito Italiano, qui impiegati nell’ambito del dispositivo “strade sicure”.

Il questore Emanuele Ricifari ha disposto il potenziamento dei controlli da espletare presso i luoghi maggiormente interessati al verificarsi di potenziali assembramenti. Nei primi cinque giorni di “zona rossa”, le forze di polizia e i militari dell’Esercito Italiano – coordinati dal Dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza – hanno operato su tre direttrici: sud, centro e nord della città.

In totale sono state 631 le persone controllate, 20 delle quali sanzionate per aver violato le disposizioni del Governo; 575, invece, le attività commerciali, con 2 titolari sanzionati. I controlli hanno riguardato ambulanti e negozi.

Durante i controlli in via Venezia due fruttivendoli, alla vista della polizia, hanno abbandonato la merce esposta su dei banchetti che occupavano il suolo pubblico dandosi a precipitosa fuga con i mezzi. La merce, in attesa di confisca, è stata sequestrata. Attualmente sono in corso accertamenti finalizzati a individuare i trasgressori fuggiti. I controlli delle forze di polizia, oltre che a Gela, proseguiranno in tutto il territorio della provincia di Caltanissetta.

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Cronaca

Droga tra Germania e Sicilia: blitz dei Carabinieri

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Vasta operazione dei Carabinieri del Ros, coadiuvati nella fase operativa da personale dei Comandi Provinciali Carabinieri di Enna, Caltanissetta, Catania e Brescia. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa nel corso delle indagini preliminari dal Gip del Tribunale di Caltanissetta – su richiesta della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 15 persone, gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hashish aggravata dalla disponibilità di armi.

Tra di essi tre sono indagati anche per il reato di intestazione fittizia di beni al fine di eludere la normativa sulle misure di prevenzione, mentre uno dei tre per un ulteriore reato riferito ad un’autonoma disponibilità di armi e munizioni. L’ordinanza cautelare è stata eseguita anche nei confronti di altri due soggetti. Gli indagati sono tutti destinatari della misura cautelare in carcere, tranne due sottoposti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nel medesimo contesto investigativo, la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha emesso decreti di perquisizione da effettuarsi in Germania tramite Ordine di Indagine Europeo a carico di due soggetti, residenti a Colonia ed eseguiti dalla Polizia Criminale di Colonia e Bka con la presenza anche di personale del Ros nell’ambito di un’avviata cooperazione internazionale sotto egida Europol. Le attività sono state supportate dalla Rete @ON finanziata dalla Commissione Ue.

L’indagine è la naturale prosecuzione dell’incessante impegno della Procura della Repubblica di Caltanissetta e Raggruppamento Operativo Speciale nel contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa della provincia di Enna. In questo contesto sono state svolte mirate investigazioni volte a riscontrare l’esistenza di un articolato traffico di sostanze stupefacenti provenienti dalla Germania e dirette a Barrafranca, gestito da soggetti barresi emigrati in Germania. Il 4 dicembre del 2021 il figlio di uno degli indagati in custodia cautelare è stato arrestato in Baviera proveniente da Colonia e diretto in Sicilia, dopo essere stato trovato in possesso di 300 grammi di cocaina. In particolare risaltava che il figlio mantenesse rapporti con l’Italia anche attraverso l’utilizzo di apparati telefonici criptati di cui è stato utilizzatore prima del suo arresto. Gli approfondimenti investigativi sviluppati attraverso i canali di cooperazione di polizia e giudiziaria facevano emergere una perdurante stabilità di rapporti tra la comunità di Barrafranca dimorante a Colonia, tra cui spiccano anche soggetti già condannati in via definitiva per associazione mafiosa, e soggetti italiani dediti al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l’ordinanza del Gip l’ampia piattaforma delle intercettazioni, sostenuta da innumerevoli servizi di osservazione, controllo e pedinamento, forniva gravi indizi circa il collegamento di due degli indagati con posizioni di rilievo con elementi legati alla criminalità organizzata di Catania “Ognina-Picanello”. Con la collaborazione di un nutrito gruppo di catanesi e con la complicità di una insospettabile intera famiglia di Barrafranca, sarebbe stata approntata una grossa piantagione di cannabis indica in serra, con annessa raffineria, per la produzione di marijuana e hashish che il 25 novembre del 2022, è stata scoperta e sequestrata assieme ad un ingente numero di armi e munizioni clandestine. Le attività d’indagine contestuali e successive hanno quindi consentito di delineare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla produzione, lavorazione e distribuzione interprovinciale della sostanza stupefacente, che aveva la disponibilità di numerose armi oggetto di sequestro. Nel corso delle indagini, sono infatti state rinvenute numerose armi e munizioni clandestine.

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Cronaca

Incendio nell’area del Lungomare

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Chi attraversa il Lungomare di Gela in questo momento viene avvolto da una nube di fumo maleodorante. Un altro incendio, a distanza di 24 ore da quello di ieri in viale Indipendenza.

Divampa a pochi metri dalla spiaggia del Lungomare sud. Il fumo e la fuliggine si sono propagati per la strada dove transitano i mezzi.

La particolarità di oggi è che si avverte uno strano odore. Evidentemente bruciano anche residui di oggetti abbandonati. La solita storia dell’incuria …

Sul posto sono stati chiamati ad intervenire i Vigili del fuoco per domare le fiamme.

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Cronaca

L’elisoccorso (di sera) non può atterrare a Gela, paziente muore a Catania

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Non ce l’ha fatta il gelese che ieri sera ha accusato un grave problema cardiaco e per cui era stato richiesto, dall’ospedale di Gela, il trasferimento con l’elisoccorso al Policlinico di Catania. L’area gelese in cui può atterrare l’elicottero, però, non dispone di un impianto di illuminazione per la sera e la notte e per questo, si è deciso di trasportarlo in ambulanza fino a Niscemi, dove l’elisoccorso è atterrato per poi volare alla volta del capoluogo etneo. Purtroppo a Catania, nonostante i tentativi dei medici, il cuore del paziente ha cessato di pulsare.

Si chiamava Basilio Meula, 63 anni, ex maresciallo dei Carabinieri, già comandante del Nucleo Radiomobile di Caltagirone e attuale presidente del Gruppo Volontariato della locale Associazione nazionale Carabinieri.

I funerali si terranno domani alle 16,30 alla chiesa San Giovanni Evangelista.

Meula lascia la moglie e tre figli.

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