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Emesso il bando per i servizi ai disabili

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E’ stato emesso l’avviso pubblico che riguarda i comuni del Distretto Socio-Sanitario D9 (Gela, Niscemi, Butera, Mazzarino) e la locale ASP per l’attivazione del Patto di Servizio finalizzato all’assistenza e all’integrazione delle persone disabili nell’ambito familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica e/o professionale. L’assessore ai Servizi Sociali, Nadia Gnoffo, e la dirigente del settore, Maria Morinello, rendono noto che sono aperti i termini per la presentazione delle istanze, da parte dei soggetti disabili adulti gravi e da parte dei genitori e/o tutori di minori disabili gravi di età compresa tra 0 e 18 anni non compiuti, residenti nei Comuni facenti parte del Distretto, per l’erogazione del beneficio. A seguito della presentazione delle istanze verrà predisposto il Patto di Servizio per l’individuazione dei servizi, che potranno essere erogati secondo due modalità: 

  • assistenza diretta: il servizio è direttamente fornito dal Comune
  • assistenza indiretta: attraverso l’erogazione di un buono assegnato dal Comune all’interessato (o suo familiare) al fine di fruire del servizio richiesto. In tal caso, l’interessato (o suo familiare) sceglierà autonomamente la figura professionale che dovrà fornire il servizio.

La richiesta va presentata all’ufficio protocollo del Comune di residenza entro e non oltre il 30 luglio 2021. Il modulo può essere ritirato presso gli uffici dei Servizi Sociali del Comune di residenza del disabile o scaricato dal sito del comune. L’istanza dovrà essere compilata in tutte le sue parti e corredata da copia del documento di riconoscimento del richiedente e/o del beneficiario, certificazione ISEE in corso di validità e verbale della commissione attestante la disabilità grave (da presentare in busta chiusa). A seguito della presentazione della richiesta, si provvederà all’accertamento del grado di non autosufficienza del soggetto disabile grave da parte dell’Unità di Valutazione Multidimensionale, alla presa in carico dello stesso e all’elaborazione di un piano personalizzato. Saranno escluse le istanze incomplete o pervenute oltre il termine prefissato.“Continua l’impegno di questa amministrazione nei confronti dei soggetti più fragili della nostra comunità. Attraverso questo avviso pubblico, – commenta l’assessore Nadia Gnoffo – contiamo di arrivare a quante più persone possibili, cui erogare servizi di qualità con il duplice obiettivo del miglioramento della qualità della vita e di un’integrazione sempre più semplice, laddove possibile. Un ringraziamento va agli uffici del settore che rappresento, precisi, puntuali ed attenti alle categorie in difficoltà. Il livello di civiltà di una comunità si evince anche dall’attenzione che riserva ai suoi concittadini diversamente abili e dal modo in cui riesce ad assisterli ed inglobarli, e noi faremo sempre quanto è nelle nostre possibilità per non farci trovare impreparati”.

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Attualità

Al Cefpas pediatri e psicoterapeuti insieme per una nuova diagnosi e cura

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Caltanissetta – La collaborazione tra il pediatra e lo psicoterapeuta dell’età evolutiva e l’efficace condivisione del lavoro fra i diversi operatori coinvolti nello stesso caso clinico per giungere a una visione integrata del benessere del paziente. È questa la novità dello studio, frutto dell’accordo di collaborazione tra il Csmh di Palermo, il Cefpas e l’Asp di Enna – attraverso il suo Reparto di Pediatria e il Dipartimento Materno Infantile -, che sarà presentato il 24 maggio al Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario di Caltanissetta, in occasione del Convegno “Pediatri e psicoterapeuti dell’età evolutiva insieme in un nuovo percorso di diagnosi e cura”.

Lo studio, sperimentato nel reparto di Pediatria dell’Ospedale “Umberto I” di Enna, ha come oggetto principale di osservazione la valutazione dell’efficacia della collaborazione fra il pediatra e lo psicoterapeuta dell’età evolutiva, esperto in osservazione psicologico-clinica, nella prevenzione e promozione della salute mentale attraverso l’individuazione e la presa in carico delle origini psicologiche e/o relazionali di alcune manifestazioni sintomatiche frequenti nell’infanzia e nell’adolescenza. Nel lavoro congiunto pediatra-psicoterapeuta diventa concreta l’idea che tra mente e corpo non c’è separazione e si prevede che il paziente vada accolto nella sua interezza e complessità. Il presupposto teorico di questo studio è il modello della formazione Tavistock, in particolare del metodo osservativo che prevede una valutazione più specifica dei singoli casi senza l’utilizzo di schemi o griglie pre-codificate, ma attingendo ad un modo specifico e diretto di osservare e comprendere l’oggetto di interesse.

Altra importante novità del progetto è stata, in una seconda fase, l’attivazione di un ambulatorio psicologico a cui i pazienti sono stati indirizzati anche attraverso la lettera di dimissioni, in seguito alla richiesta degli stessi pazienti di una continuità degli incontri con la psicoterapeuta. Gradualmente, sta nascendo il coinvolgimento dei pediatri di base al fine di avviare un confronto reale tra i diversi specialisti che si occupano dello stesso paziente. La presenza della psicoterapeuta durante le visite pediatriche e nelle stanze del reparto ha permesso, attraverso il confronto continuo tra i professionisti sanitari, di riflettere sulle dinamiche relazionali tra i piccoli pazienti e i loro genitori, ma anche su come l’intero nucleo familiare si ponesse in relazione agli stessi operatori, al fine di poter individuare possibili difficoltà psicologico–relazionali e come queste inevitabilmente influenzassero il processo di malattia e cura.

Il Progetto si propone di realizzare numerosi obiettivi tra i quali: rendere la comunicazione più efficace all’interno della relazione con pazienti e familiari; cogliere attraverso l’osservazione diretta-partecipe eventuali segnali di disagio emotivo e relazionale; intervenire efficacemente per alleviare gli stati di malessere manifestato dai pazienti attraverso comportamenti palesemente critici come crisi di pianto, rifiuto di alimentarsi, assenza di dialogo e aggressività

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Le scuole della Sicilia ricordano la strage di Capaci

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Giornata della legalità, le scuole siciliane ricordano le vittime di mafia. Incontri, dibattiti, cortei, rappresentazioni teatrali e in musica, murales.

A Palermo,diretta di Rai 1 dal Museo del Presente a cura della Fondazione Falcone

Al Tribunale, migliaia di studenti della Rete della cultura antimafia nella scuola

La Scuola c’è. Per non dimenticare le vittime di tutte le mafie, sono tante in tutta la Sicilia le iniziative programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, oggi, 23 maggio, ricorrenza nazionale del Giorno della legalità.     

Incontri, dibattiti, cortei, rappresentazioni teatrali e in musica, inaugurazione di murales, sono tanti i momenti commemorativi e attività promosse dai dirigenti scolastici e docenti in prossimità e in occasione del 23 maggio, 32esimo anniversario della strage di Capaci.

Iniziative pensate per diffondere tra i giovani e i giovanissimi la cultura del rispetto e della legalità. Una mobilitazione corale in ognuna delle nove province della Sicilia per non dimenticare quanti hanno perso la vita nella lotta all’illegalità e alla criminalità organizzata. Al fianco delle scuole nell’organizzazione delle iniziative per il 23 maggio, associazioni di promozione sociale, fondazioni, associazione nazionale magistrati, ordine degli avvocati, giornalisti, scrittori, artisti.

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Al via rimodellamento del canale del Porto

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Al via il rimodellamento dei fondali del porto rifugio. Dal 26 maggio al 7 giugno questi lavori saranno effettuati dalla società Mare pulito srl.

La ditta interverrà nel canale del porto rifugio e eseguiŕa le attività di riprofilatura del canale del Porto Rifugio.

Si eliminerà sabbia dai fondali.

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