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Cronaca

Estorsione aggravata e autoriciclaggio, due arresti dei Carabinieri

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I Carabinieri di Caltanissetta hanno arrestato Giovambattista Vincitore per i reati di estorsione aggravata e autoriciclaggio aggravato in concorso con Giuseppe Dell’Asta, al quale l’ordinanza applicativa della misura cautelare è stata notificata in carcere. L’ordinanza applicativa della misura cautelare nei confronti dei due indagati è stata emessa dal Gip nel corso delle indagini preliminari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Caltanissetta, nel medesimo procedimento nell’ambito del quale Giuseppe Dell’Asta era stato tratto in arresto in flagranza del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le ulteriori indagini svolte dai Carabinieri coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia hanno consentito di accertare un modus procedendi che sarebbe stato elaborato dagli indagati per mascherare la provenienza illecita dei profitti dell’attività estorsiva: in particolare secondo i gravi indizi ritenuti dal giudice l’imprenditore, al quale Dell’Asta avrebbe avanzato la richiesta estorsiva, avrebbe effettuato pagamenti tramite bonifico su conto corrente intestato a Vincitore, il quale, nella qualità di socio di maggioranza e amministratore unico di una società a responsabilità limitata con sede a Serradifalco ed avente ad oggetto la gestione di call center (CLIS srl) avrebbe preventivamente emesso in favore della vittima fatture false per prestazioni mai eseguite relative a forniture di materiale pubblicitario e materiale edile. Le somme di denaro versate sul conto corrente intestato a Vincitore sarebbero state poi prelevate in contanti nel giro di pochissimi giorni tramite bancomat o sportello; si è potuto calcolare che la vittima avrebbe versato in appena 15 mesi una somma di denaro pari a circa 75.000 euro. Il meccanismo avrebbe consentito di fornire una apparente giustificazione dei pagamenti effettuati in ottemperanza alle richieste estorsive e per questa ragione è stato contestato agli indagati anche il reato di autoriciclaggio. Disposto il sequestro preventivo della società CLIS, di fatto non operativa e costituente una “scatola vuota” utilizzata per l’emissione di fatture false.

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Cronaca

Dimessa due volte dall’ospedale, presentato esposto per la morte di una paziente

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Chiedono che si faccia piena luce sui fatti i familiari di Silvana Perticone, 56 anni di Niscemi, deceduta lo scorso 21 febbraio all’ospedale Guzzardi di Vittoria. I congiunti hanno presentato un esposto indirizzato all’autorità giudiziaria attraverso una denuncia ai Carabinieri.Per due volte, nell’arco di ventiquattr’ore, lunedì 19 e martedì 20 febbraio, la donna è stata condotta all’ospedale di Caltagirone in preda a forti dolori intestinali e vomito e per due volte è stata rimandata a casa, dimessa con la prescrizione di una cura domiciliare, che tuttavia non ha dato alcun effetto: la donna continuava a vomitare e a stare male. Non sortendo alcun risultato i medicinali prescritti, la donna e i suoi cari hanno deciso di rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Vittoria, da dove la paziente, dopo le prime visite, è stata indirizzata al nosocomio di Ragusa per effettuare una Tac, al momento non funzionante a Vittoria.L’esame ha dato esiti allarmanti: la cinquantaseienne com’è stato spiegato ai suoi congiunti, è stata riportata subito nel nosocomio di Vittoria per essere operata d’urgenza presso il reparto di Chirurgia.Un intervento chirurgico d’urgenza che però non è bastato a salvarla: il giorno dopo è deceduta.

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Cronaca

Distrutta villa confiscata alla mafia:la condanna del sindaco

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Ferma condanna viene espressa dall’amministrazione comunale per il vile gesto compiuto durante la notte scorsa da sconosciuti incendiari: un rogo è stato appiccato a una villa confiscata a un esponente della criminalità e, a breve, avrebbe dovuto essere destinata a finalità sociali. Un fatto grave, un segnale inquietante. L’immobile, si affaccia sulla Ss 117 Bis, all’altezza di contrada Balate, e nell’incendio è andato completamente distrutto.

«Un gesto gravissimo – dice il sindaco, Lucio Greco – ma certamente non indietreggeremo. Vogliamo continuare nell’impegno, forte e deciso, sul fronte della legalità. Non ci saranno passi indietro o tentennamenti. Siamo, anzi, convinti del fatto che le forze dell’ordine e la magistratura faranno luce sui fatti e sapranno individuare al più presto i responsabili».

«Lo Stato – dice ancora – è presente in tutte le sue articolazioni e continuerà a lavorare in maniera incessante per la garanzia dell’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini di Gela».

Il sindaco, stamane, è stato tra i primi ad arrivare sul posto per un sopralluogo, compiuto assieme alla Polizia municipale e ai tecnici del Comune. Poco dopo ha incontrato il procuratore capo facente funzioni, Lucia Musti.

«Sono in contatto costante – dice Greco – con le massime istituzioni della città e della provincia. In mattinata sentirò il prefetto, il cui impegno nell’assegnazione del bene confiscato è stato continuo e decisivo. Farò di tutto affinché non si interrompa questo percorso. Assieme ai tecnici valuteremo una linea di finanziamento per ristrutturare la villa distrutta. Il sogno che abbiamo, tutte le istituzioni insieme, è quello di consegnare al più presto l’immobile alla Casa Famiglia Rosetta, bene associazione che ha nella propria mission l’impegno nel sociale, il sostegno ai giovani e la promozione di una forte cultura della legalità».

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Arrestato giovane trovato con droga

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Modica – I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Modica, il Nucleo Cinofili di Nicolosi, durante il tradizionale controllo del territorio posto in essere con una serie di servizi mirati alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti nell’hinterland ispicese, disposti affinché possa esserci la concreta percezione della realtà sociale del territorio, hanno tratto in arresto un 19enne del posto, celibe, operaio e con precedenti specifici in materia.

Il giovane, è stato sottoposto a perquisizione personale e domiciliare presso la propria abitazione, all’interno della quale sono stati rinvenuti 12 grammi di cocaina, 43 di hashish e 0,5 di marijuana, un coltello a serramanico intriso di sostanza stupefacente utilizzato per il confezionamento della sostanza ed un bilancino elettronico di precisione. Prezioso è stato il contributo offerto dal cane antidroga Rilej, soprannominato “il caterpillar” che, grazie al suo fiuto, ha consentito agli operanti la rapida scoperta dei due anfratti all’interno dei quali era custodita la sostanza. Infatti, nonostante vari tentativi di occultare il borsello contenente il materiale atto al confezionamento e lo stupefacente suddiviso in dosi, pronto per la messa in vendita al dettaglio, il fiuto dell’amico a quattro zampe è stato così incisivo da scorgere qualsiasi movimento sospetto del soggetto di interesse.

Notiziata la Procura della Repubblica di Ragusa, per l’arrestato venivano disposti gli arresti domiciliari. A seguito del giudizio direttissimo celebrato nella mattinata del 28 febbraio, il Tribunale di Ragusa ha convalidato l’arresto disponendo la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

L’operazione di polizia odierna rientra nell’ambito dei servizi esterni che l’Arma dei Carabinieri quotidianamente svolge sul territorio per il contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Infatti, nonostante oggi le modalità con cui si procede alla vendita dello stupefacente siano cambiate vista la diffusione dei social network, le classiche modalità di vendita non hanno visto un ridimensionamento, motivo per cui la cittadinanza esige una presenza perenne sul territorio che l’Arma è chiamata a soddisfare diligentemente

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