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Cronaca

Il vaccino e poi la morte: scatta l’indagine

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Caltanissetta – È scattata l’indagine a seguito della morte di un uomo che si era sottoposto a vaccino due giorni prima di morire. E’ stata sequestrata la salma di un uomo di Santa Caterina Villarmosa, dipendente comunale di 60 anni, deceduto ieri nella sua campagna in contrada Cascavallo, dove ha avuto un malore improvviso: due giorni prima si era sottoposto alla prima dose del vaccino Astrazeneca.

Sono intervenuti i carabinieri e gli operatori del 118 inviati dalla centrale di Caltanissetta in elisoccorso. Sono stati i familiari a segnalare ai carabinieri che l’uomo aveva fatto il vaccino 48 ore prima

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Cronaca

Ecco l’atto di indirizzo presentato in consiglio comunale

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Questo l’ATTO DI INDIRIZZO proposto dai 

consiglieri comunali Virginia Farruggia, Alessandra Ascia. Paola Giudice, Davide Sincero, Salvatore Incardona, Romina Morselli, Giuseppe Morselli, Pierpaolo Grisanti, Vincenzo Casciana, Luigi Di Dio, Valeria Caci dopo un ampio dibattito sul tema oggetto del Consiglio Comunale monotematico, Contagi Covid e nuove strategie per contrastarne la diffusione, propongono il presente Atto di Indirizzo politico con il quale si da mandato al Sindaco affinché porti avanti le istanze, di seguito indicate, del Consiglio Comunale:

  • Considerato il ritardo, paradossale per un comune in zona rossa, con cui vengono comunicati i risultati dei tamponi molecolari, spesso anche dopo cinque giorni, se gli stessi non vengono persi e quindi devono essere ripetuti, riteniamo che gli stessi debbano essere processati a Gela. Sappiamo bene che il risultato di un tampone molecolare può essere esitato dopo uno o due ore e compendiamo benissimo l’importanza di avere risultati immediati per fotografare la situazione subito dopo aver sottoposto i cittadini a screening volontari o dopo la quarantena obbligatoria, per evitare di rendere vana l’azione stessa dello screening che garantisce il risultato per non più di settantadue (72) ore. Soprattutto dopo la quarantena abbiamo visto intere famiglie costrette in casa, creando loro molto disagio perché seppur non coinvolte nella misura di isolamento, per buon senso riducono al minimo le loro relazioni mettendo spesso a rischio anche il proprio lavoro o la propria salute a causa della sospensione di trattamenti sanitari in corso, il tutto spesso aggravato da un’assenza costante dai vari tavoli tematici da parte  dell’ASP che si sono svolti tra le istituzioni e condito da fuorvianti comunicazioni successivamente smentite e quindi corrette.
  • Considerato che le notifiche di quarantena obbligatoria da parte dell’ASP arrivano alle scuole, nel migliore dei casi, dopo dieci giorni dall’ultimo contatto col soggetto positivo, garantendo solo qualche giorno, o neanche uno in taluni casi, di isolamento obbligatorio a chi è un potenziale contagiato e che le comunicazioni per effettuare il tampone molecolare vengono notificate giorni dopo la fine dell’isolamento obbligatorio, chiediamo che venga istituito l’ufficio SPEMP ed USCA nel comune di Gela, così da garantire maggiore attenzione alla tutela della privacy, visto che è anche accaduto, troppo spesso, di inviare comunicazioni di positività a soggetti non interessati, divulgando dati sensibili, un’adeguata programmazione degli screening e una campagna più efficiente delle vaccinazioni evitando le lunghe file di attesa per le categorie più deboli.
  • Considerato che nell’aprile del 2020 la Raffineria Eni metteva a disposizione il piano ingegneristico per l’allestimento di una unità di terapia intensiva presso il Vittorio Emanuele, ma a distanza di un anno e dopo tanti proclami siamo a conoscenza che solo il 27 Aprile del 2021 l’ASP dispone la presa d’atto, rendendo i tempi di realizzo difficilmente calcolabili, chiediamo all’amministrazione che si faccia carico di reperire i seguenti documenti: 
  • una relazione dello stato di fatto del progetto
  • un cronoprogramma certo sugli interventi concreti per arrivare all’apertura dei nuovi posti di terapia intensiva
  • il piano economico dell’intervento 
  • Considerato il lungo dibattito sulle falle del sistema di contact tracing e sui ritardi nella comunicazione che chiaramente non ha garantito il contenimento della diffusione del virus, nonché la divulgazione di dati sensibili senza il dovuto controllo, chiediamo all’amministrazione, dopo che questo consiglio comunale avrà approvato la delibera di consiglio comunale, su proposta degli scriventi, di istituire una commissione di indagine, di trasmettere alla stessa tutti gli atti utili alla determinazione delle responsabilità di chi ha fatto si che il sistema non funzionasse, sottoponendo la popolazione gelese a gravi rischi per la salute, a forti disagi con ricadute anche in ambito lavorativo e ad un danno economico non più calcolabile per tutte quelle categorie rimaste chiuse a causa del prorogarsi della zona rossa.

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Cronaca

Reily fiuta la droga, un arresto a Niscemi

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Aveva trasformato il suo garage in un piccolo bazar della droga, un giovane incensurato di Niscemi  arrestato dai Carabinieri, nel corso di un controllo straordinario del territorio disposto dal Reparto Territoriale di Gela. Supportati da una unità del Nucleo Cinofili di Nicolosi, i militari dell’arma hanno rinvenuto 67 grammi di hashish, 28 di cocaina, 19 di marijuana e 405  euro provento dell’attività di spaccio  e tutto il materiale occorrente per il confezionamento delle dosi (bilancini elettronici di precisione, cellophane, etc.). Parte dello stupefacente era ben nascosto dietro un pesante mobile ma Reily, questo il nome del cane antidroga, grazie al suo fiuto lo ha segnalato facilitando le operazioni di ricerca.

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Cronaca

Per la morte di un operaio la Procura chiede rinvio a giudizio di 4 ex dirigenti di società Eni

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La Procura di Gela, guidata dal dott. Fernando Asaro, ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro ex dirigenti delle società Eniche, Anic, Praoil aromatici e Raffinazione srl per omicidio colposo. Secondo l’accusa, al vaglio del Giudice per le indagini preliminari gli indagati avrebbero «per colpa consistita in negligenza ed imprudenza nonché inosservanza delle norme di prevenzione infortuni e malattie professionali, causato la morte di un dipendente delle predette società, deceduto il 12 ottobredel 2015, dopo aver avuto diagnosticato una malattia professionale consistita in mesotelioma sarcomatoide. Eni in una nota prende atto del provvedimentodella Procura della Repubblica del Tribunale di Gela che ha come oggetto fatti riferiti al periodo 1974 – 1996 e confida di poter dimostrare in ambito processuale la correttezza del proprio operato.

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Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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