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Politica

Incendi in Sicilia, Cuffaro e Savona (DC): “Abbiamo chiesto alle Istituzioni l’acquisto di canadair”

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Palermo – “Abbiamo ancora gli occhi carichi di tanto dolore dopo gli incendi che hanno falcidiato la Sicilia nei giorni scorsi. Tale tragedia ha confermato ancora una volta quanto importante sia la dotazione di una flotta di canadair a disposizione della Regione siciliana.

Purtroppo però l’acquisto non potrà essere effettuato utilizzando le risorse allocate dal PNRR. È necessario il concorso dello Stato italiano. Ecco perché chiediamo alle Istituzioni di attingere alle risorse del Piano Operativo di Coesione (POC), così come precedentemente avvenuto per l’acquisto degli elicotteri destinati ai vigili del fuoco”.

Lo affermano il Segretario nazionale della Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro e il componente del direttivo nazionale del Partito, Alessio Savona, i quali sottolineano che “l’utilizzo delle risorse del POC rappresenta un’opportunità concreta per affrontare in maniera più efficace e tempestiva le criticità legate agli incendi che purtroppo hanno devastato la Regione”.

“Ricordiamo ancora il drammatico episodio dello scorso 24 luglio – concludono i due Dirigenti della Democrazia Cristiana – in cui numerosi incendi, molti dei quali di matrice dolosa, hanno causato danni irreparabili.

La sicurezza e la tutela del territorio sono priorità assolute, su cui la Democrazia Cristiana è pronta a lavorare in sinergia con le Istituzioni, per garantire la massima protezione ai cittadini. L’obiettivo è quello di adoperarsi per ottenere le risorse necessarie affinché la flotta di canadair possa essere adeguata alle esigenze della nostra terra, affinché possa essere meglio preparata ad affrontare future emergenze legate agli incendi

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Di Stefano propone intese, Alleanza per Gela potrebbe dividersi già stasera

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I partiti di Alleanza per Gela attenderanno fino al pomeriggio di oggi che Totò Scerra comunichi l’esito degli incontri bilaterali e quindi se c’è la volontà o meno di avviare trattative per l’apparentamento. Da stasera in poi se l’ipotesi di apparentamento risulterà non percorribile ciascuno dei partiti di Alleanza per Gela sceglierà autonomamente con quale dei due candidati andare a trattare. Ciascuno per la sua strada.

Sono in corso stamattina incontri tra Terenziano Di Stefano e i suoi alleati e la linea che sembra prevalere è quella delle intese politiche non degli apparentamenti. Intese politiche che guardano alla ricostruzione del progetto Agorà con il rientro di Franzone e Donegani e al saldare il progetto Agorà a quello di Alleanza per Gela alla luce del fatto che sono nati entrambi a Gela e hanno obiettivi comuni.Spazio nel governo Di Stefano anche per Alleanza per Gela.

Tutto è in divenire e ogni ora si aspettano novità

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Ricorsi in vista e incontri su improbabili apparentamenti

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Le Amministrazioni 2024 passeranno alla storia perché per un lungo periodo non si saprà per un lungo tempo chi ha vinto e chi ha perso.

Non si sa oggi a 5 giorni dalle urne chiuse e non lo si saprà a lungo dopo il ballottaggio. Che darà alla città un sindaco, una giunta ma anche un consiglio comunale che potrebbe cambiare in gran parte nell’arco degli anni a seguito dei tanti ricorsi già annunciati.

L’esito ufficiale dei voti porterà tanti studi legali già da ora al lavoro a formalizzare i ricorsi.

Uno è stato presentato alla commissione elettorale dalla coalizione di Scerra che vuole il riconteggio del voti al sindaco e alle liste.

Intanto senza dati è chiaro che le scelte politiche si fanno per via ipotetica e senza certezze.

Gli incontri all’interno delle coalizioni dei due candidati maggiori ci sono stati e quello che trapela è che in entrambe l’interesse è per stringere intese non per gli apparentamenti. Tutto è legato al calcolo dei seggi che si perdono o si guadagnano con gli apparentamenti. Il resto, cioè i programmi e altre condizioni indicate per apparentarsi, sono solo chiacchiere di facciata

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Il laboratorio PeR guarda avanti con il suo leader Miguel Donegani

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Riunione serale del laboratorio politico PeR con Miguel Donegani. Il progetto del laboratorio politico PeR continua.

“Non è scattato il voto libero che auspicavamo- dice Donegani- ma la nostra lista fatta dai giovani del laboratorio prende più voti del M5s che ha deputati e senatori e di Italia viva.E che dire del PD che alle Europee prende qua il 30% e alle Amministrstive si ferma all’8,8% con una lista in cui ci sono infiltrati che domani non saranno più appartenenti al PD.Noi siamo orgogliosi del nostro risultato conquistato con un progetto nato da un anno e che resta solido nelle basi perché creato goccia per goccia ogni giorno”.

Donegani svestiti i panni del candidato si pone come leader di un gruppo politico che vuole incidere nella politica locale. Ora si guarda al ballottaggio.

“Incontreremo chi ci chiamerà – conclude – e potremo i nostri temi irrinunciabili a cominciare da quello della sanità. Poi valuteremo il da farsi”

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