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Cronaca

Incendio sul traghetto a Corfù: i tre gelesi arrivano oggi a Brindisi

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Rientrano oggi a Brindisi gli italiani che si trovavano a bordo dell’Euroferry Olimpia della compagnia Grimaldi a bordo della quale due notti fa è scoppiato un incendio. Le fiamme sono partite da un camion che si trovava nella stiva. Tra i passeggeri imbarcati sulla nave traghetto partita dal porto greco di Igoumenitsa con direzione Brindisi c’erano tre gelesi . Il traghetto ha preso fuoco mentre si trovava in navigazione nel mar Ionio a nord di Corfù, a circa 9 miglia dalla costa. “Stavamo dormendo tranquillamente – racconta Massimo  Averna uno dei tre gelesi  – quando hanno bussato in cabina gli uomini dell’equipaggio dicendoci di salire sul ponte. Abbiamo visto le fiamme.  Siamo rimasti sul ponte per circa un’ora. Pensavamo che riuscissero a domarle. Invece poi abbiamo sentito dai collegamenti radio che bisognava abbandonare la nave. Con due sole scialuppe per 290 passeggeri circa è scoppiato il panico”. Dopo il salvataggio , avvenuto grazie all’intervento del pattugliatore Monte Sperone della Guardia di Finanza.  i passeggeri sono stati portati a Corfù e trasferiti in hotel in attesa del trasferimento a Brindisi. Anche la magistratura italiana così come ha già fatto  quella greca aprirà un’inchiesta sull’incendio sentendo come testi i passeggeri italiani che hanno vissuto quella terribile esperienza

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Cronaca

Sorvegliato speciale a passeggio: arrestato

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Vittoria – Era sottoposto alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di  Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Comiso per reati in materia di stupefacenti, il trentaquattrenne pregiudicato sottoposto a controllo a Vittoria tratto in arresto dagli Agenti del Commissariato di Polizia di Vittoria.

Transitando in via Cavalieri di Vittorio Veneto, l’attenzione degli Agenti si è posata su una autovettura con a bordo due giovani che accortisi della presenza della Volante ha imboccato velocemente una traversa della strada che stava percorrendo verosimilmente per far perdere le proprie tracce ed eludere in tal modo un potenziale controllo.

A questo punto gli Agenti hanno inseguito l’auto e dopo averla bloccata hanno proceduto al controllo degli occupanti dell’autovettura.

All’interno del mezzo veniva riconosciuto ed identificato un uomo noto alle forze dell’ordine per i numerosi precedenti anche in materia di stupefacenti e con in atto la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel Comune di Comiso.

Pertanto, in considerazione della palese violazione delle prescrizioni imposte dalla misura in atto, l’uomo è stato accompagnato presso il locale Commissariato di P.S ed espletate le formalità di rito, è stato arrestato e condotto presso la sua abitazione di Comiso, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. L’arrestato, non nuovo a tali violazioni, negli ultimi anni era stato più volte denunciato e tratto in arresto per il medesimo reato, da ultimo qualche tempo prima allorquando era stato sottoposto a controllo all’interno di una autovettura sempre in territorio di Vittoria.

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Cronaca

Ucciso durante una rissa Roberto Di Falco

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Lavorava al mercatino di via Madonna del Rosario il trentottenne Roberto Di Falco, freddato ieri pomeriggio davanti ad una concessionaria di auto. La sua attività riguardava la vendita di olive ed era molto conosciuto fra gli ambulanti di Gela.

Tre persone sono state fermate su ordine della Procura di Agrigento perché coinvolte nella rissa di venerdì pomeriggio, scoppiata nel piazzale di una concessionaria di auto, all’ingresso del Villaggio Mosè, in cui è stato ucciso con un colpo di pistola Roberto Di Falco, 38 anni. La vittima era originaria di Palma di Montechiaro, così come le tre persone indagate, che saranno portate in carcere.

Domenica, la Procura chiederà la convalida e lunedì tutto sarà rimesso nelle mani del giudice. L’inchiesta, delicata e complicata, non è conclusa. Il provvedimento è arrivato dopo circa 12 ore di interrogatori.

Sarebbero state, durante gli interrogatori svolti in questura, dal procuratore Giovanni Di Leo, anche delle persone che, assistite dai propri legali di fiducia, si sarebbero avvalse della facoltà di non rispondere. Altre invece avrebbero rilasciato dichiarazioni spontanee. La pistola che ha ucciso Di Falco non è stata ancora ritrovata.

Secondo le indagini, Di Falco sarebbe stato colpito da uno sparo durante una colluttazione nel piazzale della concessionaria di auto.

La lite, sfociata in una rissa, avrebbe avuto origine dalla compravendita di un quantitativo di  auto fra il titolare della concessionaria e e il 38enne di Palma, anch’egli commerciante di auto usate

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Cronaca

È deceduta la quindicenne operata dalle equipe di Taormina e Messina

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Era balzato agli onori della cronaca come un caso di buona sanità cioè di lavoro in rete nella gestione delle emergenze pediatriche. Ma alla fine la quindicenne gelese Ginevra Amato non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia contro una severa infezione da H1N1 e mercoledì amici e parenti le daranno l’ultimo saluto alla chiesa di San Sebastiano.

La giovane è deceduta al Policlinico di Messina. Qualche settimana fa era stata sottoposta ad un intervento di ossigenazione extracorporea a membrana realizzato congiuntamente dell’equipe di Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale di Taormina e di Terapia intensiva Pediatrica di quello di Messina. Dopo il rientro a Messina da Taormina il decesso inaspettato. Ora i genitori Salvatore Amato e Nuccia Consiglio hanno incaricato un legale , l’avv.Rosita Giardina per vederci chiaro sulle cause di un decesso avvenuto quando tutto sembrava essersi risolto.

La malattia della quindicenne era iniziata con un’infezione alle vie respiratorie poi aggravatasi.

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