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Lo sciopero degli autotrasportatori è arrivato a Gela

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Lo sciopero degli autotrasportatori è arrivato anche a Gela. Stamattina nella zona di uscita della città, ovvero nella via Falcone adiacente al Tribunale si sono apostati i tir in segno di protesta come avviene, già da qualche giorno nel resto dell’Italia, con un’adesione massiccia allo sciopero per il rincaro della benzina. Sono arrabbiati e non permettono a nessuno di avvicinarsi al posto di blocco.  In vari punti della nazione sono stati registrati disagi lunghe code, nella bassa lombarda, in Puglia e in Sicilia. La crisi conseguente al fermo dell’economia causato dalla pandemia produce effetti a lunga gittata. Momenti di alta tensione a Lecco dove un autotrasportatore, non aderente alla protesta, è stato fermato e aggredito con lanci di sassate da alcuni colleghi. E anche gli automobilisti stanno per subire un’altra conseguenza della protesta: a causa del blocco dei Tir, infatti, i distributori di carburante di Marche e Abruzzo, privi di nuovi rifornimenti, hanno quasi esaurito la benzina. E, secondo la Confartigianato trasporti delle Marche, “entro domani finiranno anche le scorte residue lungo la rete stradale e autostradale”.

Lo sciopero dei Tir sta facendo le prime vittime anche sul fronte occupazionale. “Da domani potrebbero essere circa 35.000 i lavoratori della Fiat che l’azienda manderà in cassa integrazione” denuncia il segretario nazionale della Uilm, Roberto Di Maulo, che sottolinea i danni non solo economici ma anche sociali causati dalla protesta degli autotrasportatori: la Fiat utilizza prevalentemente i Tir. Con lo sciopero si ferma anche la produzione. Chiuso lo stabilimento di Pomigliano.

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Chiuso su richiesta della Questura il parcheggio Arena

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Chiuso il parcheggio Arena.Riaprirà quando ci saranno le condizioni di sicurezza e quando subentrerà il nuovo gestore. A disporre la chiusura del parcheggio è stato l’amministratore unico della Ghelas Francesco Trainito su richiesta del questore.

Nell’ultima riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico si è parlato pure del parcheggio, delle sue condizioni precarie e del rischio di infortuni oltre che della presenza di tanti giovani che entrano abusivamente. Un parcheggio non sicuro.

Di qui la chiusura, un’altra chiusura di un bene comunale

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Giudice: “in ospedale promiscuità pericolosa”

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La consigliera comunale indipendente Paola Giudice interviene presso la direzione dell' ospedale e dell' Asp sulla gestione opinabile dell' organizzazione dei servizi sanitari di Gela sostenendo che non è più ammissibile la sottovalutazione dei servizi di base a favore dell'utenza che ogni giorno si reca in ospedale. 

" Mi riferisco agli ascensori fuori uso, due su tre, dell'ospedale Vittorio Emanuele di Gela - scrive la Giudice nella nota inviata alla direzione-

Se per il Governo Nazionale l'emergenza sanitaria è finita, la reltà è un'altra tanto che anche a Gela ci sono ancora centinaia di cittadini positivi, file per i tamponi e tante altre patologie che prevedono l'uso dell'ascensore per recarsi nei veri reparti.

Accendere un riflettore sulle condizioni dell'ospedale di Gela è talmente necessario che non bisogna più spegnerlo finché tutto non viene risolto.

In verità pensavo  di affrontare le criticità legate alla carenza di organico e lunghe liste di attesa ma è evidente che mi ritrovo a segnalare un disguido non da poco cioè due ascensori su tre fuori uso e la calca nell'unico rimasto in uso destinato al personale, ai pazienti inclusi coloro che devono recarsi in sala operatoria". 

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Patologie oncologiche e alopecia, Mancuso (FI): “Fiero delle risorse che l’Ars dispone per le donne affette. È questa la politica che amo”

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Caltanissetta – “Con la norma in Finanziaria che destina 500 mila euro per le donne affette da patologie oncologiche e alopecia (in questo ultimo caso con un contributo di 300 euro per l’acquisto di parrucche e l’istituzione di una banca dei capelli), il Parlamento siciliano ha reso un servizio a mio avviso esemplare. Un provvedimento per il quale vado fiero, perché permette di sostenere concretamente tutte le donne che purtroppo vivono il dramma della perdita dei capelli a causa di specifiche patologie. È questa la politica amo. Una politica intesa come servizio per la collettività, che preferisce il dialogo allo scontro ideologico”. Lo riferisce il deputato di Forza Italia, on. Michele Mancuso.

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