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Attualità

L’omaggio in versi di un giovane poeta alla Madonna d’Alemanna

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Secondo anno senza l’icona di Maria Santissima d’ Alemanna in processione ma la pandemia non scalfisce la devozione dei gelesi per la Patrona. Pubblichiamo di seguito il testo di un omaggio poetico alla Madonna dell’Alemanna di Graziano Arancio , un giovane praticante avvocato, che ha visto scattare in sé  la scintilla poetica negli anni in cui era studente all’Itis e assaporava il fascino delle terzine dantesche. Oggi  le leggende sul ritrovamento dell’icona e la devozione alla Madonna sono racchiusi in questi versi:

Alla Madre dei Gelesi

Questa città Patrona ha la Mamma
Che invoca quale Vergine d’Alemanna.
Parla del fedele al Figlio
Che dei fiori è il giglio.
Donata ad essa dal popolo eletto
Offre il suo frutto senza macchia concetto.
Tirata su dal terreno terranovese
Soffio di protezioni dal principio attese.
Arava la terra il contadino
Mirando L’armento vicino.
Si ferma e si inginocchia
un raggio adocchia.
Scava con le povere mani
Guardando Colei che i cuori fa sani.
Prende sulle braccia l’icona
Nell’ora in cui la campana suona.
In terremoti carestie e pestilenze
Scampi Gela grazie alle divine Potenze.
Nella gioia nel pianto e membra lese
A te corre ogni gelese.
I padri attendendo la stagione fredda
Invocano te, Saccaredda.
Contenitrice di amore per la tua prole
Lo elargisci come i raggi il sole.
Per noi sei ‘a Bammina
Dinnanzi a Te il popolo si inchina.
Non lasci deluso chi a te ricorre,
Per chi si perde sei torre.
Ogni figlio di Gela nato
A te oh Regina è consacrato;
Cresce sotto la tua egida
Spera di non abbandonare la tua guida.
Consolazione per tutti noi
Mostraci la via del Paradiso tu che puoi.
Il tuo nome è terrore della paura
Illumina la notte più scura,
Per ciò quando l’animo si affanna
Grido: Viva la Vergine d’Alemanna.

Graziano Giuseppe Arancio

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Attualità

Il mare magnum porto sicuro dell’ uomo nel libro di Russello

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Il mare come natura madre, come placenta da cui l’ uomo non vuole staccarsi. Il mare come panacea della vita umana. Il liquido semiotico dove rifugiarsi quando la vita gli è matrigna. E l’ uomo fa giri incredibili e si placa solo quando ritrova il mare. È questo il mare di Domenico Russello che questa sera ha presentato ancora una volta la sua prima opera ‘C’è sempre il mare’. Perché il mare c’è sempre nella vita, a volte, turbolenta dei personaggi delle sue storie. Lo ha sottolineato una delle due donne cariatidi che stasera hanno presentato il libro, Silvana Grasso che, passando come è solita fare dall’ alta letteratura al linguaggio semplice, ha descritto il mare di Gela come le ninfe incantatrici di Ulisse, in grado di attirarla nonostante abbia visitato, negli ultimi anni, luogi fantastici disseminati nel mondo; e la Soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo che ha reso al ruolo del libro una vita propria in grado di apparire al lettore con le sfaccettature di ‘ uno, nessuno,centomila. Quello stesso madre destinato alla salvezza di una città benché gli indigeni non ne siano ancora coscienti.

La civiltà viene sal mare recita un antico detto. Lungo le coste del Mediterraneo nascono le civilta‘ dei popoli del mare. I popoli del mare sono: i Cretesi, i Fenici, i Greci e i Romani. Il disegno di una città fenicia. Si vedono: il mare, il porto, le navi, le merci, i vasi, le stoffe, le mura della città. E Gela appartiene a questo mondo dove la parola ‘liquido’ ha l’ accezione più pregnante e non certo quella della società senza contorni di identità definite.

Storie di personaggi forti, malinconici si susseguono, benché il vero protagonista sia il mare, testimone delle esperienze più belle e più dolorose, memorie meste. Il mare di Domenico Russello è un porto sicuro , la cornice di ogni storia. E la storia su cui ha posto l’ accento Silvana Grasso è un amore mai corrisposto che, anziché intristire la platea è stato raccontato con toni volutamente più ilari. Perché se anche un amore finisce..c’è sempre il mare che ridona la speranza…

La presentazione avvenuta al Bcool con il mare alle spalle, è stata promossa dal Leo club e dall’?Aiga associazione dei giovani avvocati che hanno partecipato numerosi.

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Il sindaco sul termoutilizzatore: “voglio vederci chiaro”

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Il sindaco prova a rassicurare la città in merito agli spunti e alle perplessità emersi dal consiglio comunale monotematico che si è svolto venerdi e che è stato convocato per discutere della possibilità di realizzare a Gela un termoutilizzatore di ultima generazione.

“Nessuna decisione è stata ancora assunta- dice- io per primo voglio vederci chiaro e per questo, oltre ad ascoltare con attenzione ed interesse i pareri di tutti, ho anche voluto accanto a me dei consulenti molto preparati sull’argomento, provenienti dall’Università Kore di Enna.
Ho trovato il dibattito molto proficuo, e su questa scia mi auguro si possa proseguire in un clima di confronto e collaborazione, al fine di fugare ogni dubbio di natura ambientale e di carattere sanitario”
“E’ una decisione estremamente delicata- continua – dalla quale passa il futuro della nuova Gela, ed è doveroso che sui piatti della bilancia vengano messi tutti gli elementi utili. Ho apprezzato gli interventi dei tecnici e quelli della deputazione, degli ambientalisti, dei sindacati e delle società interessate alla realizzazione dell’impianto, perché tutti insieme, ciascuna con la propria visione, hanno contribuito a rendere il quadro un po’ più chiaro. Legittime le domande poste, che devono avere delle risposte ben precise, in primis le preoccupazioni in merito alle ricadute sul territorio e alla raccolta differenziata spinta.Avrei gradito la presenza della Regione, visto che, se siamo a questo punto, è per via della decisione presa nei tavoli palermitani, e auspico che in futuro non si registri più tale assenza”

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Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Un esempio a istituzioni e sporcaccioni. Segui su www.radiogelaexpress.it

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