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Morto Giovanni Lorefice, sopravvissuto all’attentato a Serpico

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Roma – Si é spento a 76 anni, Giovanni Lorefice, l’unico poliziotto sopravvissuto all’atttentato dei Nar, i nuclei armati rivoluzionari davanti al Giulio Cesare il 28 maggio 1980.

Quattro giovani arrivarono davanti al Liceo di Corso Trieste e aprirono il fuoco: morì il poliziotto di quartiere Francesco Evangelista detto “Serpico” cui fu ispirato il film interpretato da Al Pacino del 1973.

In quella occasione c’erano i poliziotti Antonio Manfreda e Giovanni Lorefice di Gela che al quel tempo aveva 32 anni e prestava servizio al Commissariato di Polizia di Porta Pia.

Si era da poco sposato con Marisa. Manfreda venne colpito alla testa con conseguenze che lo accompagnarono fino alla morte. Lorefice ha combattuto anche contro il male che lo ha battuto per consegnarlo alla morte.

A Lorefice, nel 2016 il presidente della Repubblica ha consegnato la Medaglia d’oro come vittima del terrorismo. L’ultimo saluto a Giovanni Lorefice verrà dato martedì mattina nella chiesa di Santa Maria della Visitazione a Casal Bruciato.

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Attualità

In Sicilia divieto di lavoro dalle 12,30 alle 16, per il caldo

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Palermo – Divieto di lavoro in Sicilia dalle 12,30 alle 16 nei giorni più caldi per i settori maggiormente a rischio.

Lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente Renato Schifani valida fino al 31 agosto per i comparti agricolo, florovivaistico, edile e affini in cui viene svolta attività fisica intensa e con esposizione prolungata al sole. Per quanto riguarda le operazioni di pubblica utilità, i datori di lavoro dovranno adottare misure organizzative per salvaguardare comunque i livelli minimi delle prestazioni dei servizi essenziali.

 «Si tratta di un provvedimento urgente – spiega il governatore – che ho assunto in piena autonomia per tutelare la salute dei lavoratori  in questa fase in cui la Sicilia è interessata da un’eccezionale ondata di caldo, con temperature elevate e alto tasso di umidità»

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Un futuro di speranza nel ricordo delle vittime di mafia

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Palermo – Nel 32° anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, il presidente Renato Schifani ha partecipato  insieme con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il capo della Polizia, Vittorio Pisani, alle commemorazioni che si sono tenute alla caserma Lungaro di Palermo. Dopo la deposizione della corona d’alloro nei locali del Reparto Scorte, il governatore ha preso parte alla Santa messa celebrata dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nella cappella della caserma.

«Ho voluto essere presente in questo giorno di ricordo e di dolore – ha sottolineato Schifani – per portare la vicinanza della comunità siciliana ai familiari delle vittime di tutte le stragi mafiose. Un momento di commozione che ci deve fare riflettere. Faccio mie le parole dell’arcivescovo Lorefice durante l’omelia sull’impegno comune di tutti i siciliani a costruire una città sempre più conformata al rispetto degli altri e delle regole della convivenza sociale, una città della solidarietà e della pace, una città generativa e accogliente, pronta a proporre un futuro di vita e di speranza alle nuove generazioni.

E in tal senso, rinnovo il mio auspicio affinché lo Stato faccia finalmente luce sulla strage di quel 19 luglio del 1992, un dovere morale per non rendere vano il sacrificio di questi eroi”.

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Ricorrenza strage di via D’Amelio

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Oggi ricorre il 32º anniversario della strage di via D’Amelio, un evento tragico che ha segnato profondamente la nostra nazione. In questa giornata simbolo per la lotta alla mafia, il Sindaco Terenziano Di Stefano e il Presidente del Consiglio Comunale Paola Giudice desiderano esprimere il loro profondo ricordo e omaggio alle vittime di questo vile attentato.

Il 19 luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta persero la vita per mano della mafia. Il loro sacrificio rappresenta un monito e un esempio per tutti noi, un invito a proseguire con determinazione e coraggio nella battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata.

“Il Consiglio Comunale si stringe in un abbraccio solidale alle famiglie delle vittime, condividendo il dolore e la memoria di quella tragica giornata” – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Paola Giudice.

“Ricordare Paolo Borsellino e i suoi uomini significa anche rinnovare il nostro impegno quotidiano per la legalità, la giustizia e la libertà affinché la loro memoria sia sempre viva”, ha detto il Sindaco Terenziano di Stefano.


“Il ricordo degli eroi del nostro Paese è la base per il nostro futuro, così come la ricerca della verità. Tutti abbiamo il dovere di tramandare alle successive generazioni il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina“. 

A dichiararlo è il vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola, presente nelle scorse ore alla deposizione della corona alla Caserma Lungaro della Polizia di Palermo, in occasione del 32esimo anniversario della strage di via D’Amelio.
“Istituzioni e cittadini – dice Di Paola – devono incentrare la propria vita alla legalità ed al rispetto del prossimo. La lotta alla mafia ed alla criminalità deve essere una priorità per il nostro Paese” – ha concluso il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nuccio DI Paola.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
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