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Giudiziaria

Nessun voto di scambio politico -mafioso, assolti ex sindaco di Vittoria e altri sette

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“Il fatto non sussiste”: è quanto sentenziato, con formula piena, dal Tribunale di Ragusa che ha assolto l’ex sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, il fratello Fabio ed altri sei imputati coinvolti nel processo “Exit pool” del 2016 per voto di scambio politico mafioso. Si tratta di Raffaele Di Pietro, Nadia Fiorellini, Vincenzo Gallo, Raffaele Giunta, Venerando Lauretta e Giombattista Puccio.

“Oggi – dice il senatore Salvo Sallemi di Fratelli d’Italia, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia – arriva il verdetto del tribunale di Ragusa che certifica, con l’assoluzione, ciò e che rafforza quanto abbiamo sempre sostenuto: lo scioglimento del Comune di Vittoria è stato ingiusto. Uno scioglimento ingiusto usato come arma di propaganda politica e di odio da parte di chi, grazie ad esso, è tornato a proporsi all’elettorato dopo sonore bocciature. Ora più che mai è il momento di fare chiarezza e piena luce: avevo annunciato che avrei portato in commissione Antimafia il tema degli scioglimento dei Comuni e il caso Vittoria, a seguito della lettura delle motivazioni della sentenza, sarà analizzato per capirne origini ed eventuali istigatori. Sono convinto che ben presto anche l’ex sindaco Giovanni Moscato, che ha sempre operato con correttezza pagando però uno scotto altissimo avrà giustizia e vedrà riconosciuta la sua condotta cristallina”.

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Giudiziaria

Il Cefpas condannato a rimborsare le spese legali ad un revisore

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Caltanissetta – Il CEFPAS e’ stato condannato a rimborsare le spese legali ad un proprio revisore.

Il Dr. G.G., originario di Palermo, allora dipendente della Regione Siciliana, nel 2016 veniva nominato componente del Collegio dei Revisori del Centro per la Formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario.

Nel 2019 il Direttore del CEFPAS depositava presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta un esposto contro i componenti del Collegio dei Revisori, ivi compreso il Dr. G.G., assumendo l’illegittimità dei rimborsi spese richiesti dai Revisori del CEFPAS in ragione della funzione svolta.

A seguito dell’esposto, veniva dunque avviato un procedimento penale a carico dei componenti del Collegio dei Revisori del CEFPAS che veniva definito dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, il quale, rilevando l’infondatezza della notizia di reato, emetteva un’ordinanza di archiviazione.

A questo punto, il Dr. G.G., essendo stato assolto con formula assolutoria ed in ragione del fatto che il procedimento penale in questione era scaturito da fatti riconducibili alla funzione di Revisore del CEFPAS (Ente strumentale della Regione Siciliana) richiedeva allo stesso CEFPAS, in virtù della specifica normativa regionale, il rimborso delle spese legali sostenute per la difesa nell’ambito del detto procedimento penale.

La richiesta tuttavia veniva negata dal direttore del CEFPAS, il quale assumeva la non rimborsabilità delle spese sostenute dal revisore, ritenendo insussistenti i presupposti per il rimborso e contestando anche la quantificazione del rimborso richiesto.

Dopo avere esperito il tentativo di mediazione, anch’esso risultato infruttuoso stante il rifiuto di partecipare alla mediazione da parte del CEFPAS, il dr. G.G. con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, avviava innanzi al competente Tribunale di Caltanissetta un procedimento semplificato introdotto a seguito della riforma Cartabia, al fine di ottenere il riconoscimento del diritto al rimborso delle spese legali sostenute nell’ambito del suddetto procedimento penale, nonché la condanna del CEFPAS al pagamento delle predette spese.

A sostegno dell’azione promossa gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che, ai sensi dell’art. 39 della L.R. 145/80 e dell’art.24 della L.R. 30/2000, a tutti i soggetti, ivi inclusi i pubblici amministratori, che in conseguenza di fatti ed atti connessi all’espletamento del servizio e dei compiti d’ufficio siano stati sottoposti a procedimenti di responsabilità civile, penale ed amministrativa e siano stati dichiarati esenti da responsabilità è assicurata l’assistenza legale, in ogni stato e grado del giudizio, pertanto, la richiesta di rimborso formulata dal Dr. G.G. avrebbe dovuto ritenersi pienamente fondata.

Gli Avv.ti Rubino e Piazza deducevano in giudizio come, nel caso di specie, dovevano considerarsi sussistenti tutti i presupposti richiesti dalla normativa di riferimento per potere accordare al proprio assistito il richiesto beneficio, ovvero: 1) era stato ingiustamente convenuto in giudizio per fatti connessi alla funzione di componente del Collegio dei Revisori del CEFPAS; 2) era stato pienamente assolto dal procedimento penale in questione. 

Inoltre, i difensori, contrariamente a quanto sostenuto dal direttore del CEFPAS, rilevano altresì la quantificazione del rimborso delle spese processuali risultava conforme alle vigenti tariffe forensi.  

Con sentenza del 7 giugno 2024 il Tribunale civile di Caltanissetta, condividendo integralmente le argomentazioni difensive sostenute dagli Avv.ti Rubino e Piazza, ha accolto il ricorso, e per l’effetto, ha dichiarato il diritto del Dr. G.G al rimborso delle spese legali sostenute per il procedimento penale. 

Per effetto della sentanza il CEFPAS è stato condannato al pagamento sia delle somme dovute a titolo di rimborso spese legali del suddetto procedimento penale, sia delle spese giudiziali del procedimento svoltosi innanzi al Tribunale civile di Caltanissetta.

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Giudiziaria

Ars: il Deputato Giuffrida resta in carica

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Palermo – L’avv. Santo Orazio Primavera, candidato (risultato non eletto) nella lista denominata “De Luca Sindaco di Sicilia – Sud chiama Nord”, con ricorso proposto innanzi al Tribunale di Palermo, ha chiesto di accertare l’ineleggibilità dell’On.le Salvatore Giuffirda e di dichiararlo decaduto dalla carica di Deputato Regionale.

L’On.le Giuffirda, infatti, pochi mesi fa si è insidiato nella carica di Deputato Regionale e ha  aderito al Gruppo Parlamentare della DC, dopo che la Corte d’Appello di Palermo aveva dichiarato decaduto Davide Maria Vasta, confermando una sentenza del Tribunale di Palermo di accoglimento del ricorso proposto con il patrocinio gli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Sergio Verga.

L’Avv. Primavera – che già in passato aveva agito contro l’On.le Giuffrida con azioni dichiarate inammissibili –  nel ricorso da ultimo proposto ha sostenuto come quest’ultimo non si sarebbe collocato in aspettativa entro il termine di 180 giorni antecedenti alla scadenza naturale della legislatura (4/11/2022) e ha sostenuto che, in ogni caso, il collocamento in aspettativa fosse nullo giacchè affetto da presunti vizi formali.

L’On.le Giuffrida si è costituito in giudizio con il patrocinio degli avvocati Rubino, Impiduglia e Verga, chiedendo il rigetto del ricorso e rilevando come il termine per il collocamento in aspettativa – nel caso di elezioni anticipate (come quelle svoltesi in Sicilia nel 2022) – è di 10 giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali. Tale termine è stato rispettato dall’On.le Giuffirda – allora Dirigente Regionale – che ha tempestivamente chiesto di essere collocato in aspettativa.

Il Tribunale di Palermo, condividendo le difese degli avvocati Rubino, Impiduglia e Verga ha rigettato il ricorso proposto dal Primavera, rilevando come la legge regionale siciliana prevede, in ipotesi di conclusione anticipata della legislatura, che tutte “le cause di ineleggibilità alla carica di deputato regionale previste dalla vigente legislazione” non operano ove il candidato si collochi in aspettativa nel rispetto del termine di 10 giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali (intervenuta il 10/8/2022). 

Il Tribunale di Palermo ha, inoltre, rilevato che gli eventuali vizi formali del provvedimento di collocamento in aspettativa dell’On.le Giuffrida “non hanno inficiato in alcun modo l’efficacia del provvedimento: gli effetti dell’aspettativa si sono, invero, regolarmente prodotti, avendo il Giuffrida concretamente cessato di esercitare le proprie funzioni dirigenziali a decorrere dal 19/8/2022 e ininterrottamente fino al 25/9/2022, in tal modo rimuovendo efficacemente quella causa di ineleggibilità derivante dalla funzione dirigenziale ai sensi dell’art. 10 comma 1 bis L.R. 29/1951 e, quindi, l’ostacolo al pieno esercizio del suo diritto di elettorato passivo.”

Per effetto della suddetta sentenza l’On.le Salvatore Giuffrida manterrà la propria carica di Deputato Regionale.

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Giudiziaria

Odontoiatri: il TAR condanna l’ASP di Agrigento e l’Assessorato alla Salute al risarcimento per ritardo

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Palermo – Alcune strutture odontoiatriche già accreditate, aventi sede, rispettivamente, ad Agrigento, Favara, Santa Elisabetta, Aragona, Calamonaci, Canicattì e Ravanusa, non ottenevano dall’ASPdi Agrigento la contrattualizzazione per l’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali per conto del sistema sanitario regionale. 

Conseguentemente, ritenendo illegittimo il rifiuto opposto dall’ASP di Agrigento,dette strutture odontoiatriche, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, proponevano un ricorso giurisdizionale innanzi al TAR-Palermo chiedendo l’annullamento dei rispettivi provvedimenti di diniego e l’accertamento dell’obbligo della ASP di Agrigento a procedere alla contrattualizzazione ed all’assegnazione del relativo budget.

Nel corso del giudizio, i predetti legali rilevavano l’erroneità degli assunti posti a base dei provvedimenti di diniego opposti dall’ASP, secondo cui non si sarebbe dovuto procedere a nuove contrattualizzazioni essendo già presenti per la branca di odontoiatria in provincia di Agrigento ben 42 strutture odontoiatriche e, dunque, non avrebbe dovuto considerarsi sussistente l’esigenza di nuove strutture. 

In particolare, gli Avv.ti Rubino e Impiduglia sostenevano in giudizio che le strutture accreditate che ne avevano fatto richiesta avrebbero dovuto essere contrattualizzate senza ulteriori limitazioni o differimenti, non potendo protrarsi “una situazione di oligopolio in favore delle strutture a suo tempo contrattualizzate, destinate, quindi, a gestire l’intero fabbisogno all’infinito”.

Nelle more del giudizio l’ASP di Agrigento, in ragione delle censure mosse dagli Avv.ti Rubino ed Impiduglia, rivedeva i propri provvedimenti e procedeva alla relativa contrattualizzazione delle strutture odontoiatriche che erano insorte innanzi al TAR -Palermo.

A seguito della avvenuta contrattualizzazione, le predette strutture, sempre con il patrocinio degli Avv.ti Rubino e Impiduglia, proponevano sempre innanzi al TAR-Palermo un’ulteriore azione volta al risarcimento dei danni patiti a seguito del ritardo nella contrattualizzazione.

Con sentenza del 20 maggio 2024, il TAR-Palermo, ritenendo provata la condotta colposa dell’ASP di Agrigento ed il conseguente danno prodotto nella sfera giuridica delle strutture ricorrenti, ha accolto il ricorso propostodagli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, condannando l’ASP al pagamento dei danni subiti, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali.

Analoga vicenda ha accomunato anche alcune strutture odontoiatriche, già accreditate,della Provincia di Palermo e di Trapani, le quali,  sempre con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia,  hanno proposto un ricorso avanti al TAR –Palermo per ottenere il risarcimento dei danni subiti e cagionati dalle illegittime disposizioni in materia di contrattualizzazione di strutture accreditate e non ancora contrattualizzate, contenute nel D.A. 1658/2013  dell’Assessorato alla Salute, successivamente, annullato dal TAR-Palermo.

In particolare, i predetti difensori deducevano in giudizio come dovevano considerarsi sussistenti i presupposti per ottenere la tutela risarcitoria, in quanto, nel caso di specie, il danno patito dalle strutture odontoiatriche era connesso al ritardo nella contrattualizzazione e nell’assegnazione del budgeted avrebbe dovuto considerarsi pari al budget, che le strutture ricorrenti avrebbero certamente conseguito in assenza dell’illegittimo decreto assessoriale.

Ebbene, condividendo le tesi difensive degli Avv.ti Rubino e Impiduglia, con sentenza 31 maggio 2024, il TAR-Palermo, ha accolto il ricorsoed ha ritenuto fondata l’azione risarcitoria in merito alle somme non percepite per l’anno 2013, le quali dovranno essere risarcite dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, oltre rivalutazione monetaria ed interessi nella misura legale.

Pertanto, per l’effetto di tali pronunce del TAR-Palermo le strutture odontoiatriche già accreditate della Provincia di Agrigento, di Palermo e di Trapani hanno avuto risarciti i danni conseguenti alla ritardata contrattualizzazione.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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