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Cronaca

Operazione della Polizia a Vittoria contro lo sfruttamento del lavoro. Un denunciato

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Vittoria – Operazione della Polizia a Vittoria contro lo sfruttamento del lavoro, in attuazione al protocollo interministeriale “Cura Legalità Uscita dal Ghetto”  sottoscritto in Prefettura ed approvato dagli Organismi istituzionali aderenti, il Questore della provincia di Ragusa ha predisposto mirati servizi finalizzati al contrasto dello sfruttamento del lavoro e al fenomeno del cosiddetto “caporalato”.

Nei giorni scorsi personale della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria, in collaborazione col personale dell’Asp di Ragusa e dello Spresal ha proceduto al controllo di un’azienda agricola nel comune di Vittoria, operante nel settore della coltivazione in serra di ortaggi e meloni.

L’accurato controllo ha permesso di riscontrare diverse violazioni in ordine all’impiego dei lavoratori. All’atto dell’accertamento all’interno dell’azienda i poliziotti hanno riscontrato la presenza di diversi lavoratori di nazionalità rumena intenti a coltivare le serre.

E’ stato accertato che alcuni dei lavoratori non erano muniti di regolare contratto di lavoro, altri invece seppur formalmente assunti, percepivano una paga giornaliera di gran lunga inferiore a quella prevista dal Contratto  Collettivo Nazionale e Regionale.

Il personale dell’Asp ha potuto constatare che nessuno dei lavoratori indossava i dispositivi di protezione, che i lavoratori non avevano mai frequentato corsi di formazione professionale e non avevano mai effettuato visite sanitarie.

Inoltre, alcuni dei lavoratori occupavano degli alloggi che a causa delle gravi carenze igienico-sanitarie non risultavano idonei alla loro fruizione quali ambienti di vita.

A seguito delle risultanze del controllo di Polizia il titolare dell’azienda è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazioni inerenti allo sfruttamento della manodopera ed anche per avere avviato al lavoro un cittadino straniero non in regola con le norme del soggiorno sul territorio nazionale.

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Cronaca

Espulsi 30 tunisini

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Comiso – La Polizia di Stato, assieme ai Militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ha effettuato servizi interforze di controllo del territorio nei comuni di Comiso e Santa Croce Camerina, con particolare attenzione alle aree urbane e periferiche ed ai luoghi di aggregazione. Nell’ambito de controlli è stata verificata la posizione amministrativa di circa 30 cittadini stranieri e si appurava l’irregolarità di due soggetti stranieri di origine tunisina: sono stati emessi i decreti di espulsione con trattenimento presso il Cpr di Caltanissetta.

Inoltre, il personale del Commissariato di Polizia di Comiso, ha attuato servizi di controllo del territorio e di polizia giudiziaria, nell’ottica della prevenzione e repressione dei reati. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio sono state controllate 239 persone, 102 autovetture, irrogate 6 infrazioni del codice della strada, controllati due esercizi commerciali al fine di verificare la regolarità amministrativa.

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Cronaca

Litiga con la ex e la colpisce con un coltello: arrestato

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Un quarantenne di Caltagirone, è stato arrestato dalla Polizia per atti persecutori, lesioni personali, porto abusivo di arma e violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa. A seguito di una lite con la sua ex compagna, di 44 anni, avrebbe impugnato un coltello colpendola a una gamba.

Fuggita dall’aggressore, la donna è riuscita a rifugiarsi a casa di un’amica dove l’uomo si è recato continuando a brandire l’arma e rivolgendo gravi minacce alle due donne. La polizia di Caltagirone è intervenuta dopo la richiesta di aiuto bloccando lo stalker e recuperando il coltello poco prima utilizzato per aggredire la vittima.

L’uomo, già destinatario dell’obbligo di mantenere una distanza minima dalla persona offesa non inferiore a 200 metri, è stato quindi arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto in carcere.

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Cronaca

Maxi confisca di beni a esponente clan Rinzivillo. C’e’ anche una villa con piscina

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Maxi confisca di beni per un valore di 7 milioni di euro ad un uomo appartenente alla famiglia Rinzivillo di Gela, Gaetano Massimo Gallo, 51 anni, residente nel piacentino: è stata eseguita dai carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Informativo di Piacenza, assieme ai colleghi territoriali interessati, in provincia di Piacenza, a Gela , Empoli, Garlasco (Pavia), Bareggio e Cornaredo (Milano).

Sotto chiave sono finiti immobili, polizze assicurative, conti correnti, quote societarie, fondi d’investimento e autoveicoli.Nel dettaglio si tratta di una villa con piscina, il 100% delle quote societarie di due società operanti nel campo dell’edilizia, tre conti correnti bancari, un fondo comune d’investimento e nove autoveicoli.

“Gli accertamenti, condotti dal Nucleo Informativo del Reparto Operativo di Piacenza, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, hanno trovato netto riscontro e conferma nella riunione in camera di consiglio del Tribunale di Caltanissetta, svolta per deliberare circa la misura di prevenzione patrimoniale della confisca nei confronti del condannato ritenuto appartenente al clan “Rinzivillo”, che insieme ai suoi familiari, aveva accumulato nel corso degli anni un patrimonio assolutamente sproporzionato rispetto alle proprie fonti di reddito”.

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