Seguici su:

Attualità

Riaperto al traffico il viale Mattei

Pubblicato

il

Riaperto al traffico veicolare del tratto del viale Mattei in zona Macchitella interessato ai lavori per i riposizionamento della condotta fognaria che confina con il depuratore di Macchitella e che si trovava sotto una struttura ancora in costruzione. La chiusura del tratto del viale ha creato non pochi disagi ai residenti e proteste del Comitato di quartiere.

“Il Comune ha seguito le nostre indicazioni – ha detto il presidente del Comitato di quartiere Macchitella, Gioacchino Gradito – e questo ci riempie di soddisfazione”. Resta la transenna che costeggia la struttura in costruzione.

I lavori sono stati stoppati in più occasioni dall’ ufficio del settore Lavori Pubblici a causa di contenziosi sulla struttura in costruzione. Uno dei motivi del contendere è stata la posizione della condotta che si trovava in una posizione discutibile: sotto la struttura. Adesso è in atto un intervento di riposizionamento della fogna e questo è stata chiusa momentaneamente la strada. In questo momento però è tutto bloccato per i lavori in corso e la gente si chiede cosa potrebbe accadere se si verificasse un’emergenza. Una lunga storia quella che riguarda la struttura: in un primo momento la polemica si è accesa perchè l’area si estendeva su una condotta fognaria, la cui tubazione è stata in parte rimossa e successivamente ripristinata con un intervento di interramento di circa dieci metri. Il cantiere si presentava troppo vicino alla strada, con entrate e le uscite dei mezzi sulla pubblica via ovvero la via Venezia e viale Mattei . Le piante incolte restringevano la carreggiata e rendendo pericoloso il passaggio pedonale perché sprovviste di marciapiede e in prossimità di rotatorie.  Un tempo l’area era adibita a verde pubblico. I problemi sono stati risolti con una certa celerità nonostante il fermo dei lavori e adesso anche la fognatura trova un’altra collocazione.

clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Attualità

La Nave della speranza: ai giornalisti la responsabilità di comunicare la storia

Pubblicato

il

La Nave Greca incarna la speranza di un popolo che dopo anni di ‘schiavitù’, riemerge. Quella stessa Nave che è stata ritrovata a pochi passi dall’area industriale che ha fatto scempio di Gela. Il miraggio dell’industria durato 60 anni e poi estirpato lasciando speranze tradite ed economia depauperata. E poi arriva la Nave che riaccende la fiammella in fondo al tunnel dell’aridità. La Nave che giaceva nel fondale di Bulala da 2500 anni e nel 1988 si è fatta trovare. Quella come le altre due. Esempio unico al mondo.

La storia e la comunicazione viaggiano di pari passo ed n questo preciso momento storico che attraversa la città la comunicazione sul fatto storico appare fondamentale per contribuire a dare un’immagine positiva della città. Ed è ai giornalisti che l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ( presente Salvo Di Salvo) e organizzati dall’Ucsi Sicilia con don Paolo Buttiglieri, con la collaborazione della Regione Sicilia, della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, della Direzione del Parco Archeologico di Gela e del Comune di Gela hanno voluto consegnare il peso della storia e della sua comunicazione per restituire a Gela la consapevolezza delle sue prestigiose origini. Oggi al Museo della Nave i protagonisti della storia del recupero hanno raccontato tutto quanto è accaduto dal 1988 ad oggi, da quando i sub Gino Morteo e Gianni Occhipinti l’hanno individuata, sepolta dal fango e sabbia ma integra. Sono stati una passeggiata nella storia antica  i due seminari incentrati sulla mostra di Ulisse e la nave di Gela che hanno trascinato giornalisti e studiosi in un mondo lontano ma anche fra le spire di una burocrazia che ha rubato altri 34 anni a quella nave travolta da un maremoto conservata dal mare. L’archeologa Rosalba Panvini ha spiegato con dovizia di particolari tutte le fasi del recupero, coadiuvata da diapositive che hanno testimoniato il recupero della chiglia e del corredo che l’imbarcazione portava con sé. Anfore, statuette fittili, crateri, calici alcun dei quali sono in mostra.

E poi i lunghi, interminabili convegni scientifici per discutere su come recuperarla: Anni e anni di discussioni mentre l’acqua continuava a cullarla. Fino al recupero totale che ha segnato una nuova èra. La soprintendente Daniela Vullo ha descritto le fasi seguite al recupero con il restauro e il trasferimento dei pezzi di cui era composta la Nave nella struttura inglese: altri anni di studi e di burocrazia. L’accelerazione al progetto è arrivata negli ultimi anni e poi la prima uscita a Forlì con una folla che gridava allo scandalo mentre la Nave si faceva conoscere per poi approdare ‘a casa’, qui a Gela, per farsi vedere dai suoi 20.000 visitatori.

Il sindaco di Gela Greco ha auspicato  una prosecuzione dell’evento e ci sono buone prospettive per poter arrivare fino a fine mese. Ma anche successivamente, quando la mostra chiuderà i battenti, non sarà la fine ma l’inizio di un nuovo percorso. Il relitto della nave ormai è tornato a casa, rimarrà a Gela, avrà una collocazione definitiva e sarà di certo uno dei perni attorno al quale ruoterà il grande lavoro che, come amministrazione, stiamo portando avanti per creare un bacino turistico in città. Il regista Gianni Virgadaula ha lanciato un’idea: portare a Gela un Festival del Cinema. Gli ha fatto eco il direttore del Parco Archeologico che ha spiegato che l’obiettivo dell’istituzione è quello di promuovere il turismo stanziale con le strutture ricettive che si sono sviluppate negli ultimi anni.

La seconda sessione sul tema “La nave di Gela”, nuove prospettive di futuro per la città” si è svolta nella sala conferenze dell’azienda vitivinicola “Casa di Grazia”. E qui un’altra scoperta: l’eredità di Salvatore Aldisio esaltata e resa produttiva oltreché bella ed elegante. Al tavolo della presidenza si sono alternati i docenti Fiorella Falci, Carciotta del Fai che hanno parlato di futuro; ovvero cosa programmare affinchè, dopo il disastro petrolio , si possa rinascere.

Continua a leggere

Attualità

In libreria “La figlia del maresciallo”

Pubblicato

il

E’ un romanzo da leggere tutto ad un fiato, il lavoro scritto dalla comisana Margherita Lanza, dal titolo “La figlia del maresciallo”.

Un’opera coinvolgente che racconta la quotidianità della fotografa forense Adele De Lancia figlia, appunto, di un sottoufficiale dell’Arma, coinvolta nelle indagini scaturite da alcuni brutali omicidi di alcune giovani vittime.

Margherita Lanza, 27 anni, diplomata al Liceo Classico di Siracusa “Gargallo”, è appassionata di scrittura e fotografa e negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico, regista e fotografa per l’emittente “Prima Tv”.

Continua a leggere

Attualità

Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Le responsabilità che non si cancellano. Segui su www.radiogelaexpress.it

Pubblicato

il

Continua a leggere

Più letti

Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
Publiedit di Mangione & C. Sas - P.iva: 01492930852