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Tutto pronto per il Disco Village

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Conto alla rovescia per l’inizio della dodicesima edizione del Disco Village che si terra’ nel piazzale Suor Teresa Valsè di Macchitella a Gela.
L’evento si sviluppa in 4 serate a tema ed è stato organizzato dai dirigenti e dallo staff di Radio Gela Express con il patrocinio del Comune di Gela: stamattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione cui hanno partecipato gli assessori Salvatore Incardona e Romina Morselli, Ramona Sciascia e l’editore Gaetano Casciana. Ecco la diretta della conferenza stampa:

https://fb.watch/mcDwROMmmI/

Stasera di scena la musica italiana. Aprirà e condurrà tutta la serata la speaker di Radio Gela Express, Ramona Sciascia, a seguire Massimo Cavallaro che si esibirà con lo staff Alma de Cuba in uno spettacolo di balli di gruppo. Il dj Graziano La Cognata suonerà i pezzi dance italiani del momento e del passato. La serata si concluderà con la performance del dj Jo Corbo sempre sul tema musica “Made in Italy”.

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Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

“La Regione non rispetta gli impegni presi: il diritto all’acqua è a rischio”

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Caltanissetta – Il Collettivo Letizia con il suo portavoce Gianfranco Cammarata e il consigliere comunale di “Futura – costruiamo insieme la città”, Armando Turturici hanno diffuso una nota di protesta sulla grave crisi idrica in Sicilia.

“Il Collettivo letizia protesta per la situazione di grave crisi idrica in Sicilia e per la inadeguata risposta delle istituzioni regionali preposte. Nonostante gli impegni assunti a livello internazionale, nazionale e regionale, il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, riconosciuto come diritto umano fondamentale dalla comunità internazionale, è gravemente minacciato nella nostra isola da una gestione inefficiente, da una generale mancanza di trasparenza e coordinamento da parte delle istituzioni competenti e dall’aggravarsi della crisi climatica.

Le riserve idriche sono al minimo storico, con una riduzione del 50% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Alcuni invasi hanno perso oltre il 90% della loro capacità. Ciò ha portato a razionamenti dell’acqua in molti comuni.

Il cambiamento climatico sta esacerbando la situazione. L’aumento delle temperature e la riduzione delle precipitazioni hanno intensificato la siccità, rendendo la gestione delle risorse idriche ancora più complessa. Questo processo contribuisce all’avanzare della desertificazione, fenomeno che affligge la regione da tempo e che rischia di avere conseguenze drammatiche sull’ecosistema, l’agricoltura e la vita delle comunità. Gli studi climatici prevedono che questi fenomeni continueranno a peggiorare.

Le infrastrutture della Sicilia sono obsolete e inefficienti, con perdite che arrivano fino al 40%. Gli investimenti necessari per la modernizzazione sono stati spesso rimandati.

La Sicilia non ha garantito una gestione sostenibile dell’acqua, non rispettando gli obiettivi di miglioramento della qualità e riduzione dei prelievi idrici previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque dell’Unione Europea. La regione non ha nemmeno applicato adeguatamente le norme nazionali per la tutela delle acque, in particolare per quanto riguarda la manutenzione delle infrastrutture e il controllo degli sprechi. Anche le leggi regionali siciliane, pur prevedendo piani di gestione delle risorse idriche, non sono state applicate con la necessaria efficacia e tempestività.

Le istituzioni locali e le società di gestione hanno dimostrato una grave inadeguatezza nella gestione della crisi. Le promesse di investimenti in infrastrutture moderne sono rimaste sulla carta e le azioni concrete per ridurre gli sprechi sono state insufficienti. La mancanza di coordinamento e trasparenza ha portato a una gestione lacunosa e inefficace. A ciò si deve aggiungere la frammentazione delle competenze tra diversi enti che ha reso difficile un approccio coordinato.

I cittadini lamentano pure la mancanza di informazione e di supporto da parte delle istituzioni regionali, con un crescente sentimento di sfiducia verso le autorità.

Il governo regionale ha annunciato un piano di emergenza da 20 milioni di euro per affrontare la situazione, che prevede 138 interventi mirati per favorire l’approvvigionamento idrico nelle zone più colpite.

Chiediamo alle istituzioni regionali

Di utilizzare con urgenza i fondi stanziati per la modernizzazione delle reti idriche, la riduzione delle perdite e l’implementazione di tecnologie innovative per una gestione efficiente e sostenibile delle risorse. È necessario un intervento immediato per ridurre le perdite delle reti  esistenti.

Le istituzioni regionali devono attuare un piano strategico che contrasti i cambiamenti climatici e la desertificazione in Sicilia, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni, alla tutela del suolo e alla promozione di un’agricoltura sostenibile.

Le decisioni riguardanti la gestione delle risorse idriche devono essere trasparenti e partecipate, garantendo il coinvolgimento attivo della società civile, delle comunità locali. È inoltre necessario avviare programmi educativi permanenti sull’importanza della conservazione dell’acqua, coinvolgendo tutte le fasce della popolazione.

Chiediamo un cambio di rotta immediato nelle politiche di gestione dell’acqua in Sicilia. L’acqua è un bene comune e un diritto fondamentale, non una merce da sfruttare indiscriminatamente, soprattutto in un contesto di crescente scarsità e avanzamento della desertificazione”.

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Cucina

Lo chef Totò Catania propone: Salute alimentare, i migliori metodi di cottura

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Un argomento un po’ sottovalutato in cucina è quello della sicurezza alimentare legato ai metodi di cottura. Molto spesso ci si concentra su cosa mangiamo, tralasciando il “come” è cucinata la pietanza. Perché sì, i metodi di cottura non sono tutti uguali dal punto di vista salutistico ed un loro uso smodato potrebbe aumentare i rischi per la salute.

È risaputo che la frittura andrebbe consumata non frequentemente, cuocere un cibo immerso in un grasso ad alte temperature non è sicuramente il miglior modo per promuovere uno stile di vita sano. Ma il problema non riguarda solo il grasso, ma anche le alte temperature in sé. Perché le cotture più aggressive come il barbecue, l’affumicatura, arrostire in forno o in padella o anche semplicemente soffriggere, se da un lato creano una saporita crosticina sui cibi dall’altro sviluppano sostanze che non fanno bene al nostro organismo, dunque è meglio limitare questi metodi di cottura.

Sono invece consigliate le cotture più delicate come la bollitura, la cottura a vapore, la cottura sottovuoto a bassa temperatura, la cottura al cartoccio, e le preparazioni in umido. Questi metodi sono perfetti per uno stile di vita sano. Il gusto è importante, ma la salute lo è di più, dobbiamo imparare a mangiare responsabilmente.

Chef Totò Catania

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Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

Gran Sicilia studia il ‘caso acqua di Gela’

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Giunge in redazione una nota a firma di Paolo Scicolone, presidente Nazionale di Gran Sicilia sul tema dell’acqua.

“Non riusciamo ad accedere ad alcuni dati.

Chiederemo informazioni agli enti preposti. La crisi idrica va studiata e prevenuta nei prossimi anni. Ma ci sono colpe che devono emergere e devono essere punite.

Vero è che da settembre ad oggi le precipitazioni sono al di sotto della media degli ultimi anni. Il gioco delle medie è bello ma nella lettura puntuale delle precipitazioni ci sono anche un paio di mesi allineati alla media. Vorremmo sapere quanta acqua è stata invasata e quanto gettata a mare.

Vorrei sapere quanta acqua viene dispersa a causa della scarsa manutenzione delle condotte. In passato il movimento gran Sicilia ha segnalato e, con azione assillante, costretto Sicilacque all’intervento su alcune perdite in condotta nel centro Sicilia (condotta Fanaco-Madonie Ovest). Battaglia vinta ma dopo oltre un anno di perdite incontrollate.

Tornando al nostro territorio, quante rotture (ce ne risultano un po’, ma non abbiamo un dato ufficiale) ci sono state nella condotta che dalla Disueri porta acqua alla Cimia.

E’ stato mai pensato, insieme ad associazioni di categoria, un piano agricolo o industriale per la riduzione del consumo di risorse? C’è un monitoraggio sul consumo di risorse idriche delle attività produttive?

Va bene dare la colpa al cielo, ma solo dopo aver riparato le nostre.

Chiederemo agli enti preposti questi dati e queste analisi. Perchè riteniamo che ci siano molte più colpe umane che Divine in questa faccenda. 

E’ ovvio che oggi si lavora in emergenza e quello che conta è trovare soluzioni immediate. Ma se non si programmano interventi risolutivi e non si puniscono i colpevoli, anche con sanzioni congrue (tra l’altro annunciate proprio a Gela, durante un consiglio monotematico dal presidente dell’ATI Massimiliano Conti) verso quegli enti che, per malagestione, omissioni, inadempimenti, stanno mettendo in crisi intere città.

Poi, noi rimaniamo sempre sulle nostre posizioni e chiederemo all’ente pubblico di iniziare quel percorso che dovrà portare alla cacciata di Caltaqua e alla gestione consortile pubblica della distribuzioni idrica”.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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