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Una scultura per ricordare Joe Culmone di Delia

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Delia – Un fantino mentre monta un cavallo in corsa in ricordo dei fantini di origine deliana, Joe Culmone e Sam Cosentino, campioni, negli Stati Uniti e in Canada, nello sport delle corse di cavalli purosangue negli anni  ’50 e ’60: la scultura in ferro è stata donata dall’artista Totò Montebello e dall’artigiano Fortunato Iannello a Delia.

<<L’idea di dedicare un monumento ai due fantini deliani – ha ricordato Montebello – è stata di Angelo Carvello >>.

«Ringrazio Totò Montebello, Fortunato Iannello ed anche Il dottore Angelo Carvello, medico, scrittore e appassionato cultore di storia locale, per quest’opera donata alla comunità e che va ad arricchire il patrimonio artistico locale – ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri. Ancora una volta i sentimenti di appartenenza, il forte legame con la terra d’origine e il fervento culturale, sempre più vivo, che caratterizzano il nostro paese, hanno fatto nascere sentimenti di condivisione e di orgoglio. Ecco perché abbiamo accolto con grande soddisfazione la proposta di collocare l’opera in uno spazio pubblico che ora appartiene al popolo deliano>>.

<<Si tratta di due deliani che hanno raggiunto uno strepitoso successo sportivo, portando lustro al nostro paese. Piazza San Antonio, l’area dove è stata collocata la scultura ha detto da parte sua Carmelo Alessi assessore alla Cultura e ai lavori Pubblici, vuole anche ricordare il quartiere di Delia dove i due fantini Joe Culmone e Sam Cosentino vissero da piccoli, emigrando poi definitivamente negli Stati Uniti il primo e in Canada il secondo. L’area dove è stata collocata la scultura verrà, quanto prima, delimitata e protetta>>.

L’opera – ha spiegato Totò Montebello – è stata assemblata con pezzi di ferro derivanti dallo scarto delle lavorazioni dei fabbri ferrai locali e per realizzarla – ha detto – abbiamo impiegato un mese lavorandoci ogni sera”.

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Chiuso su richiesta della Questura il parcheggio Arena

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Chiuso il parcheggio Arena.Riaprirà quando ci saranno le condizioni di sicurezza e quando subentrerà il nuovo gestore. A disporre la chiusura del parcheggio è stato l’amministratore unico della Ghelas Francesco Trainito su richiesta del questore.

Nell’ultima riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico si è parlato pure del parcheggio, delle sue condizioni precarie e del rischio di infortuni oltre che della presenza di tanti giovani che entrano abusivamente. Un parcheggio non sicuro.

Di qui la chiusura, un’altra chiusura di un bene comunale

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Giudice: “in ospedale promiscuità pericolosa”

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La consigliera comunale indipendente Paola Giudice interviene presso la direzione dell' ospedale e dell' Asp sulla gestione opinabile dell' organizzazione dei servizi sanitari di Gela sostenendo che non è più ammissibile la sottovalutazione dei servizi di base a favore dell'utenza che ogni giorno si reca in ospedale. 

" Mi riferisco agli ascensori fuori uso, due su tre, dell'ospedale Vittorio Emanuele di Gela - scrive la Giudice nella nota inviata alla direzione-

Se per il Governo Nazionale l'emergenza sanitaria è finita, la reltà è un'altra tanto che anche a Gela ci sono ancora centinaia di cittadini positivi, file per i tamponi e tante altre patologie che prevedono l'uso dell'ascensore per recarsi nei veri reparti.

Accendere un riflettore sulle condizioni dell'ospedale di Gela è talmente necessario che non bisogna più spegnerlo finché tutto non viene risolto.

In verità pensavo  di affrontare le criticità legate alla carenza di organico e lunghe liste di attesa ma è evidente che mi ritrovo a segnalare un disguido non da poco cioè due ascensori su tre fuori uso e la calca nell'unico rimasto in uso destinato al personale, ai pazienti inclusi coloro che devono recarsi in sala operatoria". 

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Patologie oncologiche e alopecia, Mancuso (FI): “Fiero delle risorse che l’Ars dispone per le donne affette. È questa la politica che amo”

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Caltanissetta – “Con la norma in Finanziaria che destina 500 mila euro per le donne affette da patologie oncologiche e alopecia (in questo ultimo caso con un contributo di 300 euro per l’acquisto di parrucche e l’istituzione di una banca dei capelli), il Parlamento siciliano ha reso un servizio a mio avviso esemplare. Un provvedimento per il quale vado fiero, perché permette di sostenere concretamente tutte le donne che purtroppo vivono il dramma della perdita dei capelli a causa di specifiche patologie. È questa la politica amo. Una politica intesa come servizio per la collettività, che preferisce il dialogo allo scontro ideologico”. Lo riferisce il deputato di Forza Italia, on. Michele Mancuso.

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