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Cronaca

Affiliato a clan Rinzivillo, sequestro milionario a Piacenza

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Beni per un valore complessivo di 10 milioni di euro, sono stati sequestrati a Piacenza dai Carabinieri del Reparto Operativo, guidati dal colonnello Alfredo Beveroni. Il decreto di sequestro cautelare finalizzato alla confisca di prevenzione emesso dal tribunale di Bologna su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha interessato  un gelese, ritenuto affiliato al clan mafioso dei Rinzivillo e condannato al 416 bis. Sottochiave sono finiti: un complesso immobiliare di pregio in provincia di Piacenza, in cui si trova anche l’abitazione del gelese; la totalità delle quote societarie di 3 ditte operanti nel campo dell’edilizia a lui riconducibili, con sede nel milanese ed in Sicilia; 93 immobili e due terreni rientranti nel patrimonio delle imprese in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana; 39 autoveicoli; 5 conti correnti bancari, una polizza assicurativa sulla vita e le quote di un fondo di investimento.Gli accertamenti, condotti dal Nucleo Informativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Piacenza con il coordinamento dalla DDA bolognese,  hanno permesso di raccogliere numerosi elementi utili a dimostrare che il destinatario della misura di prevenzione patrimoniale ed i suoi familiari avevano, nel corso degli anni, accumulato un patrimonio assolutamente sproporzionato rispetto alle loro fonti di reddito. 

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Cronaca

Incidente sul lavoro: muore un uomo di 48 anni

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GELA – Un terribile incidente si è verificato stamattina nelle campagne di contrada Spinasanta. Un uomo di 48 anni era intento a lavorare sul terreno della zona poco lontana da Gela, quando, per motivi ancora al vaglio della Polizia intervenuta sul posto il trattore che stava guidando si è incastrato fra i rami di uno degli alberi. Secondo una prima ricostruzione Tabbi’ avrebbe guardato verso la fresa ed il trattore si è incastrato in un albero. Il mezzo è diventato una trappola mortale per Francesco Tabbi’ di 48 anni. Il terribile incidente sarebbe accaduto intorno alle 11. All’ una Francesco non è tornato a casa per il pranzo. La moglie ha chiamato ripetutamente al suo telefono cellulare ma non ha ottenuto alcuna risposta. Preoccupata per il silenzio inusuale si è recata nell’area agricola dove ha trovato il marito riverso sul mezzo. Sono stati allertati i soccorsi ma per Francesco non c’è stato nulla da fare. In realtà Francesco Tabbi’ è titolare di una autocarrozzeria sita in via Crispi, ma il sabato era solito andare in campagna per lavorare nel suo terreno. Oggi è stata l ‘ ultima volta.

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Cronaca

Autoarticolato si ribalta sulla 417

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Uno spettacolare incidente si è verificato stamattina poso dopo le 12 sulla SS 417 Gela – Catania, nei pressi del bivio per Niscemi. Per motivi ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine un autoarticolato si è ribaltato adagiandosi su un fianco. Sul posto anche i vigili del fuoco ed il servizio sanitario. Il traffico è stato deviato ed, naturalmente, è rallentato per permettere agli agenti di effettuare i rilievi.

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Cronaca

Bancarotta fraudolenta in società di smaltimento rifiuti, sequestro nel Nisseno

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Gravi irregolarità nell’approvazione dei bilanci di esercizio che avrebbero riportato perdite ritenute non reali e non giustificate, sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta, in seno all’organo direttivo di una nota società nissena di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani. Sei le misure cautelari dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi per ed il sequestro di due opifici emessi, nel corso delle indagini preliminari, su richiesta della Procura di Caltanissetta.L’attività nasce da un esposto depositato presso la Procura della Repubblica del capoluogo nisseno.Dall’approfondimento degli input investigativi è emerso che attraverso negozi giuridici formalmente leciti, i componenti del Consiglio di amministrazione della società che ha sede a San Cataldo, avrebbero riversato sistematicamente beni strumentali e funzionali alla prosecuzione dell’attività predominante in una società di nuova costituzione, riconducibile agli stessi amministratori di fatto.La complessa operazione, condotta con l’ausilio di attività tecniche, si è conclusa con l’applicazione della misura cautelare personale dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi a carico di 6 soggetti, in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta impropria e con l’emersione, a seguito di accertamenti patrimoniali delegati, di una disponibilità di beni per un valore ammontante a più di 3 milioni di euro, sottoposti alla misura cautelare reale del sequestro.

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