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Al via l’assistenza domiciliare per i disabili gravi

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Al via l’assistenza domiciliare per i disabili gravi, ai sensi  dell’art. 3 comma 4 lettera b) D.P. n.589/2018, che individua forme di assistenza a mezzo di erogazione di servizi territoriali.  

Il servizio verrà erogato, con il supporto di un operatore OSA, da una Coop. Sociale, scelta dalla famiglia beneficiaria tra quelle accreditate presso il Distretto Socio Sanitario D8. 

<<I danni prodotti dall’emergenza Covid-19 continuano ad avere delle ricadute non solo di tipo sanitario ma anche sociale ed economico che in certi casi vanno ad aggravare una condizione esistente già precaria – ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri. Mi riferisco principalmente a quelle fasce di popolazione che vivevano già in condizioni di bisogno e di povertà. Il servizio di assistenza domiciliare ai disabili gravi, gestito dal Distretto Socio Sanitario D8, è un modo concreto e personalizzato per rafforzare la vicinanza e il sostegno a quelle persone in difficoltà, impossibilitate a muoversi per malattia, a volte senza cure, rispondendo così ai loro reali bisogni>>.

La prestazione domiciliare prevede un’assistenza di 6 ore settimanali e avrà la durata di 12 mesi con interventi personalizzati e pianificati.

<<Il servizio domiciliare a favore dei disabili gravi – afferma da parte sua l’assessore ai servizi pubblici Angela Galloconsente ai beneficiari, appositamente individuati anche al fine di prevenire duplicazioni di interventi e sovrapposizioni, di usufruire della presenza presso il proprio domicilio di un operatore OSA che possiede la professionalità specifica per il trattamento delle disabilità. Si tratta di un aiuto concreto per i portatori di handicap e per i familiari che li accudiscono quotidianamente i quali hanno altresì la possibilità di confrontarsi e di attingere da tale professionalità>>.

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Attualità

Si concretizza un patto di collaborazione per l’emergenza educativa

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La società civile chiama a raccolta le famiglie per promuovere attività di volontariato educativo. Con questo scopo si è svolto l’evento “Piccole Lanterne”, promosso dall’Agesci Gela 4, dalla Parrocchia di Sant’Antonio e dall’Istituto Comprensivo “Ettore Romagnoli”. L’Agesci Gela 4, da trentacinque anni è impegnata in attività educative nel quartiere di Caposoprano, e chiama a raccolta le famiglie, promuovendo loro un percorso d’impegno nel volontariato educativo per favorire una genitorialità diffusa: forme d’impegno dirette nell’aiutare la crescita di bambini ragazzi e giovani.
L’incontro nella forma di un forum, alla sua prima edizione(visto il successo, seguiranno altre iniziative) è stato aperto dalla prof.ssa Rosetta Tannorella, capo gruppo Agesci Gela 4 , a seguire gli interventi del prof. Gianfranco Mancuso, della pedagogista Francesca Ballarino e del capo gruppo Marco Picchioni.
Molto chiara la prese di posizione del prof. Gianfranco Mancuso che auspica ancora una più condivisione tra la scuola che dirige e la Parrocchia di Sant’Antonio, offrendo la possibilità di aprire ancora di più la scuola al territorio che rischia, dopo la chiusura momentanea della scuola Enrico Solito, la desertificazione di presidi educativi proprio per la fascia da sei a dieci anni.
Le istituzioni intervenute sperimenteranno concretamente attraverso delle attività in comune un patto educativo di collaborazione.
Ad aderire al percorso si sono detti pronti una quindicina di genitori. La proposta dell’impegno educativo è stata formulata da Carmen Muccio, cofondatrice dell’Agesci Gela che ha invitato i presenti ad accendere la passione educativa per amore di questo territorio. A concludere il seminario “Piccole lanterne” è stato il Parroco, padre Michele Mattina ha invitato le famiglie ad impegnarsi nel tempo liberato da donare in modo gratuito all’educazione dei più piccoli.

“Questa sinergia- affermano i promotori dell’evento -è l’inizio di un percorso che vedrà una presenza attenta a salvaguardia e promozione dei presidi educativi esistenti, che vanno rinforzati perché possano moltiplicare il loro successo educativo”

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Attualità

La legge dell’on. Di Paola è operativa: contributi per la parrucca alle pazienti oncologiche

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Il contributo per acquistare la parrucca  alle donne siciliane colpite dalla perdita di capelli per patologie oncologiche e da alopecia è realtà.Una battaglia tutta gelese che ha visto come protagonisti l’associazione Farc& C presieduta da Angela Lo Bello e il deputato pentastellato Nuccio Di Paola. L’esperienza quotidiana delle volontarie al reparto di Oncologia del Vittorio Emanuele, il confronto con  realtà di altre Regione, unite ad una politica  che vuole dare risposte ai cittadini, ha fatto la differenza.  “Dopo anni di battaglie, di interlocuzioni, di incontri, dopo aver presentato un disegno di legge a mia prima firma,  ce l’abbiamo fatta- dice l’on.Di Paola- grazie ad un nostro emendamento alla legge finanziaria, la Regione Siciliana erogherà alle pazienti oncologiche (che per via delle cure perdono i capelli) e di alopecia un contributo di 300 euro per l’acquisto di parrucche. Viene istituita anche la banca dei capelli, uno strumento fondamentale per sviluppare la cultura del dono, anche grazie al coinvolgimento delle tante associazioni che da anni operano a sostegno dei malati. Una misura di civiltà, che prevede uno stanziamento complessivo di 500 mila euro””Adeguiamo la Sicilia alle altre regioni d’italia che prevodono tale strumento da anni e proviamo a migliorare la qualità di vita di chi è in difficoltà” – conclude il deputato.

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Attualità

Un’area ludica al Lungomare con 200 mila euro ritagliati dal M5S dalla Finanziaria regionale

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Grazie a un emendamento dell’on Ketty Damante approvato nella Finanziaria regionale, il Comune di Gela riceverà un finanziamento di 200 mila euro per la realizzazione di un’area ludica e playground (ovvero campo da gioco per bambini) sul lungomare Federico II di Svevia. L’intervento previsto consiste nella realizzazione di una nuova discesa per disabili, la creazione di un sentiero di accesso all’area ludica, l’installazione di attrezzature ludiche e alcuni elementi di arredo (panche, cestini).L’obiettivo è quello di dare una nuova visione urbana dello spazio pubblico, ispirata ai criteri di efficienza e massima fruibilità. Quel progetto il Comune lo aveva pronto perché lo aveva presentato con un altro bando ma poi non era entrato in graduatoria. Ora la mamo tesa dal M5S

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