Seguici su:

Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

Bennici: :”Roma brucia. Ora anche Gela…”

Pubblicato

il

Roma brucia . Così affermo’ Nerone.
La città di Gela è ormai invasa da erbacce ad altezza d’uomo.
Non solo parchi, aree verdi, ma anche aiuole tra i marciapiedi e spartitraffico.
Una situazione di degrado perché l’erba non viene tagliata da mesi.
È un disastro ovunque, malgrado le segnalazioni numerose, così come le lamentele.
In una città normale i cittadini hanno il diritto e l’amministrazione il dovere di garantire almeno l’ordine, la pulizia ed il decoro
La protezione civile, peraltro, ricorda che a giugno inizia il periodo di massima attenzione per il rischio incendi, frequente anche a Gela nel momento in cui arriva il caldo torrido
Un episodio si è già verificato all’ospizio Marino nei pressi dello scheletro del lido conchiglia e solo grazie all’intervento dei pompieri si è scongiurato un incendio di vasta portata.
Roma brucia …
‘ Nerone si dice contribuì a bruciare Roma per ricostruirla piu’ bella secondo un nuovo piano urbanistico.
Sarebbe auspicabile non aarrivare a questi estremi rimedi ,è sufficiente una semplice ordinanza per procedere alla eliminazione delle erbacce ,nel rispetto del decoro ma soprattutto della sicurezza.
Per ricostruire Gela è necessaria una progettualità che sembra questa amministrazione non conoscere
Impantanati come sono nel affrontare con estrema difficoltà l’ordinario.

Sandra Bennici consigliere comunale Gela

clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

Gran Sicilia: “sull’inquinamento del fiume Gela non si sa nulla”

Pubblicato

il

Il movimento politico Gran Sicilia non si ferma e continua a chiedere interventi e chiarimenti sui ripetuti fenomeni di inquinamento del fiume Gela, e di conseguenza, del mare che riceve le acque del fiume. Ecco l’ ennesima denuncia del rappresentante Paolo Scicolone.


“A distanza di più di 5 mesi dalla denuncia e più di 4 mesi dalla richiesta dei verbali di campionamento e dei riscontri analitici richiesti alla capitaneria di Porto locale e da questi inoltrata all’Arpa, non si è saputo nulla.


Origine e tipologia di inquinamento rimangono ignoti. Quello strato nero catrame che ricopre le acque del fiume Gela non ha ancora una spiegazione. O, almeno, non si è voluta rendere pubblica, non fornendo notizie nemmeno a chi ha sporto denuncia.

Si è chiesto quindi, con l’ennesimo esposto,  l’intervento del NOE per denunciare non solo il reato ambientale ma anche le omissioni degli enti pubblici preposti. Ad oggi, quel che si sa è che non esiste un censimento degli scarichi sul fiume, così si legge dall’unica risposta ricevuta dagli uffici della Capitaneria di Porto.

Questo fa pensare che i suddetti scarichi non siano mai stati monitorati.
La politica locale, in tutte le componenti che vi partecipano, non sembrano minimamente interessati ai reati ambientali, e pur essendo informati dei fatti, anche tramite stampa locale, non si sono mossi in nessun modo. Ambiente, Legalità, Salute, argomenti tanto sventolati nelle campagne elettorali, non sembrano nei fatti far parte dell’agenda politica di nessun partito, di nessun politico.

Questo dato è ancor più preoccupante dal momento che si tratta di tematiche centrali nella amministrazione di un territorio e nella tutela degli abitanti.

Come già fatto in passato, nel caso, per esempio, della famosa puzza di pesce che ha arrecato molestie ai cittadini Gelesi per settimane, chiederemo con prossimi esposti, di indagare anche sulle omissioni e sulle responsabilità dell’amministrazione.

Ancora una volta abbiamo avuto la prova che quando c’è bisogno i cittadini devono arrangiarsi e non possono fare affidamento su chi ha il dovere di tutelarli.
Noi, che attorno a Territorio, ambiente e Salute abbiamo costruito il nostro manifesto politico, non sentiamo affatto l’esigenza di fermarci, ma continuiamo ancora a sperare in una sponda istituzionale che non arriva mai. E che non si dica che ci muoviamo solo in campagna elettorale. La nostra azione, costante e silenziosa, è presente da anni. Sono altri che si riempiono la bocca di certi argomenti solo in campagna elettorale”.

Continua a leggere

Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

Franzone scende in campo per la candidatura a sindaco

Pubblicato

il

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Filippo Franzone

L’agorà del “campo largo”, ha visto l’indicazione dell’ex vicesindaco Terenziano Di Stefano quale candidato a primo cittadino. Sullo stesso, oltre che le due liste civiche di riferimento (Una buona idea e Civico Lab), c’è stata la convergenza di Movimento 5 stelle, Sud chiama nord, Azione, Pci e la lista di Maurizio Melfa (Ripartiamo da zero).

Il Pd non ha fatto indicazioni. Il tavolo dei moderati ha delegato Italia viva ed ha comunicato che andrà avanti con un suo candidato, che non sarà Piero Lo Nigro. L’esponente socialista ha infatti ritirato la sua disponibilità a candidarsi in entrambi i tavoli. Anche Miguel Donegani e le sue liste hanno scelto un percorso diverso, alternativo al centrodestra ed al sindaco uscente, Lucio Greco, compreso chi ha fatto parte della sua compagine di governo, riferendosi in particolare al ruolo di vicesindaco svolto da Di Stefano.

Filippo Franzone si è preso un giorno di tempo per riunire i suoi e, nell’incontro di ieri sera, la platea ha deciso che, constatata l’assenza di un’unità dell’agorà, la scelta più opportuna è quella di scendere in campo con una propria lista per le prossime amministrative a sostegno della candidatura a sindaco di Filippo Franzone. Quest’ultimo ha sciolto definitivamente ogni riserva ed ha accettato.

“Abbiamo partecipato al tavolo del centrosinistra, alla ricerca di possibili alleanze, ma purtroppo – ha dichiarato Franzone – abbiamo dovuto constatare che di invertire la rotta la politica gelese non ha proprio intenzione. Soliti nomi, soliti gruppi, solite logiche spartitorie, solito modus operandi. Così per Gela non c’è futuro, continuerà a trascinarsi, perdendo economia, appeal e soprattutto abitanti. Il numero elevato di abitanti, è stato l’unico vero punto di forza di questa città, ma la malapolitica ha permesso perfino che una città con un alto indice di popolazione giovanile ed un alto numero di nascite, perdesse abitanti.

Progetti definanziati, mancata partecipazione a bandi importanti, distanza dai cittadini, mancanza di progettualità, hanno reso Gela una città povera che costringe i propri figli a migrare. Eppure – ha proseguito – Gela di possibilità di crescita ne ha tante, in tutti i settori, dalla portualità all’agricoltura, dal turismo all’industria, purtroppo, una politica miope e presuntuosa ha condotto una delle più importanti città della Sicilia, alla miseria, all’emigrazione, alla mancanza di servizi basilari, come ad esempio quelli ospedalieri.

Non siamo di sinistra, nemmeno di destra. Siamo di Gela e soprattutto siamo per Gela, non a parole ma con i fatti. I nostri fatti sono dimostrabili, quasi 20 anni di lotte per la città, 20 anni di scontri con la miopia della politica locale. Siamo arrivati ad un bivio, o continuiamo, alzando il tiro, quindi entrando nelle stanze dei bottoni, oppure ci ritiriamo, lasciando la città in balia degli “statisti politici” gelesi. Siccome siamo autentici combattenti, abbiamo deciso di combattere, se periremo – ha concluso – lo faremo con l’onore delle armi (ovviamente in senso figurativo, non abbiamo mai incitato nessuno alla violenza)”.

Continua a leggere

Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

CSAG: “Il sindaco di Enna ricorre al Tar sulle province. Da Gela silenzio”

Pubblicato

il

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del coordinatore del Csag, Filippo Franzone sul tema delle province

“Il Sindaco del comune di Enna, a fronte dell’ennesimo spostamento delle elezioni degli enti intermedi, dovuto alla bocciatura all’Ars della riforma, fa ricorso al Tar e nel volgere di pochi giorni il giudice amministrativo di primo grado risponde dichiarando “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale”.

Ancora più importante è il perché si arriva alla Corte Costituzionale: il Tar infatti riconosce al comune di Enna “la legittimazione e l’interesse alla preposizione del gravame in epigrafe quale ente coinvolto espressamente dalla legge nella costituzione degli organi di area vasta in Sicilia”.

Dunque, un iter regolare senza sollevazione alcuna da parte del Tribunale amministrativo regionale.

Invece, quando al Tar si presentarono i cittadini di Gela, Piazza Armerina e Niscemi, nel 2022, il provvedimento ci “avvisò” nel seguente modo: “Resta impregiudicata la valutazione del Collegio circa l’ammissibilità del gravame in relazione alla titolarità, in capo ai ricorrenti, dell’interesse “differenziato e qualificato” all’impugnazione degli specifici atti richiamati in epigrafe;”. In parole semplici, la titolarità a ricorrere spetta sicuramente alle istituzioni comunali (sindaci e/o consiglieri comunali) e senza di loro al fianco, perplessità sopraggiungono intorno ad una titolarità in capo ai cittadini.

Il “nostro” Sindaco, quando gli fu chiesto di dare incarico legale per difendere le due delibere prodotte da due diversi consigli comunali, i circa 200.000 Euro spesi per svolgere il referendum confermativo e la volontà di 24.000 gelesi, di voler transitare nell’ente intermedio di Catania, fece una riunione di maggioranza con Forza Italia, PD, Civici, MPA, UDC, e tutti insieme, allegramente, senza neanche un oppositore o un minimo di discussione, decisero che per l’ente comune era meglio non perseguire la via legale..

A Gela con quella scellerata scelta la politica ha deciso che i valori della democrazia, la volontà popolare, le ragioni economiche, storiche e sociali, non valgono un fico secco!

Oggi il Sindaco di Enna arriva alla Corte costituzionale, il Sindaco di Gela… non è pervenuto!

Noi del Csag non ci siamo MAI arresi, e continuiamo la nostra battaglia, fiduciosi che la democrazia alla fine trionferà, ma non possiamo fare a meno di mostrare il nostro sconcerto su una politica locale che si è mostrata in contrapposizione con la città. Tra poco si voterà per le amministrative, il nuovo Sindaco dovrà risolvere prima di ogni altra cosa questa lunga e spinosa vicenda, non dovrà avere alcun timore dei partiti che agiscono contro l’interesse della città, altrimenti continueremo con altri cinque anni di buio”.

Continua a leggere

Più letti

Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
Publiedit di Mangione & C. Sas - P.iva: 01492930852