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Comune: anagrafe accessibile ai soggetti con diverse abilità

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Barriere architettoniche abbattute al Comune per permettere ai soggetti con diverse abilità di poter accedere ai servizi anagrafici.

Al Comune di Gela è attivo, da oggi, il Pua (Punto Unico di Accesso), un nuovo e importante servizio dedicato ai diversamente abiti. Gli uffici, inaugurati stamani dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Licata, sono già operativi nell’area Protocollo e sono stati affidati al responsabile Giuseppe Barresi.

Presenti alla piccola e semplice inaugurazione anche Livio Aliotta, presidente della consulta disabili, e il suo vice, Orazio Giudice. Da anni la consulta chiedeva all’Ente di attivare il Pua, attraverso il quale i disabili potranno avanzare le loro richieste e sbrigare le loro pratiche senza imbattersi in barriere di alcun genere.
“Era una cosa davvero semplice da organizzare, – ha commentato Licata – eppure sono anni che la consulta si batte per questo. La burocrazia e l’indifferenza l’avevano fatta diventare quasi un qualcosa di straordinario, visto che nessuno prima era riuscito a farlo. Noi ci siamo solamente messi in ascolto, accogliendo una legittima istanza e dandole seguito. Con il PUA andiamo incontro ai soggetti più fragili, abbattendo realmente i limiti sia architettonici che burocratici. E’ sicuramente solo un punto d’inizio, e dobbiamo migliorare alcuni aspetti, ma l’importante era partire, nelle more di concretizzare alcune convenzioni con altri Enti (ASP, Poste, Agenzia delle Entrate etc…) alle quali stiamo già pensando, per semplificare i collegamenti e fornire risposte celeri e complete agli utenti”.
Parole di ringraziamento nei confronti dell’amministrazione comunale sono state espresse da Aliotta e Giudice “C’è ancora molto da fare sia dentro che fuori dal Comune – hanno dichiarato – ma questo per noi è un grande segnale di apertura che ci fa ben sperare, è il primo tassello verso la normalità”.

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Il mare magnum porto sicuro dell’ uomo nel libro di Russello

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Il mare come natura madre, come placenta da cui l’ uomo non vuole staccarsi. Il mare come panacea della vita umana. Il liquido semiotico dove rifugiarsi quando la vita gli è matrigna. E l’ uomo fa giri incredibili e si placa solo quando ritrova il mare. È questo il mare di Domenico Russello che questa sera ha presentato ancora una volta la sua prima opera ‘C’è sempre il mare’. Perché il mare c’è sempre nella vita, a volte, turbolenta dei personaggi delle sue storie. Lo ha sottolineato una delle due donne cariatidi che stasera hanno presentato il libro, Silvana Grasso che, passando come è solita fare dall’ alta letteratura al linguaggio semplice, ha descritto il mare di Gela come le ninfe incantatrici di Ulisse, in grado di attirarla nonostante abbia visitato, negli ultimi anni, luogi fantastici disseminati nel mondo; e la Soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo che ha reso al ruolo del libro una vita propria in grado di apparire al lettore con le sfaccettature di ‘ uno, nessuno,centomila. Quello stesso madre destinato alla salvezza di una città benché gli indigeni non ne siano ancora coscienti.

La civiltà viene sal mare recita un antico detto. Lungo le coste del Mediterraneo nascono le civilta‘ dei popoli del mare. I popoli del mare sono: i Cretesi, i Fenici, i Greci e i Romani. Il disegno di una città fenicia. Si vedono: il mare, il porto, le navi, le merci, i vasi, le stoffe, le mura della città. E Gela appartiene a questo mondo dove la parola ‘liquido’ ha l’ accezione più pregnante e non certo quella della società senza contorni di identità definite.

Storie di personaggi forti, malinconici si susseguono, benché il vero protagonista sia il mare, testimone delle esperienze più belle e più dolorose, memorie meste. Il mare di Domenico Russello è un porto sicuro , la cornice di ogni storia. E la storia su cui ha posto l’ accento Silvana Grasso è un amore mai corrisposto che, anziché intristire la platea è stato raccontato con toni volutamente più ilari. Perché se anche un amore finisce..c’è sempre il mare che ridona la speranza…

La presentazione avvenuta al Bcool con il mare alle spalle, è stata promossa dal Leo club e dall’?Aiga associazione dei giovani avvocati che hanno partecipato numerosi.

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Il sindaco sul termoutilizzatore: “voglio vederci chiaro”

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Il sindaco prova a rassicurare la città in merito agli spunti e alle perplessità emersi dal consiglio comunale monotematico che si è svolto venerdi e che è stato convocato per discutere della possibilità di realizzare a Gela un termoutilizzatore di ultima generazione.

“Nessuna decisione è stata ancora assunta- dice- io per primo voglio vederci chiaro e per questo, oltre ad ascoltare con attenzione ed interesse i pareri di tutti, ho anche voluto accanto a me dei consulenti molto preparati sull’argomento, provenienti dall’Università Kore di Enna.
Ho trovato il dibattito molto proficuo, e su questa scia mi auguro si possa proseguire in un clima di confronto e collaborazione, al fine di fugare ogni dubbio di natura ambientale e di carattere sanitario”
“E’ una decisione estremamente delicata- continua – dalla quale passa il futuro della nuova Gela, ed è doveroso che sui piatti della bilancia vengano messi tutti gli elementi utili. Ho apprezzato gli interventi dei tecnici e quelli della deputazione, degli ambientalisti, dei sindacati e delle società interessate alla realizzazione dell’impianto, perché tutti insieme, ciascuna con la propria visione, hanno contribuito a rendere il quadro un po’ più chiaro. Legittime le domande poste, che devono avere delle risposte ben precise, in primis le preoccupazioni in merito alle ricadute sul territorio e alla raccolta differenziata spinta.Avrei gradito la presenza della Regione, visto che, se siamo a questo punto, è per via della decisione presa nei tavoli palermitani, e auspico che in futuro non si registri più tale assenza”

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Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Un esempio a istituzioni e sporcaccioni. Segui su www.radiogelaexpress.it

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