Seguici su:

Attualità

Da cattedrali nel deserto a luoghi di rinascita. I due palazzetti simbolo della voglia di normalità

Pubblicato

il

Ai tempi della loro inaugurazione, quasi concomitante, la città viveva tempi assai diversi da quelli attuali. Gela era ufficialmente riconosciuta come la “capitale” dello sport siciliano con squadre nei campionati professionistici di calcio, volley e basket. Realtà che portavano in giro per l’Italia la voglia di rinascere di un intero territorio attraverso la pratica sportiva. Quel patrimonio si è pian piano dissolto come neve al sole, delle squadre gelesi nei campionati nazionali non è rimasta alcuna traccia salvo i tentativi di un grande ritorno prima nella pallavolo maschile e poi nel calcio. Ma l’impresa non è stata realizzata.

Per anni le due strutture sono state abbandonate a loro stesse, più volte vandalizzate (specie il PalaCossiga, tre raid solo nell’ultimo anno) e lasciate in balia di un triste e inesorabile declino. Simboli di un passato di speranza e di un presente di completo degrado, aggravato dalle difficoltà causate dalla pandemia. Eppure, proprio nell’anno nero dell’emergenza pandemica, le cose sono tornate per il verso giusto. Il PalaLivatino oggi onora il nome che porta, quello di un magistrato che ha dedicato la propria vita alla cultura della legalità, ed è diventato grazie ai lavori condotti dalla Meic services un punto di riferimento per lo sport locale in grado, nel medio e lungo periodo, di ospitare grandi eventi.

Il PalaCossiga, invece, proprio questa settimana è stato ufficialmente inaugurato come nuovo hub vaccinale per la zona sud del nisseno e fa registrare un netto e necessario cambiamento rispetto alle modalità spesso inaccettabili che hanno caratterizzato la gestione delle vaccinazioni all’ex mattatoio. I due impianti, insomma, oggi sono rimessi a nuovo e possono rappresentare davvero i luoghi simbolo della rinascita della città dopo anni difficili, pandemia ovviamente compresa. Con la conferma del grande sogno di molti gelesi, che non chiedono la luna ma solo di poter vivere in una città normale.

clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

La baia di Tucidide fruibile ma sporcata dall’uomo

Pubblicato

il

Il mare di Gela ha recuperato la trasparenza dei tempi d’oro degli anni ’50, quando rappresentava la punta di diamante della costa siciliana. Poi arrivò l’industria chimica senza regole ed il mare divenne una discarica.

A dieci anni dalla dismissione dell’industria pesante il mare è tornato al suo antico splendore e le spiagge sono prese d’assalto non soltanto dai gelesi ma dai cittadini del circondario, per non parlare delle famiglie dei migranti che tornano a fruirne.

Tutta la costa è fruibile: dalla spiaggia che si apre dopo qualche centinaio di metri dalla zona industriale ai confini con marina di Butera. E si vede!

A questo si aggiunga l’apporto dei volontari che hanno ripulito le spiagge dell’area sud apponendo nomi storici vista l’allocazione vicina alla zona archeologica. Il Comitato di quartiere Ospizio Marino, l’associazione Gela che cambia non si sono risparmiati ed il risultato parla da sè: spiagge pulite e fruibili.

Pulite fino a quando l’uomo non ci mette piede. E quando vi mette piede la spiaggia non è più pulita.

“E’ quanto è accaduto ieri – racconta il presidente dell’associazione, Emanuele Sacco – nella baia Tucidide, dove i bagnanti hanno lasciato spazzatura a profusione che siamo stati costretti a raccattare per lasciare tutto in ordine. E’ così difficile mettere i resti in un sacchetto e riporli nei cestini? Questo per non vanificare l’opera dei volontari che ha riportato in auge pezzi di spiaggia dimenticata da decenni”.

L’uomo sporca, è vero. Dappertutto. Ma le aziende incaricare non sono tanto solerti da ripulire nell’immediatezza, come avviene in tutte le città moderne. E il risultato è quello che si vede nelle foto.

Continua a leggere

Attualità

Da ‘Settimane Sociali’ nasce la pastorale integrata

Pubblicato

il

Una delegazione della chiesa armerina ha partecipato alla 50° edizione delle Settimane Sociali della Chiesa Cattolica Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, che si è svolta a Trieste dal 3 al 7 luglio scorsi.


Al rientro da Trieste il Direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro, Walter Cardaci, si è confrontato con il Direttore della Caritas, don Mario Ziccarello e il delegato Alfonso Gambacurta.
Solidarietà e sussidiarietà continuano ad essere la bussola sociale della Chiesa italiana.
Occorre oggi, secondo le indicazioni del Santo Padre, il passaggio “dal parteggiare al partecipare col dialogo, organizzare la speranza e avviare processi e non occupare spazi”.
Tra le indicazioni emerse a Trieste vi è la volontà di avviare una proposta di attivita’ pastorale integrata, rivolta in particolare ai giovani, che punti alla formazione socio-politica, etica e spirituale e abbia come scopo anche l’acquisizione della consapevolezza dei diritti umani e della sorella madre terra, essendo in grado di dare il segno di una Chiesa profetica e missionaria, coinvolgendo le associazioni del laicato.

Continua a leggere

Attualità

Il parcheggio Arena e la vita da Cenerentola dei cittadini gelesi

Pubblicato

il

La chiusura del parcheggio Arena a mezzanotte non piace ai cittadini.

Significa costringere i cittadini a lasciare i locali pubblici prima di quell’ora o a interrompere la passeggiata al Lungomare per tornare a casa come Cenerentola cioè prima di mezzanotte. In una città di mare la sera si esce sempre molto tardi. Ogni cittadino dovrebbe essere libero di tornare a casa quando vuole. Un parcheggio con questo orario sopratutto nel fine settimana non è adatto assolutamente ad una città che aspira ad attirare turisti.

La richiesta che si leva dalla città è che il parcheggio pubblico a pagamento sia aperto h24. Come in ogni città normale .

Continua a leggere

Più letti

Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
Publiedit di Mangione & C. Sas - P.iva: 01492930852