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Cronaca

È morto il ragazzo coinvolto nell’ incidente di Licata

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E’ morto all’ospedale Villa Sofia di Palermo il quindicenne, Enrico Bonello, che era rimasto coinvolto, la notte scorsa, in un incidente stradale in via Fiume Vecchio. L’adolescente, in sella al suo scooter, si era schiantato contro un palo della pubblica illuminazione. Prima era finito, in prognosi riservata sulla vita, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” e poi è stato trasferito, in elisoccorso, all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo.

Le cause dell’incidente sono in fase d’accertamento da parte dei carabinieri della compagnia di Licata. L’adolescente – mentre era alla guida di uno scooter – è finito contro un palo della pubblica illuminazione. Alcuni automobilisti si sono accorti di quel terrificante incidente stradale e si sono mobilitati per prestare i necessari, indispensabili, soccorsi. In centro, a Licata, sono giunti appunto i carabinieri della locale compagnia e un’autoambulanza del 118. I sanitari hanno subito, con tutte le precauzioni del caso, caricato il ragazzino, Enrico Bonello, sul mezzo di soccorso e lo hanno trasferito all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” dove i medici, dopo averlo sottoposto a tutti gli accertamenti ritenuti necessari, constatando il grave quadro clinico, ne hanno disposto l’immediato trasferimento in una struttura sanitaria meglio attrezzata. Ed è stato scelto, appunto, l’ospedale “Villa Sofia” di Palermo. L’elipista del 118 di Licata è attualmente è inagibile e dunque il ragazzo è stato trasportato con l’autoambulanza a Canicattì e poi caricato sull’elisoccorso e trasferito a Palermo.  La prognosi sulla vita del ragazzo è stata mantenuta riservata. Nel pomeriggio si è consumata la tragedia: il cuore del quindicenne ha smesso di battere

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Cronaca

Incidente sul lavoro: muore un uomo di 48 anni

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GELA – Un terribile incidente si è verificato stamattina nelle campagne di contrada Spinasanta. Un uomo di 48 anni era intento a lavorare sul terreno della zona poco lontana da Gela, quando, per motivi ancora al vaglio della Polizia intervenuta sul posto il trattore che stava guidando si è incastrato fra i rami di uno degli alberi. Secondo una prima ricostruzione Tabbi’ avrebbe guardato verso la fresa ed il trattore si è incastrato in un albero. Il mezzo è diventato una trappola mortale per Francesco Tabbi’ di 48 anni. Il terribile incidente sarebbe accaduto intorno alle 11. All’ una Francesco non è tornato a casa per il pranzo. La moglie ha chiamato ripetutamente al suo telefono cellulare ma non ha ottenuto alcuna risposta. Preoccupata per il silenzio inusuale si è recata nell’area agricola dove ha trovato il marito riverso sul mezzo. Sono stati allertati i soccorsi ma per Francesco non c’è stato nulla da fare. In realtà Francesco Tabbi’ è titolare di una autocarrozzeria sita in via Crispi, ma il sabato era solito andare in campagna per lavorare nel suo terreno. Oggi è stata l ‘ ultima volta.

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Cronaca

Autoarticolato si ribalta sulla 417

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Uno spettacolare incidente si è verificato stamattina poso dopo le 12 sulla SS 417 Gela – Catania, nei pressi del bivio per Niscemi. Per motivi ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine un autoarticolato si è ribaltato adagiandosi su un fianco. Sul posto anche i vigili del fuoco ed il servizio sanitario. Il traffico è stato deviato ed, naturalmente, è rallentato per permettere agli agenti di effettuare i rilievi.

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Cronaca

Bancarotta fraudolenta in società di smaltimento rifiuti, sequestro nel Nisseno

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Gravi irregolarità nell’approvazione dei bilanci di esercizio che avrebbero riportato perdite ritenute non reali e non giustificate, sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta, in seno all’organo direttivo di una nota società nissena di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani. Sei le misure cautelari dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi per ed il sequestro di due opifici emessi, nel corso delle indagini preliminari, su richiesta della Procura di Caltanissetta.L’attività nasce da un esposto depositato presso la Procura della Repubblica del capoluogo nisseno.Dall’approfondimento degli input investigativi è emerso che attraverso negozi giuridici formalmente leciti, i componenti del Consiglio di amministrazione della società che ha sede a San Cataldo, avrebbero riversato sistematicamente beni strumentali e funzionali alla prosecuzione dell’attività predominante in una società di nuova costituzione, riconducibile agli stessi amministratori di fatto.La complessa operazione, condotta con l’ausilio di attività tecniche, si è conclusa con l’applicazione della misura cautelare personale dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi a carico di 6 soggetti, in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta impropria e con l’emersione, a seguito di accertamenti patrimoniali delegati, di una disponibilità di beni per un valore ammontante a più di 3 milioni di euro, sottoposti alla misura cautelare reale del sequestro.

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