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Cronaca

Era scappato per sottrarsi alla pena: preso

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Irreperibile da sette mesi, è stato arrestato dalla Polizia di Gela. Si tratta di un trentasettenne che nel giugno dello scorso anno, era evaso dagli arresti domiciliari che stava scontando in provincia di Ragusa, facendo perdere le proprie tracce.

I poliziotti del Commissariato di Polizia di Gela ieri hanno arrestato l’uomo, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la locale Corte d’Appello dovendo lo stesso scontare una pena residua di 3 anni, 6 mesi e 25 giorni per tentato omicidio e spaccio di stupefacenti. L’uomo, gravato da precedenti giudiziari, era già stato arrestato dalla Polizia di Stato nel settembre del 2019, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, dopo un breve periodo agli arresti, era stato scarcerato e arrestato nuovamente dal Commissariato nel marzo del 2020 per tentato omicidio aggravato. Per i reati concernenti gli stupefacenti era stato condannato con sentenza della Corte d’Appello di Caltanissetta a 2 anni, 6 mesi di reclusione e per il tentato omicidio, sempre dalla stessa Corte, era stato condannato alla pena della reclusione a 4 anni. Al 37enne era stato concesso di scontare la misura cautelare, cui era sottoposto a seguito dei due arresti, ai domiciliari che stava scontando in provincia di Ragusa e dai quali lo scorso giugno era evaso. Ieri i poliziotti del Commissariato di Gela hanno rintracciato l’uomo, ponendo fine alla sua fuga e conducendolo in carcere per l‘espiazione della pena residua

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Cronaca

Allerta meteo anche a Gela

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Un’area di bassa pressione proveniente dal Nord Africa porterà, dalla giornata di domani, precipitazioni diffuse e persistenti sulle estreme regioni meridionali, specie sui settori ionici. Le basse temperature, inoltre, determineranno nevicate a quote relativamente basse, con accumuli da moderati ad abbondanti.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it)

L’avviso prevede dalle prime ore di giovedì 9 febbraio, precipitazioni diffuse e abbondanti, anche a carattere di rovescio o temporale sulla Calabria, specie settori meridionali e sulla Sicilia, specie settori centro – orientali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forti intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Si prevedono inoltre nevicate al di sopra dei 500-700 metri sulla Sardegna, ed il persistere delle precipitazioni nevose su Calabria e Sicilia, con apporti al suolo generalmente moderati, fino ad abbondanti su Sicilia e Calabria meridionale.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di giovedì 9 febbraio, allerta rossa per rischio idraulico e rischio idrogeologico sui settori orientali della Sicilia. Valutata inoltre allerta arancione su parte della Sicilia e della Calabria e allerta gialla sui restanti bacini

Il Lions ha rimandato l’evento di domani a Caltanissetta

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Attualità

Anziano dimesso, cade e torna in ospedale

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Ricoverato, dimesso senza protezione e poi ritrovato sanguinante a tre chilometri dall’ospedale mentre i parenti l’aspettavano dietro la porta del pronto soccorso. Questa è la rocambolesca avventura occorsa ad un anziano gelese, F.B. di 80 anni con problemi di Alzheimer ed alla sua famiglia. L’uomo aveva trascorso una notte di malessere fra sabato e domenica. Ieri mattina di buon ora, accusando uno stato di disagio persistente, la famiglia aveva deciso di consultare i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Gela e lo ha accompagnato. E qui comincia l’avventura. A parte l’attesa estenuante che si è protratta per ore dalla mattina presto. Poi, per grazia ricevuta, in considerazione delle file estenuanti di pazienti che ogni giorno si riversano in ospedale mentre la Regione e lo Stato stanno a guardare, è stato invitato ad entrare. Da solo come si conviene da quando si conosce il Covid. A proposito di Covid, dopo il tampone l’uomo è risultato positivo. Ma con le giuste precauzioni è stato visitato per dare una diagnosi al malessere che accusava. Non avendo trovato nulla di urgente ed in considerazione dell’insorgenza del contagio da Covid, l’anziano è stato dimesso. “Nessuno lo ha accompagnato fuori dall’ingresso principale – racconta la nipote – dove i figli e qualche nipote lo aspettavamo”. F.B. solo, confuso e ignaro di quanto stesse accadendo è stato invitato ad uscire dalla porta posteriore e se n’è andato a piedi verso casa. I parenti lo aspettavano nell’androne del pronto soccorso. E passava il tempo. Troppo tempo. Ma loro erano convinti che fosse ancora sottoposto agli esami e aspettavano. E siamo alle 17. Fino a quando uno dei generi, insospettiti per il troppo tempo intercorso, ha chiesto spiegazioni e solleciti. “Ancora serve tempo per la diagnosi di mio suocero? – ha chiesto agli infermieri. “Come si chiama?” Il genero ha dato il nome. “Ma è stato dimesso. Da un’ora!” “Dimesso?????”. L’ottantenne non c’era più in ospedale. A questo punto la famiglia si è divisa in gruppi per cercarlo e dopo una buona ora, vagando per le vie del centro storico ha visto un’ambulanza ed un anziano a terra con il viso tumefatto. L’uomo era caduto in preda alla confusione dovuta alla malattia  in corso Vittorio Emanuele e qualche passante ha allertato di nuovo il servizio sanitario. Ancora in ospedale per fare una Tac. “Mio nonno è stato mandato da solo – continua la nipote – nonostante il personale fosse a conoscenza della patologia di Alzheimer di cui soffre. Quando lo abbiamo visto non ricordava nulla di quanto era accaduto. Era così difficile accompagnarlo fuori ed affidarlo a noi familiari?” La famiglia ha chiesto aiuto alla polizia.  L’ episodio è destinato a finire nelle mani della giustizia. L’anziano è rientrato a casa in serata dopo un’odissea di 14 ore. Cronaca di un consulto in ospedale. Una delle tante

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Attualità

Marco Guccione ed il suo concerto di beneficenza per i malati di Alzheimer

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“Il mio obiettivo è non solo trasmettere emozioni ed allegria attraverso la musica ma anche destinare l’intero ricavato del mio concerto all’Associazione Alzheimer affinché il tutto possa essere d’aiuto a quelle persone affette da questa brutta malattia”. Risponde così Marco Guccione, ragazzo trentunenne comisano, alla domanda di quale sarà il suo prossimo progetto musicale. Laureato in Economia presso l’Università degli Studi di Catania, da 5 anni lavora in Banca in ambito Crediti ed Organizzazione, oltre ad essersi specializzato nel settore della Business Intelligence durante gli anni lavorativi svolti a Roma. Sin da piccolo non ha mai mollato la passione musicale (cantare e suonare le tastiere) portandolo sia ad ottenere nel 2018 il “Premio Rai Cinema Channel” per aver composto, arrangiato e registrato i brani strumentali del docufilm vincitore scritto e diretto dall’attrice Virginia Barrett, sia a ricevere i personali complimenti da Roby Facchinetti dei Pooh per aver realizzato un concerto solista con le stesse sonorità tastieristiche, passione ed energia che hanno caratterizzato la leggendaria band. “L’idea di mettere in cantiere questo concerto a cui sto lavorando è nata dopo la scomparsa di mio nonno Filippo, anni che mi hanno permesso di capire l’importanza delle piccole cose e di quanto la musica possa esser d’aiuto a questi malati in quanto, secondo me, è vero che la demenza fa dimenticare molte cose importanti ma le emozioni e i ricordi catturati tramite la musica sono ancorati fortemente e sta a noi animarle così da regalare loro qualche sorriso ed emozione. Fai -conclude – col cuore, non si sbaglia mai!”

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