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Gela, l’Utin non ancora attivato diventa per la Regione un punto d’emergenza neonatale

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Il Comitato per lo sviluppo dell’area gelese, guidato da Filippo Franzone, è critico nei confronti dell’Asp di Caltanissetta dopo l’ultimo decreto assessoriale con il quale vengono riorganizzati i punti di trasporto assistito e in emergenza neonatale.

Il decreto è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale regionale la settimana scorsa ed il presidio ospedaliero Vittorio Emanuele viene individuato nella rete d’emergenza perché è sede dell’Utin (unità di terapia intensiva neonatale). Il reparto c’è, è vero, ma solo sulla carta.

“Nell’articolo 2 del decreto – scrive Franzone – viene evidenziato che i direttori generali presso cui insistono i punti Sten e Stam dovranno porre in essere tutte quelle azioni necessarie a garantirne la piena funzionalità”. 

Lo stesso Franzone evidenzia che “dovranno, è un obbligo. Il Direttore dovrà attivare subito il Punto STAM e STEN di Gela, ma accompagnare mamme con problemi legati al nascituro o neonati con gravi problemi a Gela, senza Utin non è un azzardo? Oppure come sovente avviene, si ignora la Legge, e oltre a continuare con la farsa dell’Utin iniziamo anche la farsa del Punto Stam e Sten?”.

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Attualità

Ampliato il laboratorio di analisi per le acque

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Caltanissetta – Un presidio strategico per monitorare costantemente la qualità dell’acqua immessa in rete e, più in generale, dell’intero servizio idrico. Adesso per il Laboratorio acque potabili di Caltaqua, che da due anni ha già ottenuto l’accreditamento alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018, è arrivata l’ulteriore estensione delle prove accreditate che da cinque (Torbidità, Ph, Conducibilità, E. coli, Coliformi totali) passano a sette.L’ampliamento dell’accreditamento riguarda, infatti, anche i Microrganismi vitali a 22°C e 37°C e gli Enterococchi. L’estensione dell’accreditamento, come era già accaduto due anni fa per gli altri parametri, è stata firmata da “Accredia”, l’Ente unico nazionale di accreditamento,  designato dal Governo italiano, che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico. La certificazione di ”Accredia” garantisce gli utenti sulla competenza ed imparzialità dei laboratori accreditati nell’effettuazione delle prove, attraverso verifiche tecniche periodiche, sulle singole prove e non, per il complesso delle attività analitiche del laboratorio. Per tale motivo i rapporti di prova emessi sotto accreditamento sono riconosciuti e accettati a livello internazionale.

Per Caltaqua-Acque di Caltanissetta SpA, gestore del servizio idrico integrato per il territorio della provincia di Caltanissetta, si tratta di un altro risultato assai importante maturato lungo la strada di costante crescita della qualità del servizio anche sul versante del potenziamento di tutti gli strumenti messi in campo a tutela della salute pubblica.

Il Laboratorio di Caltaqua esegue circa 1300 analisi/anno sui campioni d’acqua distribuita quotidianamente per il controllo dei parametri, i cui risultati sintetici vengono messi a disposizione dei clienti ogni trimestre, attraverso la pubblicazione sul sito web istituzionale. I campionamenti e quindi le analisi vengono effettuati su punti di prelievo disposti lungo l’intero sistema acquedottistico della provincia, alle fonti di approvvigionamento e lungo tutta la rete di distribuzione fino al punto di consegna.

Il controllo della qualità dell’acqua lungo la rete di distribuzione, secondo un programma predefinito con frequenze e modalità specifiche,  consente di attuare tempestivamente gli interventi necessari a garantire un immediato rientro delle eventuali non conformità riscontrate.

Sia le procedure di campionamento che le procedure analitiche seguono scrupolosamente i metodi di riferimento, relativi alla determinazione dei parametri microbiologici e dei parametri chimico-fisici nelle acque destinate al consumo umano ai sensi del Decreto Legislativo 31/2001

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L’ Area nord 2 dell’Asi è una Zes ma i progetti vengono respinti

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Una Zona economica speciale che è una beffa  la  denuncia di Sicindustria è chiara.Da una parte viene istituita un’area Zes, dall’altra i progetti di chi vuole investire vengono respinti al mittente  motivando tale decisione con un paventato e non meglio specificato “effetto cumulo”. 

Se non è una beffa poco ci manca. Tant’è che lo stesso Commissario straordinario della Zes Sicilia orientale, Alessandro Di Graziano, in una nota inviata al Comune di Gela, all’Irsap, all’assessorato regionale delle Attività produttive e a quello del Territorio e Ambiente, ha sottolineato l’impossibilità di svolgere nell’Area Nord 2 “l’attività istituzionale nella suddet Zona economica speciale”. “Questo significa – specifica Sicindustria Caltanissetta – che c’è il concreto rischio di vedere svanire la Zes da Gela, con ciò che questo comporterebbe per lo sviluppo del territorio”

A determinare questo paradosso, la decisione comunicata dal Suap di “improcedibilità con archiviazione del procedimento” della richiesta, presentata nel 2019 ma esitata solo nel 2022, della società Icaro Ecology di avvio dell’attività produttiva in zona industriale Nord 2. Nello specifico, secondo il Suap, “nell’Area oggetto di insediamento sono stati già ospitati altri interventi e l’insieme degli stessi avrebbe determinato ‘un effetto di cumulo’” che ulteriori interventi integrerebbero. Senza specificare, però, così come rileva Di Graziano, “quale sia la soglia di cumulo e se essa sia stata preventivamente individuata dal Comitato tecnico-scientifico che doveva insediarsi presso il Comune di Gela”.

“La semplice ipotesi di una riperimetrazione della Zes del territorio gelese che escluda completamente l’area industriale nord 2 – denuncia Sicindustria Caltanissetta – dovrebbe spingere tutti alla riflessione. Si tratta di una eventualità che il territorio deve scongiurare perché finirebbe col bloccare ogni nuovo investimento produttivo e, al tempo stesso, penalizzare chi già opera in quell’area impedendogli di accedere agli incentivi correlati alla Zona economica speciale”.

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Il manager Caltagirone spiega quanto accaduto all’ ospedale Sant’Elia

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Circola in queste ore sui social un post in cui si riportano immagini di un presunto allagamento del blocco operatorio dell’ospedale S. Elia di Caltanissetta. “È opportuno precisare z dice il manager dell’ Asp Alessandro Caltagirone- rassicurando la popolazione, che in alcun modo il blocco operatorio risulta essere interessato.
A causa delle forti piogge un problema tecnico ai piani superiori ha portato acque piovane – “peraltro eliminata in pochi minuti ed asciugata con semplici spugne assorbenti, dichiara il Resopnsabile del Blocco Operatorio, Dott. Giovanni Di Lorenzo” – ad infiltrarsi in un corridoio esterno che non interessa il blocco operatorio. Lo stesso dott. Di Lorenzo dichiara che “le attività chirurgiche sono state garantite senza alcun disservizio”. “L’evento non è assolutamente ascrivibile a quanto accaduto nei mesi scorsi -afferma il Direttore Generale. I tecnici hanno già individuato la causa e stanno risolvendo il problema. Appare quanto mai inopportuno alimentare allarmisti ingiustificati con il solo scopo di fare propaganda politica”.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
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