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Gli Sbandieratori di Gela conquistano Montelepre al Corteo Storico Multiepocale

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Montelepre – Applausi scroscianti hanno accolto gli Sbandieratori di Gela al Corteo Storico Multiepocale di Montelepre, che si è svolto ieri. Il gruppo, composto da Valter Miccichè, Salvatore Spinello, Pino Lentini, Gianluca Giannone, Claudia Nardo, Salvatore Ferrara, Saro La Folaga, Samuele Casciana, Giulio Scrivano, Alex Lombardo, Flavia Lionti, Deborah Selicato, Alessandro Ferro, hanno regalato al pubblico due esibizioni mozzafiato, facendo volteggiare i loro drappi nel cielo del paese.

Un tripudio di colori e tradizione.
Le esibizioni degli Sbandieratori di Gela si sono tenute in due piazze.

In entrambe le occasioni, i bravi sbandieratori hanno incantato il pubblico con la loro maestria e la loro passione, facendo rivivere le atmosfere del Medioevo. I loro drappi colorati hanno sfilato nell’aria, disegnando coreografie spettacolari e coinvolgenti.

Un’occasione per valorizzare la cultura siciliana.
La partecipazione degli Sbandieratori di Gela al Corteo Storico Multiepocale di Montelepre è stata un’occasione importante per valorizzare la cultura siciliana e le sue tradizioni.

Il gruppo gelese, con le sue esibizioni, ha contribuito a rendere ancora più speciale questo evento, che ha richiamato a Montelepre un gran numero di visitatori da tutta la Sicilia.

L’amministrazione comunale di Montelepre ha voluto ringraziare gli Sbandieratori di Gela per la loro partecipazione al Corteo Storico Multiepocale. “Siamo stati davvero onorati di avere con noi questo gruppo di eccezionali sbandieratori”, ha dichiarato il sindaco di Montelepre. “Le loro esibizioni hanno reso il nostro evento ancora più bello e coinvolgente”.
È intervenuto anche il Presidente Provinciale Asi, Salvatore Spinello, che ha speso parole di elogio a tutta l’organizzazione, allo staff impeccabile ringranziando Zeny per aver guidato tutto il lavoro.

Anche gli Sbandieratori di Gela si sono dichiarati entusiasti della loro partecipazione al Corteo Storico Multiepocale di Montelepre.

“È stata un’esperienza davvero indimenticabile”, ha commentato Valter Miccichè, il group leader. “Siamo stati accolti con grande calore dal pubblico di Montelepre e abbiamo avuto modo di conoscere una bellissima città e le sue tradizioni”.

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Attualità

La baia di Tucidide fruibile ma sporcata dall’uomo

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Il mare di Gela ha recuperato la trasparenza dei tempi d’oro degli anni ’50, quando rappresentava la punta di diamante della costa siciliana. Poi arrivò l’industria chimica senza regole ed il mare divenne una discarica.

A dieci anni dalla dismissione dell’industria pesante il mare è tornato al suo antico splendore e le spiagge sono prese d’assalto non soltanto dai gelesi ma dai cittadini del circondario, per non parlare delle famiglie dei migranti che tornano a fruirne.

Tutta la costa è fruibile: dalla spiaggia che si apre dopo qualche centinaio di metri dalla zona industriale ai confini con marina di Butera. E si vede!

A questo si aggiunga l’apporto dei volontari che hanno ripulito le spiagge dell’area sud apponendo nomi storici vista l’allocazione vicina alla zona archeologica. Il Comitato di quartiere Ospizio Marino, l’associazione Gela che cambia non si sono risparmiati ed il risultato parla da sè: spiagge pulite e fruibili.

Pulite fino a quando l’uomo non ci mette piede. E quando vi mette piede la spiaggia non è più pulita.

“E’ quanto è accaduto ieri – racconta il presidente dell’associazione, Emanuele Sacco – nella baia Tucidide, dove i bagnanti hanno lasciato spazzatura a profusione che siamo stati costretti a raccattare per lasciare tutto in ordine. E’ così difficile mettere i resti in un sacchetto e riporli nei cestini? Questo per non vanificare l’opera dei volontari che ha riportato in auge pezzi di spiaggia dimenticata da decenni”.

L’uomo sporca, è vero. Dappertutto. Ma le aziende incaricare non sono tanto solerti da ripulire nell’immediatezza, come avviene in tutte le città moderne. E il risultato è quello che si vede nelle foto.

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Attualità

Da ‘Settimane Sociali’ nasce la pastorale integrata

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Una delegazione della chiesa armerina ha partecipato alla 50° edizione delle Settimane Sociali della Chiesa Cattolica Italia, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, che si è svolta a Trieste dal 3 al 7 luglio scorsi.


Al rientro da Trieste il Direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro, Walter Cardaci, si è confrontato con il Direttore della Caritas, don Mario Ziccarello e il delegato Alfonso Gambacurta.
Solidarietà e sussidiarietà continuano ad essere la bussola sociale della Chiesa italiana.
Occorre oggi, secondo le indicazioni del Santo Padre, il passaggio “dal parteggiare al partecipare col dialogo, organizzare la speranza e avviare processi e non occupare spazi”.
Tra le indicazioni emerse a Trieste vi è la volontà di avviare una proposta di attivita’ pastorale integrata, rivolta in particolare ai giovani, che punti alla formazione socio-politica, etica e spirituale e abbia come scopo anche l’acquisizione della consapevolezza dei diritti umani e della sorella madre terra, essendo in grado di dare il segno di una Chiesa profetica e missionaria, coinvolgendo le associazioni del laicato.

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Il parcheggio Arena e la vita da Cenerentola dei cittadini gelesi

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La chiusura del parcheggio Arena a mezzanotte non piace ai cittadini.

Significa costringere i cittadini a lasciare i locali pubblici prima di quell’ora o a interrompere la passeggiata al Lungomare per tornare a casa come Cenerentola cioè prima di mezzanotte. In una città di mare la sera si esce sempre molto tardi. Ogni cittadino dovrebbe essere libero di tornare a casa quando vuole. Un parcheggio con questo orario sopratutto nel fine settimana non è adatto assolutamente ad una città che aspira ad attirare turisti.

La richiesta che si leva dalla città è che il parcheggio pubblico a pagamento sia aperto h24. Come in ogni città normale .

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