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Attualità

Il sindaco, la lettura politica del caso Ipab e il silenzio che sa di complicità

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“Rispetto alla vicenda Ipab, terribilmente delicata, e ai provvedimenti adottati dalla magistratura anche nei confronti di persone che ricoprono ruoli istituzionali, una classe politica seria e responsabile, se non vuole immiserire la propria funzione e il proprio ruolo, ha il dovere di intervenire e di sollecitare una approfondita analisi.
Si deve distinguere in maniera netta e chiara il piano giudiziario, tenendo bene a mente che esiste la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio, da quello politico, con le sue ripercussioni etiche e morali. Non dobbiamo mai perdere la capacità di ragionare e di distinguere, per creare e diffondere una cultura dei diritti e della legalità”- lo dichiara il sindaco Lucio Greco sostenendo che in questa fase “non si deve essere nè colpevolisti nè innocentisti ma occorre riporre la massima fiducia nella giustizia che,saprà far luce e chiarezza e che, in ogni caso, dimostra che lo Stato è presente”. Ma Greco ritiene anche che “la politica, non può rimanere estranea ad una vicenda che la coinvolge interamente e, senza entrare nel merito delle indagini, deve sapersi chiedere se dietro alcune scelte si celino valori calpestati quali la solidarietà verso le fasce più fragili della popolazione e i diritti dei lavoratori. Qui non si tratta di destra o di sinistra, non siamo di fronte ai legittimi temi della consueta lotta politica che vede affrontarsi e scontrarsi forze e opinioni diverse. Qui si tratta di una degradazione civile che sembra declassare, per interessi personali, le opportunità offerte dalla politica, e di fronte a questo modus operandi tutti gli uomini onesti di ogni parte e di qualsiasi schieramento si devono indignare e ribellare. Quello che sembra delinearsi non è un fatto di poco conto. Se confermato, è un terremoto che deve scuotere le coscienze e ci deve costringere a riflettere sulla nostra azione a tutela degli interessi della città. In questo senso, il silenzio di molte forze politiche da un lato, e l’improvvida opinione di chi ha la pretesa di svolgere ruoli di primo piano in città dall’altro, rischiano di essere interpretati come omertà o, peggio ancora, complicità.

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Attualità

Ricorrenza strage di via D’Amelio

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Oggi ricorre il 32º anniversario della strage di via D’Amelio, un evento tragico che ha segnato profondamente la nostra nazione. In questa giornata simbolo per la lotta alla mafia, il Sindaco Terenziano Di Stefano e il Presidente del Consiglio Comunale Paola Giudice desiderano esprimere il loro profondo ricordo e omaggio alle vittime di questo vile attentato.

Il 19 luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta persero la vita per mano della mafia. Il loro sacrificio rappresenta un monito e un esempio per tutti noi, un invito a proseguire con determinazione e coraggio nella battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata.

“Il Consiglio Comunale si stringe in un abbraccio solidale alle famiglie delle vittime, condividendo il dolore e la memoria di quella tragica giornata” – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Paola Giudice.

“Ricordare Paolo Borsellino e i suoi uomini significa anche rinnovare il nostro impegno quotidiano per la legalità, la giustizia e la libertà affinché la loro memoria sia sempre viva”, ha detto il Sindaco Terenziano di Stefano.


“Il ricordo degli eroi del nostro Paese è la base per il nostro futuro, così come la ricerca della verità. Tutti abbiamo il dovere di tramandare alle successive generazioni il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina“. 

A dichiararlo è il vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola, presente nelle scorse ore alla deposizione della corona alla Caserma Lungaro della Polizia di Palermo, in occasione del 32esimo anniversario della strage di via D’Amelio.
“Istituzioni e cittadini – dice Di Paola – devono incentrare la propria vita alla legalità ed al rispetto del prossimo. La lotta alla mafia ed alla criminalità deve essere una priorità per il nostro Paese” – ha concluso il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nuccio DI Paola.

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Lirio Conti e il ricordo di Paolo Borsellino, “un esempio per tutti noi”

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“Paolo Borsellino, grande uomo di Stato, è un martire. Il suo sacrificio è la dimostrazione di un innegabile senso del dovere. Forte e deciso, possedeva un’eccezionale capacità nel suo lavoro. Intuitivo, serio, dedito ad ogni particolare. Le sue spiccate doti lo hanno reso un esempio per tutti noi…”

Così Lirio Conti, magistrato della sezione Gip-Gup del Tribunale di Palermo con un’esperienza ultradecennale al Tribunale di Gela e successivamente a quello di Caltanissetta, nel giorno del ricordo della strage di via D’Amelio, in cui 32 anni fa persero la vita il giudice e cinque agenti della scorta.

Parlava di esempio per tutti noi…

“Assolutamente si. Siamo tutti consapevoli della gravità dell’accaduto. Le persone perbene e soprattutto i giovani, mostrano di voler raccogliere il testimone lasciato da Borsellino. La partecipazione alle manifestazioni contro la mafia rappresenta una costante ricerca di un approdo alla legalità che ci fa ben sperare per il futuro. Quello che conta è però la sincera condivisione dei valori di fondo perché le dichiarazioni di sola facciata lasciano il tempo che trovano…”

Sono passati 32 anni dalla strage e ancora si registrano troppe zone grigie. C’è bisogno di verità, la stessa che finora è stata ostacolata da depistaggi…

“E’ una vicenda che presenta tuttora aspetti opachi ma le indagini continuano. Sarebbe importantissimo che i processi riuscissero a dare una risposta esaustiva”.

Paolo Borsellino ha più volte ipotizzato la collusione di apparati dello Stato con la mafia.

“Il sospetto era forte e ovviamente si tratta di comportamenti inaccettabili”.

Borsellino è stato tradito?

“Non posso affermarlo con assoluta certezza. Dico soltanto che ci sono stati alcuni comportamenti non limpidi da parte di chi avrebbe dovuto stare dalla parte della legalità…”

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Emergenza siccità, vietata la pesca nelle acque interne del territorio

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Caltanissetta – Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio di Caltanissetta, Dorotea Di Trapani, ha firmato una ordinanza, inviata per conoscenza a tutti i sindaci della Provincia, con cui vieta la pesca in tutte le acque interne del territorio.

L’ordinanza avrà efficacia fino al 30 settembre 2024 ed è finalizzata  a tutelare la fauna ittica acquatica in questo particolare periodo di siccità, interessata da una eccezionale ondata di calore e da una perdurante mancanza di precipitazioni atmosferiche che di conseguenza riducono il flusso idrico negli invasi.

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