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Il sindaco si giustifica sui ritardi verso l’Ato idrico

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Il Sindaco di Gela, Lucio Greco, interviene a seguito delle dichiarazioni del presidente dell’ATI, Massimiliano Conti, il quale afferma che da Palazzo di Città non ha ancora ricevuto la relazione sui disservizi idrici dovuti a Caltaqua.

“Il presidente stia sereno, stiamo lavorando e non ci siamo mai fermati” rassicura Greco, che spiega che già in settimana si provvederà a mandare tutta la documentazione. “Abbiamo avuto bisogno di qualche giorno in più – prosegue – perchè ho voluto personalmente confrontarmi per due volte, l’ultima ieri mattina, con i presidenti dei comitati di quartiere. Come si ricorderà, ho chiesto loro di farci avere, ognuno per la propria zona di competenza, tutte le osservazioni e le denunce relative ai disagi subiti dai cittadini a causa della mancanza di acqua, dell’erogazione di acqua di scarsa qualità e/o di manutenzioni non fatte o fatte male. Il report ci è stato consegnato ieri, e adesso provvederemo subito ad integrarlo nella esaustiva relazione predisposta dai due dirigenti comunali da me appositamente incaricati e che è già pronta. In settimana, quindi, provvederemo all’invio della documentazione all’ATI. Sono consapevole di essere stato quello che ha spinto maggiormente in questa direzione, e non mi tiro certo indietro, anzi. Vogliamo che l’ATI, dopo aver valutato tutto, proceda con eventuali sanzioni e che si ricominci a parlare di rimodulazione del contratto o di una sua risoluzione anticipata”.

Fin qui i chiarimenti, ma Greco tiene anche a sottolineare un altro aspetto, altrettanto importante. “Spiace apprendere dalla stampa che i rappresentanti dell’ Ati, in questi giorni, abbiano avuto un incontro, in remoto, con il nuovo assessore regionale all’energia Daniela Baglieri. Di questo confronto non sapevo nulla, non sono stato informato e non ho ricevuto alcun invito. Sarebbe forse il caso che il Presidente Conti fornisca chiarimenti in merito il prima possibile”.

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Amministrative: si vota il 28 e 29 maggio

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Fissate le date del voto per le amministrative di primavera. Domenica 28 e lunedì 29 maggio oltre un milione e 400 mila siciliani sono chiamati alle urne per eleggere sindaci e consigli comunali in 129 Comuni dell’Isola. L’eventuale turno di ballottaggio è previsto per l’11 e il 12 giugno. Lo ha deciso il governo Schifani, su proposta dell’assessore alle Autonomie locali Andrea Messina. Quattro le città capoluogo interessate dalla tornata elettorale: Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani. “Le giornate in cui si voterà saranno due – spiega l’assessore Messina – per il recepimento della normativa nazionale. Nella scelta abbiamo tenuto conto del calendario scolastico e delle celebrazioni nazionali e religiose”.

In provincia di Caltanissetta si voterà in 5 Comuni, tutti al di sotto dei 15.000 abitanti: Delia, Milena, Montedoro, Riesi e Sutera.

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Scuola: Rizza (Flc Cgil Sicilia), altro che gabbie salariali e autonomia, servono i riscaldamenti

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Palermo – “Mentre il governo discute di gabbie salariali e di autonomia differenziata, i nostri studenti soffrono il freddo a causa dei continui guasti agli impianti di riscaldamento”. Lo dichiarano i segretari della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, e della Flc Cgil Palermo, Fabio Cirino.

“Bisogna prendere atto – argomentano – delle pessime condizioni in cui versano le nostre strutture scolastiche. Si tratta spesso di edifici vetusti e fatiscenti, nati per altre destinazioni e adattati a scuole. Stiamo chiedendo un incontro urgente con i vertici del ministero in Sicilia e quindi con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Nel caso specifico di Palermo, non basta stanziare le somme ed assegnarle ai dirigenti scolastici, che non hanno, a nostro avviso, la competenza sulla manutenzione straordinaria. Questa è e deve restare in capo all’ente locale o al proprietario dell’immobile. Non si possono scaricare responsabilità ed incombenze ai dirigenti scolastici che dovrebbero essere soprattutto ‘leader educativi’, guide didattiche delle comunità educanti e non burocrati tutto fare, periti tecnici, direttori dei lavori etc.”.

“Lo Stato – concludono Rizza e Cirino – ha il dovere istituzionale oltre che morale di offrire al Sud a tutti gli studenti e agli operatori della scuola gli stessi identici servizi che offre anche nelle grandi città del Nord. Basta con le scuole di serie a, di serie b e di serie c

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Sicilia Vera e Sud chiama Nord accendono i riflettori sulla crisi dell’Azienda Siciliana Trasporti S.p.A

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Il rischio Autobus fermi tocca anche Gela. Con un’interrogazione indirizzata al presidente della Regione Siciliana e all’assessore delle Infrastrutture e della Mobilità i gruppi parlamentari Sicilia Vera e Sud chiama Nord accendono i riflettori sulla crisi dell’Azienda Siciliana Trasporti S.p.A e i relativi disservizi che si stanno registrando nei territori comunali di Siracusa, Ragusa, Acireale, Barcellona P.G., Milazzo, Scicli, Paternò, Gela, Caltagirone, Modica, Augusta, Lentini, Carlentini e Chiaramonte Gulfi.

“Apprendiamo da notizie di stampa, afferma il deputato Giuseppe Lombardo, che la crisi che sta attraversando l’Azienda Siciliana Trasporti S.p.A rischia di non garantire l’erogazione dei servizi di trasporto urbano in diverse città. Ad oggi, prosegue Lombardo, l’AST S.p.A. è l’azienda più grande del settore del Trasporto Pubblico Locale in Sicilia e ogni anno eroga a favore della comunità siciliana, trasportando ogni anno milioni di passeggeri principalmente appartenenti alle categorie più deboli della nostra società, quali gli studenti, i lavoratori pendolari, gli anziani (che solo sui mezzi dell’AST viaggiano gratis) e i disabili (anch’essi trasportati gratuitamente, ma solo sui mezzi dell’AST).

Ciò che emerge dalla lettura dei bilanci dell’azienda è un carico debitorio importante. Una situazione che è stata dichiarata e denunciata nella Relazione sulla Gestione degli amministratori in tutti i Bilanci degli ultimi dieci anni. Oggi. Prosegue Lombardo, preoccupano la modalità e la tempistica con le quali l’azienda è stata posta in crisi; infatti, da quanto si apprende dai giornali sembrerebbe che la crisi sia stata dichiarata dal Collegio Sindacale aziendale i cui componenti, peraltro, si sono recentemente dimessi in aperta polemica con il C.d.A.  Appare opportuno evidenziare che quest’organo è in carica da quasi sette anni e non è stato ancora sostituito.  La portata del problema prospetta una crisi che probabilmente coinvolge non solo dell’AST ma l’intero settore del Trasporto Pubblico Locale. Ecco perché, afferma Lombardo, chiediamo di sapere quali siano i motivi per cui l’Assessore Regionale dell’Economia non ha provveduto alla verifica ed all’accertamento delle reali ragioni di una crisi che oggi viene rappresentata come un evento di recente formazione. Ci chiediamo se l’assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità abbia provveduto alla verifica della congruità dei corrispettivi chilometrici inseriti negli atti impositivi che regolano il rapporto con AST S.p.A. e con gli altri vettori del TPL per i servizi extraurbani, tenendo conto della diversa tipologia dei servizi assegnati in termini di velocità commerciale e di intensità di domanda. Ma soprattutto, conclude Lombardo, oggi il Governo deve dire come vuole affrontare tale problematica anche in virtù del fatto, è evidente, che nel futuro scenario del Trasporto Pubblico Locale Regionale che dovrà assegnare i servizi con gare pubbliche europee, l’AST a queste condizioni non potrà partecipare.”

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