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La maratona digitale del “Cammino della memoria”: letteratura e teatro al centro del web

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Una vera e propria maratona digitale per dare voce alle storie, alle opere e alle esperienze di alcuni dei maggiori autori italiani contemporanei che hanno scritto della Shoah. L’iniziativa online “Il cammino della memoria”, organizzata dalla Demea Eventi Culturali con la collaborazione di Radio Una Voce Vicina e dell’Archivio di Stato di Roma, ha proposto al grande pubblico dei social una lunga diretta in streaming avviata fin dalla mattina del 27 gennaio per chiudersi nelle ore del tardo pomeriggio: una proposta culturale completa che ha abbracciato storia, letteratura, teatro.

L’evento, rivolto in primo luogo alle scuole di tutta Italia (comprese alcune scuole gelesi), è stato apprezzato dagli utenti del web di tutte le età per la varietà e l’originalità della proposta. Condotta dal giornalista Salvatore Di Salvo, segretario nazionale dell’Ucsi, la maratona culturale ha visto anche la partecipazione di autori del calibro di Rosella Postorino, Nicoletta Bortolotti, Daniela Palumbo, Antonio Ferrar, Lia Levi, Marilù Oliva.

E poi anche interviste, dibattiti e approfondimenti fino alla conclusione teatrale, dalla splendida Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, con l’evento dedicato alla grande scrittrice Lia Levi intitolato “Dal ricordo personale alla memoria collettiva. Le carte di Lia Levi presso l’Archivio di Stato di Roma”. Un’altra importante iniziativa organizzata dalla Demea eventi diretta da Antonio Oliveri, che fin dall’inizio della pandemia non si è mai data per vinta promuovendo tanti eventi culturali di spessore sul web e i social.

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La Nave della speranza: ai giornalisti la responsabilità di comunicare la storia

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La Nave Greca incarna la speranza di un popolo che dopo anni di ‘schiavitù’, riemerge. Quella stessa Nave che è stata ritrovata a pochi passi dall’area industriale che ha fatto scempio di Gela. Il miraggio dell’industria durato 60 anni e poi estirpato lasciando speranze tradite ed economia depauperata. E poi arriva la Nave che riaccende la fiammella in fondo al tunnel dell’aridità. La Nave che giaceva nel fondale di Bulala da 2500 anni e nel 1988 si è fatta trovare. Quella come le altre due. Esempio unico al mondo.

La storia e la comunicazione viaggiano di pari passo ed n questo preciso momento storico che attraversa la città la comunicazione sul fatto storico appare fondamentale per contribuire a dare un’immagine positiva della città. Ed è ai giornalisti che l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ( presente Salvo Di Salvo) e organizzati dall’Ucsi Sicilia con don Paolo Buttiglieri, con la collaborazione della Regione Sicilia, della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, della Direzione del Parco Archeologico di Gela e del Comune di Gela hanno voluto consegnare il peso della storia e della sua comunicazione per restituire a Gela la consapevolezza delle sue prestigiose origini. Oggi al Museo della Nave i protagonisti della storia del recupero hanno raccontato tutto quanto è accaduto dal 1988 ad oggi, da quando i sub Gino Morteo e Gianni Occhipinti l’hanno individuata, sepolta dal fango e sabbia ma integra. Sono stati una passeggiata nella storia antica  i due seminari incentrati sulla mostra di Ulisse e la nave di Gela che hanno trascinato giornalisti e studiosi in un mondo lontano ma anche fra le spire di una burocrazia che ha rubato altri 34 anni a quella nave travolta da un maremoto conservata dal mare. L’archeologa Rosalba Panvini ha spiegato con dovizia di particolari tutte le fasi del recupero, coadiuvata da diapositive che hanno testimoniato il recupero della chiglia e del corredo che l’imbarcazione portava con sé. Anfore, statuette fittili, crateri, calici alcun dei quali sono in mostra.

E poi i lunghi, interminabili convegni scientifici per discutere su come recuperarla: Anni e anni di discussioni mentre l’acqua continuava a cullarla. Fino al recupero totale che ha segnato una nuova èra. La soprintendente Daniela Vullo ha descritto le fasi seguite al recupero con il restauro e il trasferimento dei pezzi di cui era composta la Nave nella struttura inglese: altri anni di studi e di burocrazia. L’accelerazione al progetto è arrivata negli ultimi anni e poi la prima uscita a Forlì con una folla che gridava allo scandalo mentre la Nave si faceva conoscere per poi approdare ‘a casa’, qui a Gela, per farsi vedere dai suoi 20.000 visitatori.

Il sindaco di Gela Greco ha auspicato  una prosecuzione dell’evento e ci sono buone prospettive per poter arrivare fino a fine mese. Ma anche successivamente, quando la mostra chiuderà i battenti, non sarà la fine ma l’inizio di un nuovo percorso. Il relitto della nave ormai è tornato a casa, rimarrà a Gela, avrà una collocazione definitiva e sarà di certo uno dei perni attorno al quale ruoterà il grande lavoro che, come amministrazione, stiamo portando avanti per creare un bacino turistico in città. Il regista Gianni Virgadaula ha lanciato un’idea: portare a Gela un Festival del Cinema. Gli ha fatto eco il direttore del Parco Archeologico che ha spiegato che l’obiettivo dell’istituzione è quello di promuovere il turismo stanziale con le strutture ricettive che si sono sviluppate negli ultimi anni.

La seconda sessione sul tema “La nave di Gela”, nuove prospettive di futuro per la città” si è svolta nella sala conferenze dell’azienda vitivinicola “Casa di Grazia”. E qui un’altra scoperta: l’eredità di Salvatore Aldisio esaltata e resa produttiva oltreché bella ed elegante. Al tavolo della presidenza si sono alternati i docenti Fiorella Falci, Carciotta del Fai che hanno parlato di futuro; ovvero cosa programmare affinchè, dopo il disastro petrolio , si possa rinascere.

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In libreria “La figlia del maresciallo”

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E’ un romanzo da leggere tutto ad un fiato, il lavoro scritto dalla comisana Margherita Lanza, dal titolo “La figlia del maresciallo”.

Un’opera coinvolgente che racconta la quotidianità della fotografa forense Adele De Lancia figlia, appunto, di un sottoufficiale dell’Arma, coinvolta nelle indagini scaturite da alcuni brutali omicidi di alcune giovani vittime.

Margherita Lanza, 27 anni, diplomata al Liceo Classico di Siracusa “Gargallo”, è appassionata di scrittura e fotografa e negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico, regista e fotografa per l’emittente “Prima Tv”.

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Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Le responsabilità che non si cancellano. Segui su www.radiogelaexpress.it

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